Author Archive for Benny

15
Sep
08

Prostituzione e dintorni…

Torno dopo una lunga assenza dovuta a motivi lavorativi.

Qualche breve notizia sul ddl Carfagna, che a mio parere sta passando troppo inosservato. Andiamo a vedere di cosa parla.

Chi si aspettava una legge dalla sexy ministra volta a tutelare la dignità delle donne? Visti i suoi precedenti direi pochi…

Il ddl sembra attuare un giro di vite intorno al mondo della prostituzione, inasprendo le pene per le prostitute e i clienti (ammende fino ai 3000 euro), ma soprattutto per gli sfruttatori della prostituzione (carcere tra i 4 e gli 8 anni). Sembrerebbe un decreto appetibile all’elettorato di centro-destra, sempre molto attento e ben disposto alle leggi repressive. Il decreto dovrebbe anche far gongolare l’elettorato cattolico, che si aspettava dal popolo delle libertà la difesa dei valori cristiani (si, ci sono persone che pensano che un massone possa difendere i valori cattolici.). Mi permetto di inserire due appunti:

  • Pensare che il modo per risolvere il problema della prostituzione sia inasprire le pene mi lascia perplesso. La mia opinione è che si debba andare a colpire le cause, non tanto l’effetto. Come sempre la destra preferisce leggi ad effetto che colpiscano l’opinione pubblica, piuttosto che andare a fondo al problema (troppo tempo, troppo poco ritorno mediatico…e chi glielo fa fare? tanto ci pensa il centro-sinistra!).
  • Il ddl introduce il reato di: prostituzione in strada e in luogo pubblico. Qui gatta ci cova e come sempre bisogna stare attenti anche alle virgole. Sembra proprio che si voglia fare una distinzione tra prostituzione in strada e in casa. Ma se, facciamo un esempio, si decidesse di punire più gravemente la prostituzione in luogo pubblico, lo sfruttamento delle povere ragazze si trasferirebbe in appartamenti (leggi: bordelli). Ma qui si prendono due piccioni con una fava! A) si ripuliscono le strade! B) Si può dire di aver risolto il problema della prostituzione, mentre è solo stato spostato dove non si vede!

In pratica è il vecchio metodo dei governi Berlusconi di coprire la merda con una scatola e dire che non c’è più! Cara Carfagna, la puzza si sentirà lo stesso…

Si può fare di più però per difendere i valori cristiani! Lo sa bene Enrico Musso che noi genovesi conosciamo bene…basta andare a chiedere alla facoltà di economia…

Il senatore ha dichiarato di voler presentare un emendamento al ddl Carfagna. Come si sa non c’è limite al peggio.

per controllare il fenomeno bisogna garantire spazi pubblici e non nascondere soltanto la prostituzione nelle strade

Già che abbiamo fatto 30, facciamo 31 e legalizziamo la prostituzione. L’emendamento prevede non solo l’assegnazione di spazi pubblici dedicati alla prostituzione, ma anche controlli sanitari e scontrino fiscale. Già che ci siamo facciamo anche due soldi, no?

Chi ci rimette davvero con tutto questo legifarare? Di sicuro non noi che leggiamo ora. Non i clienti, che potrebbero continuare a sfogarsi. Men che meno gli sfruttatori, che non avrebbero più nemmeno il problema di nascondere le ragazze.

Le vere vittime sono proprio loro, le prostitute, che continueranno ad essere schiavizzate e abusate. Nella legalità però! O perlomeno lontano dai nostri occhi borghesi. Allora potremo vivere in una città con le mura d’oro e con gli interni di merda. Continueremo a fare finta di niente e a voltarci dall’altra parte, come facciamo ogni giorno. Non dimenticatevi lo scontrino però…lì si che si rischiano delle multe!!!

Sono proprio curioso di sapere cosa ne pensa l’elettorato cattolico del centro destra, non abbiate paura, commentate!!! L’informazione ce la dobbiamo fare da soli!!!

Chiudo in bellezza con una dichiarazione e una foto del ministro Carfagna. Questo si commenta da solo però.

Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga

io non mi vendo!!!

Benny

fonti: Intervista a Musso, ddl carfagnadichiarazioni coerenti.

Coming back from a long absence due to work.

Just a few information about the Carfagna bill, which in my opinion is going too much unnoticed. Let’s have a look on what it’s about.

Who could imagine a law protecting women’s dignity from the sexy minister? Considering her past I think few of us…

The bill seems to enact a clampdown on prostitution by embittering the punishments against prostitutes and clients (fine reaching 3000 €) but mainly against pimps (imprisonment between 4 and 8 years). It may be an appetizing decree for the centre-right electorate, always attentive and well-disposed towards repressive laws. Having expected from the Pdl (Popolo delle Libertà) a defence of Christian values (yep, there’re people believing a Masson may defend Catholic values.), the Catholic electorate should gloat too for this decree. I allow myself to write in two notes:

· Thinking the way to solve prostitution problem is the embitterment of the punishments leaves me puzzled. In my opinion one should go against the causes not the effects. As usual, right side prefers catchy laws affecting the public opinion instead of going deep into the matter (too much time, too little media profit…why on earth should we do it.. centre-left we’ll think about it)

· The bill introduces the crime of: prostitution on roads and in public places. Here I smell a rat and as usual one has to pay attention also to commas. It really seems that a distinction between prostitution on the roads and prostitution at home has been made. Let’s give an example, if the decision of punishing more severely prostitution in public places, then the poor girls exploitation would move into flats (=brothels). So we kill two birds with one stone! A) we clean up the roads! B) they can say they’ve solved the prostitution problem, instead it’s only drifted in another place, where no one can see it!

It’s only the old method of Berlusconi governments: covering shit with a box and say it no longer exists! Dear Carfagna, the stink will be smelled anyway…

We can do more than this to defend Christian values! And Enrico Musso knows it very well and also we Genoese know him very well…just ask to Economics University…

The senator claimed he wants to present an amendment to the Carfagna bill. As we know, there’s no limit to the worse.

In order to control the phenomenon public spaces should guaranteed and not only prostitution on the roads should be hidden.

We’ve made it this far, so we can make it to the finish, let’s legalise prostitution. The amendment provides not only for the allocation of public spaces to prostitution but also health check-up and receipt. Now that we’ve done all these things, let’s try to make a little profit out of it…

Who is the real loser with all this legislating? Certainly not we, reading right now. Not the clients, who can continue venting. Of course not the pimps, who wouldn’t even have the problem of hide them.

The real victims are them, the prostitutes, who will go on being enslaved and abused. But inside a legal frame! Or at least far away from our bourgeois eyes. Then we shall live in a city with golden walls and with shit interior. We’ll continue to act as if nothing happens and to look to the other side, as we do every day. Just don’t forget the receipt…or you’ll really run the risk of a fine!!!

I’m really curious to know what does the centre-right Catholic electorate think, don’t’ fear, leave a comment!!! We have to make information ourselves!!

I end in a high note with a statement and a photo (see above) of the minister Carfagna. It comments by itself.

As a woman active in politics and in institutions, prostitution makes me shiver. It horrifies me, I don’t understand who sells his own body. But I realise that this phenomenon exists and that it can’t be defeated, like drug

Benny

Sources: Intervista a Musso, ddl carfagnadichiarazioni coerenti.

27
Jul
08

Quo vadis? ma sopratutto da dove vieni???

Non si può mai stare tranquilli, nè abbassare la guardia! La fregatura è sempre dietro l’angolo. Soluzione: diffidenza, voglia di sbattersi e informazione.

Mentre si era impegnati in discorsi sulla norma razzista per la schedatura dei rom, il senatore Di Girolamo (PDL) nel silenzio generale è stato accusato di falso in atto pubblico e attentato contro i diritti politici dei cittadini.

Doppia accusa per l’onorevole: aver dichiarato un’ inesistente residenza all’estero ( in Belgio ) e aver fatto votare un’ altra persona al proprio posto. Il furbacchione, tra l’altro, ha sbagliato a inserire il comune a cui apparteneva l’indirizzo della presunta dimora. Spettacolo.

