Archive for May, 2008

29
May
08

Help! I need somebody!

Persino Kledi Kadiu è stato aggredito a Roma….”te lo faccio vedere chi sono io albanese di merda”……

Ho letto la notizia sull’Ansa! Sono abbastanza scioccata da qualche giorno a questa parte! Qualche giorno fa avevo letto, mi sembra su La Repubblica che alcuni negozi di extracomunitari erano stati distrutti a Roma… Poi i roghi dei campi Rom a Roma e a Napoli e gente festante alla visione delle roulotte in fiamme…

Sono forse l’unica che ha notato da qualche mese a questa parte una crescita esponenziale di violenza, di intolleranza e di razzismo?! Ma la storia non insegna proprio niente??!! E’ proprio vero che si raccoglie quello che si è seminato…

Sono forse l’unica che è un po’ spaventata da questo clima così ostile?!

La gente cosa crede di fare di buono umiliando dei suoi simili…come può una persona civile legittimare tali atti di violenza e di segregazione?!

Un’amica turca di mio fratello verrà in Erasmus in Italia e lui le ha detto di stare attenta perché ora nel Bel Paese per i non italiani tira una brutta aria…accidenti che vergogna per noi italiani!

L’ Italia agli italiani…ma dopo cosa ci rimane?

Marty

P.s. Faccio notare quanto la violenza stia crescendo a Roma….a buon intenditor…
Even the dancer Kledi Kadiu from ALbania has been set upon by some guys in Rome…”now I’ll show who I am fucking Albanian”…

I read this notica on the Ansa! I’m really schocked in these days! Some days ago I reaad, on La repubblica if I’m not wrong, that some shops of immigrants had been attacked in Rome… Then the stake of the nomad camps in Rome and Naples and the people overjoyed watching the caravans burning…

Am I the only one who noticed in these last few months an incredible growth of violence, intolerance and racism?! But the history hasn’t teach us nothing at all?! It’s absolutely true that you harvest what you’d seeded…

Am I the only one who is a little bit scared by this hostile climate?!

What do people think it’s worth for to humiliate other fellow men…how can a civil person legitimate these acts of violence and segregation?!

A Turkish friend of my brother is coming to Italy with the Erasmus programm and he told her to pay attention because now it’s not good period here for immigrants…shame on all Italian people!

Italy to Italians…but what does remain after?

Marty

P.s. Just notice how many of these acts happened in Rome…a word to the wise is enough…

26
May
08

Senza Parole…

alemanno croce celtica

Alemanno ha dichiarato che ha intenzione di intitolare una via a Craxi, una a Fanfani, una a Almirante e una a Berlinguer.

Si, avete letto bene…

Bettino Craxi: L’uomo con altissimo senso dello stato, che preferì scappare in Tunisia piuttosto che sottoporsi a un processo. Vale la pena ricordare che proprio l’MSI ( di cui Alemanno faceva parte), insieme alla Lega, era uno dei partiti che prendeva le distanze dalla cosidetta “prima repubblica”. Tanto da aggredire verbalmente ( ‘Ladri ladri’…che faccia!) i colleghi parlamentari, quando venne negata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi nel processo Mani Pulite.

Giorgio Almirante: Fasciste e razzista. Questo basterebbe, ma aggiungiamo due citazioni:

il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera

Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo

Questo paese ha ormai perso la memoria, non solo quella a lungo termine, ma ancor peggio quella a breve termine. Sono senza parole.

Chicca finale: la svolta totalitarista si è manifestata già al primo consiglio comunale, che si è chiuso senza dare l’opportunità all’opposizione di parlare.

Anche qui ogni commento mi pare superfluo.

Fonti: reppublica.it, craxi su wikipedia.it, almirante su wikipedia.it

Alemanno claimed he wanted to tribute a street to Craxi, one to Fanfani and one to Almirante and one to Berlinguer.

Yes, you read right…

Bettino Craxi: man with an incredibly high sense of state who preferred to fly away in Tunisia rather than going through a trial. It’s worth reminding that the MSI (Alemanno wa a member ofit)[see the post “” to understand was MSI is], together with the Lega Nord, was one of the parties holding off from the so-called “first republic” (Fascist regime). At an extent to insult (“Thieves, thieves”…what a cheek!) their colleagues, members of Parliament, when the authorization to proceed against Craxi in the Clean Hands trial was rejected.

Giorgo Almirante: Fascist and racist. This would be worth, but let’s add two statements:

Racism is widest and most courageous recognition of itself which Italy has never tried. Those who today fear that this is only a foreign imitation, don’t realize they are reasoning in an absurd way: because it’s really absurd to suspect the movement, which wants to give to Italy a racial conscience, can serve to an subservience to a foreign country. 

We want to be, and we boast about being, Catholics and good Catholics. But our intransigence doesn’t stand whatever confusions […]. In our actions as Italians, as citizens, as fighters – in our believing, obeying, fighting- we are exclusively and jealously fascists. Exclusively and jealously fascists are we in the theory and practice of racism.  

This country has by now lost its memory, not only the long-term one but, and it’s even worse, the short-term one. I’m speechless.

Icing on the cake: the totalitarian change turned out right during the first municipal council which was closed down without giving the chance to the opposition to speak.

Any comment is again superfluous.

Sources: repubblica.it, craxi in wikipedia.it, almirante in wikipedia.it

22
May
08

Legge ‘ad personam’ evitata!

niccolo ghedini

La tentazione fa l’uomo ladro e (soprattutto) il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Il vizio sono le leggi ad personam per i guai giudiziari e il lupo…beh, lo sappiamo tutti…

Questa volta, però, il tentativo è stato individuato sul nascere, grazie alla tempestiva segnalazione dei deputati dell’Italia dei Valori. Cerchiamo di fare un breve riepilogo.

Nel decreto sicurezza è stato inserito un trafiletto ( 13 righe nell’articolo 2), che permetterebbe agli imputati per reati commessi entro il 31 Dicembre 2001 di sospendere il dibattimento per due mesi per valutare se patteggiare o meno.

Il pacchetto è stato affidato all’onorevole (?) Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e ex membro della giunta delle elezione e delle immunità parlamentari. Chi meglio di lui?

Il cavillo inserito, agli occhi più diffidenti, sembrerebbe tagliato su misura per il processo che vede imputato il capo del governo per: corruzione giudiziare del testimone Mills, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, nel processo Mediaset. Mica male!

