Il seguente post è composto da estratti da un articolo dell’Espresso di Paolo Biondani.
A differenza dei politici, gli esperti concordano che gran parte delle regioni hanno già raggiunto un livello di “saturazione edilizia”. [...]
Dagli anni Novanta i comuni italiani stanno autorizzando nuove costruzioni a ritmi vertiginosi: oltre 261 milioni di metri cubi ogni 12 mesi. [...] E’ come se ciascun italiano, neonati compresi, si fosse costuito 55 scatole di cemento di un metro per lato. [...] L’escalation edilizi, come certifica sempre l’ Istat, non ha alcuna certificazione demografica. Tra il 1991 e il 2001, date degli ultimi censimenti, la popolazione italiana è lievitata solo del 4 per mille, immigrati compresi, mentre “le località edificate sono cresciuter del 15 per cento”. [...]
Le statistiche dell’ Istat segnalano un rapporto diretto tra i nuovi fabbricati e le sanatorie dei vecchi abusi, varate sia dal primo che dal secondo governo Berlusconi. Nonostante i proclami di regolarizzazione che accompagnavano ogni condono, l’edilizia selvaggia ha continuato ad arricchire i più furbi: nel 2008 l’Agenzia per il territorio ha scoperto, solo grazie alle foto aeree, oltre un milione e mezzo di immobili totalmente sconosciuti al catasto, cioè non registrati neppure come abusivi. [...]
Paolo Pieri, il docente che dirige l’Osservatorio, fa notare che “in Germania, Olanda, Gran Bretagna, Svezia e Svizzerai governi cambiano le leggi urbanistiche per limitare fino ad azzerare i consumi di suolo. Mentre in Italia non abbiamo neppure dati attendibili”. Anzi, il governo punta tutto su un nuovo boom edilizio. [...]
Fonti: L’espresso, Una cascata di cemento, pp.28-33, 6 agosto 2009.

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