Mi chiedo cosa sarebbe successo l’onorevole avesse dichiarato una falsa residenza in Romania…

Torniamo ai fatti. Il 19 Luglio di Girolamo viene ascoltato dalla “giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari”, la quale dovrà decidere se autorizzare o meno le indagini sul presunto truffatore onorevole. Il 24 Luglio il presidente della commissione, Marco Follini, annuncia che verrà respinta la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di di Girolamo, in quanto sarebbe vittima di fumus persecutionis. Nessun voto contrario, un astenuto. Qualcuno aveva dei dubbi?

Non sono necessari commenti su questo fatto, che ancora una volta dimostra la malafede dei politici italiani e la difesa bi-partisan dei privilegi acquisiti. Mi permetto qualche breve considerazione: una sull’ incoerenza del PDL e una sul livello di sottomissione del PD.

1) Vorrei chiedere di lasciare un commento agli elettori del PDL (se ce ne sono) che ci leggono. Come viene vissuta questa situazione, dopo tutto il clamore sulla necessità di identificare i rom attraverso le impronte digitali. Come si può avere fiducia in un partito così pieno di contraddizioni?

2) Cosa fa il PD? Lo sanno perchè sono stati votati? Interessa a qualcuno fare opposizione intransigente? Hanno idea dell’indignazione del proprio elettorato? Quante domande. Le risposte non si fanno attendere e la linea del PD è sempre più chiara, giorno dopo giorno. Come dice il dottor Nick Riviera in una puntata dei Simpson:

…una mano lava l’altra e tutte e due si lavano insieme…

Faccio outing: sono proprio contento di non aver votato Veltroni.

Fonti: italiachiamaitalia.it, italiachiamaitalia.it (2), senato.it, repubblica.it

We have always to worry about something and to be on our guard! The con is always round the corner. Solution: mistrust, will to pitch on and information.

While we were focusing on the discourses about the Rom-filing racist norm, the Senator Di Girolamo (PDL, Party of the Freedoms, leader: Berlusconi),covered up by a general silence, has been accused of forgery of a legal document and act of violence against the political rights of the citizens.

Double accuse for the Honourable: he stated an non-existing abroad residence (in Belgium) and he let another person vote instead of him. What’s more, the dodger mistook in inserting the municipality to whom the address of the pretended residence belonged. Great.

I wonder what would have happened if the Honourable would have declared a false residence in Romania…

Let’s go back to facts. On the 19th July the “Council for elections and parliamentary privilege” listened to Di Girolamo having to decide whether to permit or not the investigation into the presumed honourable dodger. On the 24th July the leader of the commission, Marco Follini, claimed that the request for permission to start legal proceedings against Di Girolamo would be rejected, as he’s considered a victim of fumus persecutionis. Any adversary vote, one abstainer. Has anyone had any doubt?

Any comment is useless about this situation which demonstrates another time the bad faith of Italian politicians together with the bi-partisan defend of their acquired privileges. Just a few remarks: one about the incoherence of the PDL and one about the submission level of the PD(Democratic Party, leader: Veltroni).

1. I want to ask to the voters of the PDL reading this site (if there are any) to leave a comment. How do they live this situation, after all the clamour about the necessity to identify Rom with fingerprints? How can they trust a party full of such contradictions?

2. What does the PD? Do they know why people vote for them? Does anyone care about an intransigent opposition? Do they have any idea of their electorate’s anger? So many questions. Answers are almost immediate and the Pd political line is clearer day after day. As Doctor Nick Riviera said in one Simpson episode:

…one hand cleans the other and both two clean them together…

Now I tell the truth: I didn’t vote for Veltroni and I’m proud of it.

Source: italiachiamaitalia.it; italiachiamaitalia(2).it; senato.it; repubblica.it


09
Jul
08

Incredibile opposizione

Ieri in piazza Navona si è vista la vera opposizione a questo regime. Opposizione composta da politici, giornalisti, scrittori, comici, persone. Motivo della manifestazione: protestare contro le recenti leggi sulla giustizia. Il mio parere è che la manifestazione abbia dato l’opportunità ai partecipanti e ai simpatizzanti di esprimere la propria rabbia verso il sistema politico che, da oltre dieci anni, sta soffocando questo paese.