In verità, il tempo concesso agli imputati per ragionare sull’ipotesi del patteggiamento era inizialmente di due anni. I due mesi previsti, in seguito, sono risultati sufficienti per far cadere il processo in prescrizione, beneficiando anche delle ferie. Una volta scoperto, però, il buon Niccolò è corso subito ai ripari dichiarando:

Non sta nè in cielo, nè in terra che l’onorevole Berlusconi pensi di accedere al patteggiamento

Ovvero: Berlusconi può trarre beneficio dal decreto, ma il suo avvocato, cioè colui che ha scritto il decreto stesso, assicura che non lo farà. Saremo degli ingrati sospettosi, ma non ci crediamo.

Sta di fatto che oggi Ghedini ha negato di aver inserito quelle righe nel decreto sicurezza e si è indignato quando gli è stato chiesto se non sarebbe meglio che l’avvocato del capo del governo (visti i processi che lo vedono coinvolto) evitasse di inserire norme giuridiche in testi riguardanti la sicurezza ( se non di essere in parlamento):

E allora sarebbe meglio evitare giornalisti in Parlamento, magistrati che ci arrivano dopo aver inquisito Berlusconi, e metterci solo casalinghe e metalmeccanici? Ma sì, facciamo del populismo.

Ma sì! Siamo noi che vediamo complotti da tutte le parti! E’ solo un caso il fatto che la norma inserita sia applicabile a Berlusconi e gli permetta di mandare in prescrizione un processo che lo coinvolge. E’ populismo denunciare il fatto che questa scappatoia sia stata inserita nel decreto sicurezza, che verrà approvato in fretta entro Luglio.

Volevo essere breve, ma non ce l’ho fatta. Chiudo, però, con una notizia buona: il decreto è stato ’stoppato’ soprattutto grazie alla pronta segnalazione di Di Pietro e dei depetutati dell Italia dei Valori.

Non bisogna mai chiudere gli occhi…

Fonti: corriere.it, repubblica.it, repubblica.it, Ghedini su wikipedia.it, Ghedini su senato.it, blog di Antonio di Pietro ( intervento del 20 maggio ), blog di Marco Travaglio “Voglio Scendere” ( intervento del 21 maggio )

Opportunity makes a thief and (especially) a leopard can’t change its spots.

The spots are the laws made ad hoc for a particular person, for his/ her judicial troubles and the leopard is…well, everyone knows…

But this time the attempt has been identified from the beginning thanks to the well-timed recommendation of the deputies of the Italia dei Valori (party of Antonio Di Pietro). Let’s try recapitulate a bit.

In the security decree has been inserted a paragraph (13 lines in the article 2) which would give the chance to defendants for crimes committed within the 31 December 2001 to suspend the hearing for two months in order to consider the negotiation or not.

The package has been put into the hands of the Honourable (?) Niccolò Ghedini, lawyer of Silvio Berlusconi and former member of the election and parliamentary privilege council. Who better than him?

To the eyes of the most distrustful people this inserted quibble seems really custom-made for the trial where the Prime Minister is accused of: judicial corruption of the witness Mills, accounting fraud, embezzlement and tax evasion in the Mediaset trial. Not bad!

Actually, at the beginning the time given to the defendants to decide on the negotiation hypothesis was of two years. Afterwards, the estimated two months were sufficient in order to set off the status limitations and it left also the possibility to benefit of the holidays. Once the guilty secrets were revealed the good old Niccolò immediately guard against it by stating:

It’s an utter nonsense that the Honourable Berlusconi is thinking to accept the negotiation

I.e.: Berlusconi can benefit from the decree but his lawyer, that is the same person who wrote this decree, ensures that he won’t do it. Maybe we are ungrateful suspicious but we don’t believe it.

Anyway today Ghedini has denied having inserted those lines inside the security decree and he has got angry when asked whether it wouldn’t be better if the lawyer of the Prime Minister (because of the trials in which he’s involved) would avoid to insert judicial norms inside texts concerning security:

So it would be better to avoid journalists in the Parliament, magistrates arriving after having investigated Berlusconi and putting only housewives and engineering workers? Mais oui, let’s do populism.

Mais oui! It’s our fault as we see intrigues everywhere! It’s only by chance that the inserted norm is applicable to Berlusconi and that it allows him to set off the status limitations for a trial where he’s involved. It’s populism denouncing that this cop out has been inserted in the security decree, which will be quickly approved within July.

I’d have wanted to be brief, but I couldn’t. I end up with a good news: the decree has been stopped mainly for the well-timed recommendation of Di Pietro and the deputies of Italia dei Valori.

Never close our eyes…

21
May
08

Super-pensioni!

Deposito di zio Paperone

Altro che ingegnere, dovevo fare il politico! Non guadagni solo ad essere eletto, ma anche quando (finalmente) ti stacchi dalla poltrona! E’ stato scoperto che le casse del senato sono state svuotate dalle liquidazioni principesche dei senatori non più eletti. Una breve classifica:

  • Armando Cossutta: legislature: 10, liquidazione: 345.000 €.
  • Clemente Mastella: legislature: 9, liquidazione: 307.000 €.
  • Alfredo Biondi: legislature: 8, liquidazione: 278.000€.
  • Francesco d’Onofrio: legislature: 7, liquidazione: 240.000€.

Liquida di qua, liquida di là…solo per coprire il buco di palazzo Madama, ci vorranno 8 milioni di euro!

Il buco è stato ulteriormente allargato, dai contributi, già versati, resi a tutti i senatori non più eletti. E giù altri euro (ma non spiccioli, eh…).

Stesso discorso per la Camera. Basta pensare che bisognerà sborsare la liquidazione ad altri “big” (Ciriaco De Mita (11 legislature) e Gerardo Bianco (9), Angelo Sanza (10) e Luciano Violante (8 ) ).

A tutto questo, va aggiunto il fatto che le spese sanitarie degli onorevoli, sono totalmente coperte. Sia per loro, che per i genitori. Qui la spesa è stata solo di 2 milioncini…

Sia chiaro, tutti soldi nostri…

Ragazzi, abbiamo sbagliato tutto! Dovevamo fare tutti i politici! Non solo avevamo la possibilità di mettere a posto gli eventuali processi ( e su questo vi invito a fare un salto sul blog di Di Pietro e leggere l’intervento del 20 Maggio), ma ci saremmo messi a posto anche economicamente! Quella si che è vita…

Fonte: articolo di Repubblica.it

I should have been a politician not an engineer! You earn money not only when you have been elected, but also when (finally) you pinch yourself from your seat! It has been found out that the cash desks of the Senate have been cleared up by the princely liquidations of the any-more-elected Senators. A short ranking:

· Armando Cossutta: legislatures: 10, liquidation: 345.000 €

· Clemente Mastella: legislatures: 9, liquidation: 307.000 €

· Alfredo Biondi: legislatures: 8, liquidations: 278.000 €

· Francesco D’Onofrio: legislatures: 7, liquidation: 240.000 €

Pat this, pay that…to fill the hole in Palazzo Madama it’ll need 8 million €!

