20
Apr
08

Waterboarding

Penso sia importante dare anche uno sguardo a quello che succede fuori dal nostro paese. A tale scopo, riporto un articolo del Corriere sulla tecnica del waterboarding.

Bush e le «torture»: sapevo, nessun problema

Il presidente sugli interrogatori dei «terroristi»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

WASHINGTON — George Bush sapeva che i suoi principali collaboratori discussero nei dettagli e approvarono l’uso della tortura negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Il presidente americano autorizzò gli incontri, che andarono avanti per molti mesi mentre la Cia preparava il programma delle cosiddette «tecniche avanzate», che includeva il waterboarding (dove il sospetto ha la sensazione di annegare) e altri metodi come la privazione del sonno e schiaffeggiamenti a mano aperta. E’ la prima volta che George Bush fa un’esplicita ammissione in proposito. «Lo abbiamo fatto per proteggere il popolo americano. Sapevo che il mio team per la sicurezza discuteva di questo e ho approvato», ha detto il presidente in un’intervista alla rete televisiva Abc dal suo ranch di Crawford, in Texas.

Secondo Bush, non ci dovrebbe essere alcuna sorpresa che il vice-presidente Dick Cheney, l’allora consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleezza Rice, l’ex segretario di Stato Colin Powell, l’ex ministro della Difesa, Donald Rumsfeld e gli altri si siano occupati in dettaglio del problema: «L’ho già detto al Paese e ho detto che era legale, avevamo pareri giuridici che ci permettevano di farlo. E non avevo alcun problema nel capire chi fosse Khalid Sheikh Mohammed, è importante che gli americani lo sappiano: è l’uomo che ha ordinato le stragi dell’11 settembre». L’intervista di Bush segue le rivelazioni della Abc, seguite dalle dichiarazioni di un ex agente dei servizi all’Associated Press, sul coinvolgimento diretto dei vertici della Casa Bianca nell’autorizzazione dell’uso del waterboarding e delle altre tecniche coercitive, che però l’Amministrazione Bush si è sempre rifiutata di definire torture, nonostante la dottrina giuridica internazionale non abbia dubbi in proposito.

A presiedere gli incontri fu l’attuale segretario di Stato, Condoleezza Rice, che ebbe un ruolo decisivo nel dare il via libera alla Cia, schierandosi con Cheney, Rumsfeld e George Tenet, al tempo direttore della Cia, e passando oltre le obiezioni di Colin Powell, che invece era preoccupato dell’immagine internazionale degli Stati Uniti dopo le rivelazioni sul carcere di Abu Ghraib. Perfino l’Attorney General, John Ashcroft, che pure era considerato un falco, sollevò qualche perplessità: «Perché discutiamo di questo alla Casa Bianca? La Storia non ci giudicherà con favore», avrebbe detto il ministro della Giustizia secondo la Abc. Ma Rice non si fece impressionare: «Questa è la vostra creatura: andate avanti», fu la frase, non smentita, con cui diede il via libera agli uomini della Cia. Le rivelazioni rischiano di nuocere politicamente a Condoleezza Rice, il cui nome è stato avanzato come uno dei possibili candidati alla vice-presidenza con il repubblicano John McCain. Il senatore dell’Arizona è infatti un fermo oppositore della tortura e considera il waterboarding una delle forme peggiori. (Paolo Valentino 13 Aprile 2008 )

Il waterboarding consiste nel versare dell’acqua sulla faccia di un individuo immobilizzato al fine di simulare l’annegamento e dare la sensazione di essere realmente sul punto di morire. Peccato che la legge statunitense condanni apertamente l’uso della tortura, affermando che essa è l’atto inflitto da chi è in posizione di potere per provocare specificatamente dolore fisico o mentale a chi è sotto custodia o controllo fisico. Sofferenza grave di tipo mentale si ha con un danno provocato: – dall’inflizione di dolore fisico o mentale che sia intenzionale o solo minacciata; – dall’uso, o la minaccia dell’uso, di sostanze o altre procedure atte ad alterare la percezione sensoriale o la propria personalità; – la minaccia di morte imminente; – o la minaccia di morte imminente di un’altra persona.

Tale definizione è rintracciabile sul sito: www4.law.cornell.edu/uscode/html/uscode18/usc_sec_18_00002340—-000-.html

La domanda che a me sorge spontanea è: ” Quante persone hanno subito e stanno subendo queste torture (o tecniche d’interrogatorio)? E quante poi sono effettivamente colpevoli?” Consiglio a tutti di vedere il film “Road to Guantanamo” (2006) dove racconta la storia vera di 4 ragazzi (Ruhel, Asif, Shafiq, Monir) partiti verso l’Afghanistan per il matrimonio di Asif. Vengono arrestati (di Monir si perde immediamente traccia) e portati a Guantanamo con l’accusa di essere membri di Al Qaeda. Passeranno due anni in prigionia a Cuba, finchè non riusciranno a provare la loro innocenza per un errore dei servizi statunitensi nel fabbricare le prove.

Martina

The article reported here is taken from “Corriere”. Since it’s quite long to be translated, I’ll just report the more important sentences.

George Bush was aware of the fact that his co-workers approved the use of torture against the assumed Al-Qaeda terrorists during interrogatories. President George Bush said that this was done in order to protect the country and that he knew what it had been discussed and he approved it.

Waterboarding is a form of torture which consist in pouring water over the face of an immobilized person. This is made to create the idea of drowning and consequently that of imminent death. But.in American code condemns the use of torture asserting that torture is an act. Intended to inflict mental or physical pain to someone. This pain can be inflicted by a real or threatened harm, by the use of substances (or the threat to use them) or other proceedings made to alter personality and senses, the threat of imminent death or the threat of imminent death of another person.

This definition can be found in: www4.law.cornell.edu/uscode/html/uscode18/usc_sec_18_00002340—-000-.html

What I immediately asked myself was: “How many people have been, and continue to be, tortured? And how many of these people are actually guilty?” I really like suggest to watch the film “Road to Guantanamo”(2006). It tells the real story of 4 boys (Ruhel, Asif, Shafiq, Monir) who set off for Afghanistan for Asif’s marriage and finish to be arrested (Monir simply disappears). They are taken to Guantanamo as they are accused of being Al Qaeda members. They will remain two years in Cuba, till they succeed in proving their innocence thanks to American services’ mistakes in creating false proofs.

Martina


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