Non ha più senso parlare solo di Berlusconi. Sarebbe come guardare un’ unghia rotta, mentre il braccio sta andando in cancrena.

Il vero problema è il sistema politico.

A partire dal presidente della Repubblica Napolitano. Lui dovrebbe rappresentarci! E’ la più alta carica dello stato e dovrebbe essere la garanzia contro gli interessi dei partiti. Dovrebbe informare i cittadini se in parlamento si discute di qualcosa di deviato (rispetto al benessere comune). Dovrebbe opporsi, fino al limite delle proprie funzioni, alle leggi che non tutelano i cittadini e, ancora peggio, non li tutelano per favorire l’interessi dell’ oligarchia rappresentata dai partiti. Scalfaro nel 93 si rifiutò di firmare il decreto conso (il “colpo di spugna”, una sorta di amnistia in favore dei coinvolti nel caso mani pulite). Questo sarebbe dovuto succedere anche per l’indulto, per la legge sulle rogatorie, per la legge sul giusto processo, per la legge sul falso in bilancio… mi fermo, ma potrei andare avanti senza distinzioni di schieramento. Mi domando se mi sento rappresentato da Napolitano. La risposta è no. Voi vi sentite rappresentati? Chiudereste gli occhi, senza esprimere il minimo dissenso, limitandovi all’invito alla discussione civile tra le parti politiche? Se no, siete dalla mia parte.

Si parte dal presidente della Repubblica e si scende al presidente del consiglio. Berlusconi. Di lui si è detto tutto. Verità e menzogne. Sembra quasi che tragga forza e consenso dalle critiche. Basta per lui, l’appartenenza alla loggia massonica P2. E’ sufficiente leggere il “Piano di rinascita democratica del paese”. Oppure si potrebbe scorrere il documento redatto dalla casa bianca in occasione dell’ultimo G8.

Ma la colpa non è solo sua e si scende ai partiti del popolo della libertà. Si parte dalle dichiarazioni di Fini che ha definito Mussolini il più grande statista del 900 a quelle di Bossi che incita la rivolta armata per il federalismo.

E ancora giù, si arriva all’opposizione e a Veltroni. L’unico che ritiene possibile discutere con il Cavaliere, che non si indigna di niente, che chiude a Rifondazione Comunista e apre ai Radicali, che ha provato a proporsi come l’Obama italiano, che non ha il coraggio di denunciare le nefandezze di Berlusconi e dei suoi candidati, che si lamenta di Di Pietro perchè prova a opporsi a questo schifo. Non fa più parte dell’opposizione quest’uomo, è entrato di diritto nel governo. Non rappresenta più nessuno, se non la stretta cerchia di politici e imprenditori legati alla sinistra e alle coop rosse. Anche loro si abbuffanno alla mangiatoia dello stato e fanno ancora più schifo perchè si propongono come diversi. Non vi crede più nessuno ormai.

Si arriva quasi alla fogna, quando si toccano i giornalisti. Feltri, Fede, Belpietro, Ferrara, Vespa. E tutti gli altri che mettono a tacere gli scandali e parlano solo di quello che fa comodo a chi li foraggia. L’opinione pubblica è morta, la mano sono i politici, i giornali la spada. Sono armi di distrazione di massa. Cogne, Perugia e Garlasco. Gli stupri e i rom prima delle elezioni. La questione sicurezza e spazzatura che si fa viva a singhiozzo. Quello che non si sa non è mai accaduto. E allora silenzio sui fucili in padania e sulle telefonate tra D’Alema Fassino e Consorte per la scalata alla Bnl.

Ancora più in basso la televisione, ridotta a teatrino per i peggiori rappresentanti della società italiana. Da Amici a Porta a Porta. In pochi si salvano in questo minestrone sempre più riscaldato, che fa schifo solo a essere visto. Tutto è concesso nello schermo e i primi a rimetterci sono il senso del pudore e la cultura. La storia in Italia sta diventando quella delle fiction.