The hole has been further enlarged because of contributions paid to all the any-more.elected Senators. More and more euros (but no coins….).

The situation is the same at the Camera (Chamber). Just think that we’ll have to fork out liquidations to other “big” (Ciriaco De Mita, 11 legislatures; Gerardo Bianco, 9 legislatures; Angelo Sanza, 10 legislatures; Luciano Violante, 8 legislatures).

Over and above this, remember that all the health costs of the Honourables are totally covered. But not only for them, also for their relatives!!! Here the costs amounted only to 2 little million…

Just to be clear, all our money…

Guys we’ve done all wrong! We should have become politicians! We would have had the opportunity to arrange all our proceedings (and with this regard I recommend you Di Pietro’s blog and his statement of the 20 May) but also we would have become rich men! That’s really life…

Source: articolo di Repubblica.it

20
May
08

La nuova Rai…

Nemmeno il tempo di capire da che parte si è girati, che già ci sono i primi cambiamenti in rai! Il caso più eclatante è quello di Travaglio, reo di aver informato gli italiani del passato del presidente del Senato Schifani e dei suoi rapporti lavorativi con persone legate alla mafia. Una persona seria se non avesse avuto la possibilità di smentire le gravissime accuse, si sarebbe dimessa per rispetto del popolo italiano (basti pensare che in Finlandia si è dimesso un ministro perchè corteggiava insistentemente una spogliarellista! articolo).

In Italia però ci sono usanze diverse e i rapporti di forza sono sempre invertiti. La politica monitora l’informazione, invece che il contrario. Il sottosegretario con delega alla comunicazioni Paolo Romani ha già espresso il proprio parere:

Marco Travaglio è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico

Ennesimo caso italiano di lesa maestà. Di certe cose non si può proprio parlare, pena la scomunica televisiva (il vero parlamento italiano). Lasciamo però da parte il caso Schifani e concentriamoci sulle dichiarazioni del consiglio di amministrazione Rai di qualche giorno.

Meno reality ( era ora), un nuovo talk show politico ( sarò curioso di vedere chi lo conduce… ), Vespa sempre al proprio posto (una garanzia di informazione trasparente, basta pensare alle intercettazioni telefoniche con Sottile, il portavoce di Fini, dove cuce Porta a Porta in base all’esigenze di Fini… video e testo) e, dulcis in fundo, la riablitazione di Saccà. Si proprio quel Saccà che ha detto a Berlusconi:

lei è amato nel paese, glielo dico senza nessuna piangeria

Diciamo la verità…qualcuno si aspettava il contrario? La RAI è uno strumento politico, non un servizio ai cittadini. Essendo in mano allo stato, dovrebbe essere una garanzia di pluralità. Invece è utilizzato come arma di distrazione e come strumento propagandistico.

Quello che fa ancora più male e rabbia è vedere che si prova a far passare scelte al limite del totalitarismo come garanzie di libertà e pluralità.

La parte più assurda di tutta la storia è quella che riguarda il Tg3 e la trasmissione Primo Piano. I vertici della Rai hanno dichiarato che Primo Piano non sarà cancellato e che sarà addirittura aumentato lo spazio informativo del Tg3. Dichiarazioni sconvolgenti, dal momento che RAI3 è da anni vista come la rete più avversa al centro-destra. A sorpresa è stato anche annunciato che in seconda serata troverà spazio un programma di satira condotto dalla Dandini.

I programmi che fanno informazioni sono spostati in una fascia di ascolto bassissima, anche se il tempo a loro disposizione dovrebbe essere raddoppiato. Il contentino sarebbe un programma di satira.

Forse pensano che ci siamo dimenticati i veri programmi di satira, come l’Ottavo Nano, in prima serata su Rai2 o Raiot di Sabina Guzzanti, bloccato dopo solo una puntata. Con che condizioni si può fare satira in questo paese, senza rischiare di fare la fine di Grillo, Luttazzi o i Guzzanti, diffamati o messi al bando? Che informazione, cultura o satira ci volgiono proporre se tutte le voci fuori dal coro sono sistematicamente messe da parte?

C’era già stato un editto bulgaro, ma sembra che la destra abbia imparato la lezione e non faccia più proclami. Anzi, è successo anche di più, tutto il parlamento fa cerchio, quando si vanno a toccare gli interessi della casta e il coro di voci è sempre unanime e bi-partisan.

Da una parte Mediaset, di proprietà del capo del governo. Dall’altra una Rai ostaggio dei partiti. Relegata al web è rimasta l’informazione che, ormai, ognuno si deve fare per conto proprio.

Fonti: articolo, corriere.it, repubblica.it, ansa.it, ilgiornale.it, repubblica.it, intercettazioni Saccà

19
May
08

Nuova pagina – new page

E’ stata create una nuova pagina col nome di Italy Horror Picture Show. In questa pagina inseriremo le foto e le dichiarazioni incomprensibili, vergognose o semplicemente ridicole dei nostri politicanti.

Abbiamo già iniziato…

Il lavoro non è facile perchè il materiale è tanto e qualcosa potrebbe anche sfuggirci! Per questo motivo vi chiediamo un supporto, se avete foto o notizie che ci sono sfuggite, segnalatecelo!

A new page is been created, its name is Italy Horror Picture Show. In this page we’ll insert the incomprensible, shameful or simply ridicolous pictures and declaration of our politicians.

P.s. Ripetiamo che non abbiamo nessun tipo di pregiudizio verso nessuna parte politica!

We already began…

It’s not an easy work, because there is a lot of material and something may even pass up! For this reason, we ask your support: if you have picture or notices that passed up, inform us!

P.s As we already said, we have no prejudice on any political party!

14
May
08

Il giurato Priebke…

Erich Priebke è stato un capitano delle SS ed è stato uno degli artefici della strage delle Fosse Ardeatine.

Vi ricordate di questa strage? Nasce come rappresaglia per l’uccisione da parte dei partigiani di soldati nazisti. Inizialmente Hitler ordina di radere al suolo Roma e deportare tutti i suoi abitanti, in seguito cambia idea: basta radere al suolo il quartiere dove i soldati sono stati ammazzati. L’eccidio è affidato ad alcuni capitani delle SS, tra i quali Priebke, che tra l’altro decideranno di uccidere dieci italiani per ogni soldato tedesco ucciso. Alcune degli italiani uccisi furono “selezionati” proprio da un italiano, il questore fascista Caruso.

Comunque, dopo essersene stato in Argentina un po’ viene estradato in Italia dove parte un processo per crimini di guerra…

Dopo varie peripezie viene condannato all’ ergastolo, che ben presto si trasformano in arresti domiciliari per l’età avanzata (…). Ma non è tutto, nel 2007 gli viene accordato dal giudice il permesso di poter lasciare casa sua per andare a lavoro…a 93 anni.

E qualche giorno fa, Priebke viene invitato come giurato ad un concorso di bellezza, proprio a Roma…

Tutti devono avere la possibilità di rifarsi una vita, ma perché non a tutti viene data questa chance? E’ questo che mi fa pensare…

Martina

Erich Priebke was a captain of SS and one of the arteficer of the Fosse Ardeatine.
This bloodshed was a reprisal for the killing of some nazi soldiers made by Italian partisans. Initially Hitler ordered to raze Rome and deport its inhabitants, then he changed his mind: it’s enough to raze the neighbourhood in which the soldiers were killed. The massacre was committed to some members of SS (also Priebke), who decided to kill ten Italians for each German soldier killed. Some the killed Italians were chosen by an Italian, the police commisioner Caruso.

He lived in Argentina before being extradiating in Italy and put in trial for war crimes…

Its life sentence became then house arrest because of his age… But in 2007 the judge allowed him to go out to work…at 93 years old.

And a few days ago he has been invited as juror to a beauty contest in Rome.

Each person has the right to redo his life, but why this right isn’t given to all people? This make me think…

fonti: corriere.it , ilmanifesto.it

Martina

13
May
08

Indulto (2) – la proposta

Ci siamo lasciati con l’arrivo delle elezioni del 2006. A questo proposito ho recuperato il programma dell’Unione (ricordiamo, il gruppo vincitore delle elezioni) e ho verificato se si parlava di indulto o amnistia e in quali termini.

Si fa riferimento ad amnistia e indulto in 2 occasioni:

-riduzione del quorum necessario:

Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.

-riforma codice penale

Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto

Qualche piccola considerazione.

1) Molti (anche tra gli elettori) non lo sanno, ma il provvedimento previsto, in seguito, però, alla riforma del diritto penale.

2) Le due attività avrebbero dovuto andare di pari passo, non prima una e poi l’altra. Al massimo sarebbe stato utile fare prima la riforma penale e se mai l’indulto e l’amnistia.

3) Vale la pena verificare se i politici dell’Unione hanno lavorato per attuare il programma.

4) Ancora più interessante è scoprire se i giornalisti hanno ricordato ai politici il fatto di essere stati eletti per attuare il programma.

Il punto di partenza sembra essere una riforma e un’amnistia strettamente connesse. Una riforma del diritto penale indubbiamente trarrebbe benificio da un’amnistia. Un’amnistia senza riforma del diritto penale, al contrario, non avrebbe grandi benefici…se non politici.

Vediamo gli sviluppi dopo i risultati delle elezioni. Focalizziamo brevemente la situazione alle camere. Il governo Prodi ha una maggioranza risicata, soprattutto al senato, dove ottiene la maggioranza grazie al voto degli italiani all’estero. In sostanza l’unione si trova in una posizione di dipendenza nei confronti dei piccoli partiti, tra cui Italia dei Valori e Udeur. Proprio il leader dell’Udeur, Clemente Mastella verrà scelto come ministro della giustizia. La notizia è una di quelle che fa gelare il sangue nelle vene.

Il premier Prodi inizia da subito a parlare di indulto. Siamo nella metà del maggio 2006, Prodi ipotizza l’indulto in tempi brevi. Vediamo le dichiarazioni delle varie parti politiche.

Pecorella (FI) rivendica la paternità del provvedimento e proclama che Forza Italia non scenderà a patti e che il suo partito non voterà l’indulto senza amnistia. Provocatoriamente punta il dito sulla necessità di tagliare detenuti e processi, per far tirare il fiato a un sistema in collasso. Il pomo della discordia resta sempre la scissione tra indulto e amnistia.

Se si approva l’ indulto, e non l’ amnistia, si fanno inutilmente i processi per poi dichiarare la pena estinta.

Il verde Cento risponde in merito:

L’ indulto è un atto di clemenza che si applica ai soggetti, si può discutere se uno lo meriti o no, ma le esclusioni preventive non hanno senso. Per l’ amnistia è diverso perché lo Stato può avere interesse a verificare se un crimine è stato commesso.

Come dire: già vi scontiamo la pena, volete pure saltarvi il processo? Resta comunque aperta la porta a Forza Italia e si intravede la possibilità di un tavolo di discussione che metta d’accordo i due schieramenti. Nemmeno un accenno alla riforma del diritto penale presente nel programma dell’ Unione.

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della camera Bertinotti che dichiara pubblicamente la condivisione alla proposta, motivando la scelta in questo modo:

I detenuti subiscono, per la condizione in cui sono tenuti, un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura.

Anche qui nemmeno una parola sulla riforma citata nel programma.

Alleanza Nazionale e Lega Nord, invece, sono decisamente contrarie, come nella precedente legislatura. Gasparri definisice l’indulto e amnistia:

una scelta dissennata e criminogena perché dopo questi provvedimenti segue un aumento del numero dei reati.

Una critica costruttiva e soprattutto un chiodo su cui il martello della destra italiana batterà molto volentieri (come era prevedibilie, del resto).

L’unica voce fuori dal coro viene dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Lo stesso capogruppo dichiara:

Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni atto di clemenza verso i detenuti, se non dopo una vera riforma giudiziaria. Non è serio.

Notizie ulteriori si possono trovare in due articoli di repubblica ai segueni link: uno, due.

Una riforma del sistema giudiziario avrebbe necessità di una amnistia, almeno per evitare l’intasamento dei tribunali, impegnati in processi inutili. Sarebbe un prezzo sopportabile, se sull’altro piatto della bilancia si trovasse una giustizia veloce e certa, per tutti i reati (mafiosi, sessuali, amministrativi eccetera). Quel piatto, però, è desolatamente vuoto.

A questo proposito è interessante leggere un’intervista a Nello Rossi, segretario dell’ associazione nazionale magistrati. Riportiamo i punti chiave:

se prima non si rimette in discussione la legge Cirielli nella parte in cui, per i recidivi, prolunga la prescrizione e prevede forti aumenti di pena, anche dopo un gesto di clemenza le carceri torneranno sovraffollate.

L’ amnistia ha un senso se accompagna un mutamento del clima politico generale del Paese (…) oppure se sanziona un rinnovamento profondo della legislazione

Durante il governo Berlusconi è stato disegnato un sistema di giustizia composto di due tasselli: una magistratura ingessata, burocratizzata, intimidita grazie alla nuova legge sull’ ordinamento e un processo penale diseguale, potenzialmente eterno nei confronti dei delinquenti marginali e dei recidivi, e irrimediabilmente inceppato, anche per reati gravissimi come le bancarotte, commessi da soggetti culturalmente o economicamente forti e agguerriti.

aprire una discussione a tutto campo tra politici e tecnici, naturalmente anche con gli avvocati, sullo snellimento e la razionalizzazione del processo, sul nuovo codice penale e su un progetto condiviso di nuovo statuto della magistratura.

La vera necessità non è svuotare indistintamente le carceri, ma creare un sistema giudiziario moderno e snello, per: velocizzare i processi ( basti pensare che in quel periodo quasi il 40% dei carcerati erano in attesa di giudizio) e garantire la giusta pena ai reati più gravi. Il solo indulto sarebbe una soluzione temporanea, che non realmente risolutiva della situazione carceraria. Sul sito del corriere si può trovare una scheda sulla legge cirielli, mentre sul sito di repubblica l’intervista intera a Nello Rossi.

A questo punto però si inserisce prepotentemente la figura di Clemente Mastella. La situazione estramamente precaria al senato, permette al ministro della Giustizia di avanzare pretese a cui la maggioranza deve necessariamente piegarsi, per garantire la stabilità al governo.

Il 2 Giugno, in occasione della festa della Repubblica, il ministro visita il carcere Regina Coeli (dove Giovanni Paolo II aveva chiesto l’amnistia nel 2000), canta ‘O sole mio’ con i detenuti e dichiara il suo intento di portare avanti l’indulto. Un successone. Qualche dichiarazione per rendersi meglio conto del personaggio…

Sono più il ministro vostro che non dei magistrati

L’amnistia non è un atto solitario del ministro della Giustizia, se così fosse lo avrei già fatto

Un articolo su repubblica e uno su la stampa, ci danno maggiori informazioni sulla giornata.

La macchina si è irrimediabilmente messa in moto e si scivola velocemente verso le votazioni di fine luglio che sull’onda dell’entusiasmo approvano ufficialmente l’indulto.

Nella prossima puntata cercheremo di veder un po’ più a fondo cosa è successo nei giorni precedenti e seguenti le votazioni e vedremo il testo intero della legge.

P.S. anche in questo caso chiedo scusa se ho omesso informazioni mportanti e vi invito a correggermi in caso ci fossero imprecisioni.

08
May
08

I nostri ministri…

Aveva fatto sapere che sarebbero stati 12 ministri e che avrebbe voluto che 6 di questi fossero donne…

I ministri sono 21, di cui 4 donne…se il buon giorno si vede dal mattino…

Ministro degli Interni: Roberto Maroni. Inizia a fare politica nel ’79 nel movimento di estrema sinistra Democrazia Proletaria. Successivamente si avvicina ai movimenti seccessionisti e alla Lega. Già ministro degli interni e del lavoro (in verità sua la legge Biagi). Condannato in via definitva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale, a seguito di una perquisizione nella sede della lega. È stato indagato per reati legati al vilipendio dell’unità nazionale per le suo posizioni seccessioniste.

Ministero degli Esteri: Franco Frattini. Già ministro degli esteri dal 2002 al 2004. Dal 2004 presidente della commissione EU. Riportiamo una sua dichiarazione sulla questione sicurezza:

…quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede “tu di che vivi?”. Se quello risponde “non lo so”, lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo.

Pronta la smentita dell’UE che precisa che le affermazioni rilasciate alla stampa da Frattini «sono contrarie allo spirito della direttiva». Fonti: corriere.it

Ministro dell’economia: Giulio Tremonti: Laureato in Giurisprudenza. Si avvicina alla politica sul finire degli anni ’80 candidandosi per il PSI. Dal 1990 inizia una girandola di partiti: passa ad Alleanza Democratica e dopo poco al Patto Segni. Da lì si sposta alla federazione LiberalDemocratica, per approdare a Forza Italia. Viene considerato “un leghista con la tessera di Forza Italia”. Più volte ministro delle finanze, è stato costretto alle dimissioni nel 2004, a causa delle divergenze con Fini, che le accusava di aver presentato “conti truccati”. Viene richiamato sul finire del 2005 per stilare la Finanziaria del 2006. Interessante l’evoluzione della sua posizione in merito ai condoni fiscali.

In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe; in Italia prima delle elezioni; ma invertendo i fattori il prodotto non cambia: il condono fiscale è comunque una forma di prelievo fuori legge. (dal Corriere della sera del 25 settembre 1991)

Non sono favorevole a un ampliamento del meccanismo di perdono fiscale che abbiamo legato soltanto all’emersione del sommerso: un’estensione di questo concordato mi vedrebbe contrario. (citato in un’agenzia Ansa, 4 luglio 2001)

Nonostante ciò come ministro dell’economia ha varato più condoni.

Ministro della Giustizia: Antonino Alfano. New entry. Inizia la carriera politica nella Democrazia Cristiana, dopo l’indagine ‘Mani Pulite’ aderisce a Forza Italia. Deputato all’assemblea regionale Sicilia, dal 2001 al parlamento. Di lui si sa davvero poco, le poche notizie che si hanno di lui lo descrivono come figlio d’arte (suo padre era un fervente democristiano) e predestinato. Entra giovanissimo come deputato per la regione Sicilia e viene scelto come capogruppo di FI. Miccichè (un nome, una garanzia) spinge per la sua candidatura a presidente della regione Sicilia nel 2001. Gli viene, però, preferito Cuffaro. La sua nomina è sicuramente la più inattesa. Raccoglie il testimone da Clemente Mastella, ci auguriamo che non reisca a fare peggio. fonte: repubblica.it

Ministro dei Rapporti con il Parlamento: Elio Vito. Uno dei più accaniti sostenitori di Silvio Berlusconi. Inizia nel partito Radicale, aderisce da subito al partito Forza Italia. Le sue migliori apparizioni sono sicurmente quelle televisive.

Ministro per le Riforme: Umberto Bossi. Da sempre seccessionista, hanno destato scalpore le recenti dichiarazioni che invitavano alla rivolta armata.

Questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo… mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi.

Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili.

Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver.

Se siete interessati alla sua carriera politica, è già presente un post.

Ministro della Difesa: Ignazio Benito Maria La Russa. Laureato in Giurisprudenza, aderisce prima al Movimento Sociale Italiano e in seguito ad Alleanza Nazionale. È alla sua prima esperienza come ministro, sicuramente la sua presenza alla difesa ha un valore simbolico da non sottovalutare. Assiduo frequentatore di trasmissioni televisive, ha anche partecipato come doppiatore a una puntata dei Simpson. Competenze particolarmente utili riguardo al suo ministero.

Ministro per la Semplificazione: Roberto Calderoli. Laureato in medicina e chirurgia. A lui è stato assegnato un ministero, a dir poco, enigmatico. A prescindere dall’effettiva utilità del ministero, riesce difficile associare Roberto Calderoli al concetto di semplicità. Proprio lui, infatti, è l’autore dell’attuale legge elettorale, che lui stesso definisce “porcata” (suscitando tra l’altro lo stupore di Mentana, solitamente prono a ogni osservazione). Attualmente indagato per ricettazione nell’inchiesta sulla Banca Popolare di Lodi, viene salvato dalla prescrizio da reato di resistenza a pubblico ufficiale. Controversa anche la sua esclusione dal processo in corso a Verona, che vede imputate le camicie verdi per attentato alla Costituzione e all’unità dello stato e struttura paramilitare fuorilegge, grazie all’insindacabilità. Ugualmente controverse sono molto sue dichiarazioni sulla difesa di alcuni valori cattolici, in quanto proprio Calderoli si è sposato con rito celtico.

A tutti i manifestanti del gay pride faccio un appello: pentitevi e il buon Dio sacrificherà il vitello grasso.

Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio.

Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni…

Per dare un’ulteriore idea della statura morale del nuovo ministro, vale la pena ricordare quando mostrò in diretta televisiva un maglietta con una riproduzione di vignette ironiche su Maometto. Alla bravata del neo-ministro, seguì un attacco all’ambasciata italiana, durante il quale morirono 11 persone

Ministro per l’ambiente: Stefania Prestigiacomo. Già ministro per le pari opportunità nel 2001. Figlia di un imprenditore siracusano, non si trovano nè sue dichiarazioni, né particolari competenze su questioni riguardanti l’ambiente. Attendiamo con curiosità di venire a conoscenza dei provvedimenti in merito a T.A.V. e inceneritori.

Ministro per la Scuole e Univeristà: Mariastella Gelmini. Deputato dal 2006, in precedenza presidente del consiglio del comune di Desenzano. Pare che sia stata sfiduciata per inoperosità anche dai membri del suo stesso partito. Un ottimo biglietto da visita.

Ministro per i Beni Cultuali: Sandro Bondi. Laureato in filosofia e poeta. Autore di un certo numero di composizioni poetiche, pubblicate su vanity fair.

A Silvio:

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

Sgarbi ha raccontato questo episodio riguardante Bondi: durante un discorso a un convegno di Forza Italia, entrò in sala Silvio Berlusconi. Bondi si interruppe immediatamente e disse: “Scusi presidente, se parlo in sua presenza”. fonti: le sue poesie.

Ministro per le politiche agricole: Luca Zaia Citiamo solo una elequente dichiarazione: come ministro mi sentirò servitore. Non abbiamo dubbi. fonte: Openpolis.it

Ministro per lo sviluppo economico: Claudio Scajola. Già ministro degli interni nell’ultimo governo Berlusconi, fu costretto alle dimissioni dopo la dichiarazione:” Marco Biagi? Un rompicoglioni!”. Sotto il suo ministero si svolse il G8 a Genova, durante il quale lui diede ordine di sparare a chi entrasse nella zona rossa. Gli è stato affidato un ministero particolare, che sa tanto di contentino.

Ministro per le politiche comunitarie: Andrea Ronchi. È una della menti ideatrici del partito Alleanza Nazionale. Viene considerato un finiano convinto.

Ministro per le infrastrutture: Altero Matteoli. Imputato a Livorno nel 2006 per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che sarebbe stato avvertito proprio da Altero di imminenti intercettazioni e indagini.

Ministro per il Welfare: Maurizio Sacconi. Deputato del Partito Socialista Italiano negli anni ’70 e ’80, aderisce subito a Forza Italia. Sottosegretario al ministero del lavoro nella precedente legislatura berlusconiana, è il destinatario di una lettera nella quale Marco Biagi esprime le preoccupazioni sull’eliminazione della propria scorta.

Caro Maurizio, consentimi di ricordarti di intervenire su quanti hanno revocato la mia tutela a Roma (confermata invece in altre parti in Italia):penso al Prefetto, ma sarebbe meglio agire sul Ministero dell’Interno e spiegare chi sono, cosa ho fatto e cosa sto facendo. Mia moglie (come me) allarmatissima e sarà difficile riprendere collaborazioni al Ministero senza adeguata. La mia richiesta precisa:trasformazione del servizio da tutela (una buffonata) in scorta vera e propria.
Ti prego di aiutarmi con la massima urgenza e determinazione.
A domattina alle 8 da te.
Grazie Marco

Ministro per i Rapporti con le Regioni: Raffaele Fitto. Indagato per corruzione, false e illecito finanziamento ai partiti a Bari, ha ricevuto una degna promozione. L’indagine risale al 2006, nel 2007 è stato chiesto dalla procura barese il suo rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento.

Ministro per PA e Innovazione: Renato Brunetta. Interessante una sua dichiarazione sulla giornalista di colore Rula Jebreal, definita dal neo-ministro una “gnocca senza testa”. Un campione di finezza. fonte: stampa.it

Ministro per l’Attuazione del Programma: Gianfranco Rotondi. Ha dichiarato di essere favorevole alla grazia per Bruno Contrada (dirigente dei servizi segreti), condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Sinceramente, questo ci basta. fonte: corriere.it

Ministro per le Politiche Giovanili: Giorgia Meloni. Inizia le sue attività giovanissima all’interno dei movimenti studenteschi di Alleanza Nazionale. Si è dichiarata favorevole all’aperture delle case chiuse. Un buon biglietto da visita per le nuove leve. http://www.openpolis.it/dichiarazione/333345

Ministro per le Pari Opportunità: Mara Carfagna. Politica e showgirl italiana. Nelle grazie del presidente Berlusconi, senza dubbio per le sue abilità politiche. Di lei il cavaliere ha detto

Se non fossi già sposato, la sposerei subito

Dimostrando memoria corta, ha dichiarato di aver rifiutato una proposta a recitare in un film di Tinto Brass e di credere nei valori della famiglia. Riportiamo una dichiarazione convinta e significativa:

Non mi spoglio. Sono timida, credo in certi valori

fonte: articolo su libero.it

Corrediamo la dichiarazione con due foto che danno evidenza della sua ineccepibile condotta morale.

La casta Carfagna 2

La casta carfagna 1

fonti: it.wikipedia.org, it.wikiquote.org, “Se li conosci li eviti” autori: Travaglio, Gomez.

02
May
08

Indulto – antefatto

Uno dei temi più caldi della campagna elettorale è stato sicuramente l’indulto. Mi sono preso la briga nel tempo libero di fare un po’ la storia di questa legge: vedere chi l’ha voluta, chi l’ha votata, le dichiarazioni prima e dopo la votazione della legge, eccetera. Un ulteriore stimolo al mio interesse sono state le incessanti e tamburellanti dichiarazioni sulla questione sicurezza, sulle ronde e sulla dilagante delinquenza, che venivano poste in stretta relazione all’indulto, colpevole di aver messo in libertà ladri, truffatori, stupratori e chi più ne ha più ne metta.

Penso che sia interessante seguire il percorso che ha portato all’approvazione di questo provvedimento, vedere come ci si è arrivati, le dichiarazioni dei politici entusiaste subito e titubanti dopo pochi mesi.

Il materiale è molto e ho trovato alcune sorprese, per non perdere niente per strada penso che scriverò più puntate…

Non è facile fare ordine per quanto riguarda l’argomento amnistia/indulto, in quanto è stato spesso usato dai partiti per far presa sulla sensibilità del proprio elettorato (anche se per ragioni opposte). Le risorse, quindi, sono numerose e non sempre pertinenti allo scopo della mia ricerca, ma spesso si rivelano vane promesse o dichiarazioni ad effetto.

Decido di partire dagli appelli di papa Giovanni Paolo II ai tempi del Giubileo del 2000. Proprio in questo periodo, infatti hanno grande risonanza le dichiarazioni del pontefice sulle condizioni dei detenuti, spesso costretti a condizioni di vita pessime, per via dell’affollamento delle carceri. Il momento culminante è sicuramente la visita del papa al carcere Regina Coeli nei primi mesi del luglio 2000. Durante la celebrazione nel carcere, il pontefice lancia più volte appelli al mondo della politica, invitandolo a prendere provvedimenti in favore dei carcerati.

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” Queste parole contengono, si può dire, il “programma” del Giubileo nelle Carceri, che oggi celebriamo. Esse ci invitano a viverlo come impegno per la dignità di tutti, quella dignità che scaturisce dall’amore di Dio per ogni persona umana.

La pena infatti non può ridursi ad una semplice dinamica retributiva, tanto meno può configurarsi come una ritorsione sociale o una sorta di vendetta istituzionale. La pena, la prigione hanno senso se, mentre affermano le esigenze della giustizia e scoraggiano il crimine, servono al rinnovamento dell’uomo, offrendo a chi ha sbagliato una possibilità di riflettere e cambiare vita, per reinserirsi a pieno titolo nella società.

Ognuno di voi vive guardando al giorno in cui, espiata la pena, potrà riacquistare la libertà. Quale traguardo più desiderabile? Consapevole di ciò, nel messaggio che ho inviato al mondo per la giornata giubilare, ho invocato per voi un segno di clemenza, attraverso una riduzione della pena.

Un’invito che oltre alla riduzione della pena, richiama la necessità della funzione riabilitativa del carcere, oltre che detentiva.

Le parole del papa, nonostante l’appoggio di associazioni estranee ad ambinenti cattolici, non sortiscono effetti a breve termine, se non l’approvazione del cosiddetto “indultino” nel 2003, del quale però beneficia solo un numero ristretto di detenuti.

Per brevità saltiamo al dicembre 2005 e ci soffermiamo su una tappa fondamentale del percorso che porta all’indutlo del 2006: la “marcia di Natale”.

Alla marcia, proposta da Marco Pannella in favore dell’amnistia, partecipano molti politici di sinistra e centro-sinistra e personaggi pubblici. Tra i presenti ricordiamo: Andreotti, Cossiga, Giuliano Ferrara, Bertinotti, Napolitano, D’Alema e ovviamente Marco Pannella.

Due giorni dopo, il 27 dicembre 2005, è indetta una seduta straordinaria alla camera per discutere l’ eventuale atto di clemenza. Nonostante i timori di Pannella e le accuse a Casini (il quale si rivelerà un sostenitore dell’amnistia), a causa della data non felice, si trova un accordo.

Il 12 Gennaio si vota il decreto di legge, per il quale non basta la maggioranza, ma servono almeno due terzi di voti favorevoli. Come si vedrà, è inevitabile un accordo bi-partisan.

Per quanto riguarda la maggioranza Forza Italia e UDC, con Casini in testa sono favorevoli, nettamente contrari Lega Nord e Alleanza Nazionale. Con i voti dell’opposizione, però si dovrebbe raggiungere il quorum. A giudicare dalle presenze alla marcia di Natale, si dovrebbe trovare l’intesa.

A sorpresa, però, i D.S. annunciano l’astensione. Riportiamo la dichiarazione di uno sbigottito Casini:

è un fatto abbastanza clamoroso, forse la partecipazione di D’ Alema alla marcia di Natale era a titolo personale.

Si procede comunque alle votazioni e, andando un po’ a spulciare, salta all’occhio il perfetto gioco di squadra tra D.S. e Margherita.

Subito i primi dichiarano di votare no all’amnistia e si all’indulto, i secondi: si all’amnistia e no all’indulto. Quanto basta per non far passare la legge, ma poter dire di aver fatto la propria parte.

Priorità: spalle al muro.

Ad ogni modo, prima di fine giornata, però, si fa sentire Prodi che dice no all’amnistia e apre al dialogo con Berlusconi sull’indulto. Sentiamo Anna Finocchiaro:

Ho appena parlato con Prodi. Ci asteniamo. Lui insiste perché si faccia l’ indulto e invita Forza Italia a non buttare a mare tutto per impuntarsi su un’ amnistia che, così com’ è scritta, è ben misera.

In conclusione, il ddl non passa…

La questione è complessa e andando oltre al buonismo di facciata dei partiti è facile trovare i veri interessi.

Facciamo ordine.

Forza Italia e UDC vogliono amnistia e indulto; Ds e Margherita solo indulto. Viene da chiedersi come mai non si trovi un accordo. A questo proposito è interessante una dichiarazione di Violante:

L’ amnistia impedirebbe di accertare reati anche gravi come quelli societari.

La sinistra vuole evitare di favorire troppo Berlusconi e non fargli prendere due piccioni con una fava: l’approvazione di un provvedimento voluto da Giovanni Paolo II (quindi di forte impatto mediatico) e la totale cancellazione della reato per i vari imputati della c.d.l. grazie all’amnistia.

I Ds prendono tempo, anche perchè dopo pochi mesi ci saranno le elezioni. La questione amnistia è sulla cresta dell’onda e potrebbe tornare utile in campagna elettorale.

Dall’altro lato Forza Italia vorrebbe stringere i tempi, unendo indulto a amnistia, in modo da mettere definitivamente una pietra sopra ai vari procedimenti a carico di tanti esponenti del partito.

È utile a questo punto aprire una piccola parentesi per spiegare le differenze tra indulto e amnistia. L’ indulto estingue la pena principale, condonandola o commutandola in altre pene. Non estingue le pene accessorie e lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna. Al contrario l’ amnistia estingue completamente il reato, oltre la pena. Lo stato, in pratica, rinuncia a perseguire determinati reati.

Con l’amnistia si interrompono tutti i processi, riguardanti i reati oggetto appunto dell’amnistia. Da questi processi però potrebbero emergere reati non compresi nell’amnistia, per esempio i reati di stampo mafioso. Questo aspetto non è da sottovalutare e tornerà in auge dopo qualche mese.

Una soluzione che metta tutti d’accordo non si trova e ormai le elezioni sono alle porte. Tutto sfuma, se ne riparlerà con il nuovo governo…

(continua)

fonti: Articolo di Repubblica sulla visita di Giovanni Paolo II a Regina Coeli, omelia di Giovanni Paolo II a Regina Coeli, Marcia di Natale, Dichiarazioni dopo il voto sull’amnistia, Indulto, Amnistia

P.S.

Ho avuto delle grosse difficoltà a mettere insieme una cronologia. L’argomento è complesso, non solo politicamente. Potrebbero esserci imprecisioni e potrei aver omesso parti importanti. Se avete annotazioni da fare, lasciate un commento!

One of the hottest theme in Italian elections campaign was surely the indult. In my spare time I tried to put together the history of this law: seeing who wanted it, who voted for it, speeches before and after its vote, etc. I was even more encouraged by the never-ending speeches about security, and about the spreading criminality, which were closely linked to the indult as it was guilty of freeing thieves, cheaters, rapists and so on.

I think is quite interesting to understand how we came to approval of this measure and the speeches of politicians which were at first enthusiastic and after hesitant.

There was a lot of stuff to be researched and I found out also some unexpected surprises. For these reasons I resolved to write a few episodes.

It’s not easy to set what deals with amnesty/ indult in order as it was often used by politicians to impress their electorate. Some of these resources aren’t always pertinent, resolving sometimes in useless promises.

I start from the speech of Pope John Paul II during the Jubilee in 2000, who spoke about the awful inmates condition due to the crowding in prisons. Very important is his visit to Regina Coeli prison where he made pleas to politicians for better measures in favour of inmates.

Every time you did it to one of these younger brothers of mine, you did it to me”. These words express in some way the program of the Jubilee inside Prisons that we celebrate today. And they invite us to live it as an effort for everyone’s dignity, a dignity coming from God’s love towards each human being.

The punishment can’t be reduced to a simple remunerative dynamics and it can’t be a sort of social or institutional vengeance. Punishment as well as prison make sense only if, while proving justice demands and deterring crime, help man’s renovation and offer a chance to who made a mistake to think and change his life in order to re-enter into society.

Each one of you lives just waiting for the day when, atoned the punishment, he will regain his freedom. What more desirable goal? Aware of this, in the message I sent to the world for the jubilee day, I asked for you a sign of clemency through a reduction of the punishment.

A declaration which asked for a punishment reduction but also remembered the re-enabling function of prisons.

Though backed by non-catholic associations, such speech didn’t have any effect in the short-run unless the so-called “indultino” (mini-indult) in 2003, which was in favour of a little number of inmates.

To cut a long story short, let’s jump to December 2005 stopping to a fundamental event for the way to indult in 2006: the “marcia di Natale” (Christmas march).

The march was proposed by Marco Pannella in favour of amnesty and a lot of right-and-left sided politicians and personalities took place: Andreotti, Cossiga, Giuliano Ferrara, Bertinotti, Napolitano, D’Alema and obviously Marco Pannella.

Two days after, on the 27 December 2005, an extraordinary session was called in the Chamber in order to discuss a possible act of grace. Though some worries of Pannella and accuses of Casini (who will be a backer of the amnesty) as for the unhappy date, an agreement was achieved.

For the decree law, voted on the 12th of January, the majority wasn’t enough but two third of ayes were needed. And it was immediately clear that that a bi-partisan agreement was inescapable.

Among the majority, Forza Italia and UDC (Casini above all…) were favourable, while Lega Nord and Alleanza Nazionale were dead against it. But with the votes of the opposition the quorum would be reached. And looking at who had gone to the “Marcia di Natale”, an agreement was likely to be worked out.

However, DS affirmed surprisingly its abstention. We quote the declaration of an astonished Casini:

It’s a quite sensational fact; maybe the participation of D’Alema to the “Marcia di Natale” was at a personal level.

Anyway, voting went on and examining here and there, the perfect team play between DS and Margherita became clear.

DS first claimed to vote no to amnesty and indult while Margherita voted yes to amnesty and no to indult. That was exactly what was needed not to let the law pass but at the same time to say they have done their utmost.

To cut a long story short, before the end of the day Prodi said no to amnesty but affirming to be ready to talk with Berlusconi for what concern the indult. Just give a look to Anna Finocchiaro:

I’ve just talked with Prodi. We abstain. He insists on indult and he invites Forza Italia not to remain stuck on amnesty which, at the moment, is really poor.

In conclusion, the ddl didn’t pass…

The matter is quite complex and if we go beyond the great causes and good reasons of the parties, we can easily find out their real interests.

Let’s set everything in order.

Forza Italia and UDC wanted the amnesty and the indult; DS and Margherita wanted only the indult. Why then didn’t they find any agreement? In this regard just look at the declaration of Violante:

Amnesty would prevent severe offences, like the corporate ones, to be ascertained.

The link-side didn’t want to favour Berlusconi too much and to make him kill two birds with one stone: approving a process wanted by Pope John Paul II (therefore with a big media impact) and fully erasing the offences of the defendants inside c.d.l. (Casa delle Libertà; Berlusconi’s party) thanks to amnesty.

Ds didn’t take a fix position as in a few month there would be the elections. Amnesty is a real topic, which could prove very useful in the campaigns.

On the other hand, Forza Italia tried to speed all up by putting together amnesty and indult in order to forgive and forget all the various prosecutions on the back of a lot of representative of the party.

It’s useful now to explain the differences between indult and amnesty. The indult erase the main punishment by condoning it or changing it into other punishments. It doesn’t erase the accessory punishments and the other penal effects remain unchanged. On the contrary, the amnesty erase completely the offence as well as the punishment. The state, in other words, stops to sue certain offences.

With amnesty all proceedings, regarding the offences which are part of the amnesty, are blocked. Unfortunately this would also touch offence which aren’t part of the amnesty, such as offences linked to mafia. This point has not to be forgotten as it would be taken back a few months later.

There was no solution who harmonized with all parties and the elections were very close. All vanished. This would have been a matter for the incoming government…

(continues)

For the sources see on the last part of the Italian text.

P.S.

I had a lot of difficulties in setting a chronology. This topic is complex and not only from a political point of view. There could be imprecision and omissions. If you have any notation, please leave a comment!




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