E in fondo ci siamo noi, il popolo. Diviso, lacerato e incazzato come se ancora contasse qualcosa. Crediamo ancora di vivere nel dopoguerra quando l’Italia era da fare e ognuno si sentiva partecipe di questo paese in macerie. Facciamo finta di vivere in una democrazia, ma i nostri governanti sono oligarchi, che si passano la poltrona di padre in figlio. Dietro ai nostri bei discorsi, sta la verità fatta di persone che non si scandalizzano più di niente (se non per il morto in Afghanistan, per la bomba del terrorista e per lo stupro del Rom), tranne quando gli si va a toccare le tasche. Anzi nemmeno lì ci si scandalizza, riescono a farci credere che la “flessibilità” sia di aiuto ai precari, che le intercettazioni violino la privacy della maggioranza (non quella in parlamento!) e che il conflitto di interessi non sia una priorità, ma la Tav e il ponte sullo stretto si.

Chi era in piazza Navona ha detto no anche per me e la mia gratitudine è illimitata. L’unica opposizione che ci rimane è la manifestazione. In piazza, sul web, tra gli amici, sul lavoro. Mai darsi per vinti, perchè faremmo il gioco degli squali che ci governano.

Chiudo citando il nonno di Pino Scotto:

ma quelli lì lo sanno che devono morire?

Fonti: Veltroni cerca di fare fuori di Pietro, Bush definisce Berlusconi “politico dilettante” e l’Italia “paese corrotto”, la coerenza di Fini sul fascismo, la pagina di google alla ricerca “bossi fucili” (a voi la scelta su una delle tanti dichiarazioni), Scalfaro rifiuta di firmare una legge vergognosa, sintesi del piano di rinascita democratica (P2).

Yesterday in Piazza Navona (Rome) there was the real opposition to this regime. An opposition made by politicians, journalists, comedians, people. Reason of the manifestation: to protest against the recent justice laws. I think that this manifestation gave the chance to the participants and to the sympathizers to express their rage against the political system which from ten years on is smothering our country.

It’s not only Berlusconi. It would be like watching a broken nail while the arm is becoming gangrenous.

The real problem is the political system.

Starting from the president of the Republic Napolitano. He should represent us! He’s the highest office of the country and he should work as a guaranty against the interests of the parties. He make the citizens aware whether in Parliament has been discussed something diverted (according to the common welfare). He should oppose till his functions limit to the laws which don’t safeguard the citizens and , what’s even worse, which don’t safeguard them all but in favour of the interests of the oligarchy represented by the parties. In 1993 Scalfaro refused to sign the conso decree (so called “sponge hit” a sort of amnesty in favour of those involved in the Clean Hands affair). This should have happened also for the indult, for the requests law, for the law about the right process, for the accounting fraud law…I stop here even though I could go on without any political deployment. I ask myself if I feel myself represented from Napolitano. The answer is no. And do you feel represented? Would you close your eyes without expressing disagreement, just limiting to the invite to civil discussion among the political parties? If not, you agree with me.

Starting from the president of Republic and going down to the Prime Minister. Berlusconi. All has been said about him. Truth and lies. It seems as if he draws strength and consensus out of critics. For him it’s enough reminding of his adherence to the Masonic lodge P2. It’s sufficient reading the “Plan of democratic rebirth of the country”. Or one can skim through the document published by the Whit House for the last G8.

But it’s not only his fault and so we go down to the parties of the Popolo delle Libertà. Starting from the statements of Fini, where he defined Mussolini the greatest statesman of the 1900, and those of Bossi who incited to the armed riot for the federalisms.

And down again we reach the opposition and Veltroni. The only one thinking it’s possible to talk with Berlusconi, never getting angry, refusing Rifondazione Comunista but accepting the Radicali, proposing himself as the Italian Obama, having no courage of denouncing the vileness of Berlusconi and of his candidates, complaining about Di Pietro because he tries to oppose to this disgusting situation. Veltroni is no longer part of the opposition, he is rightfully entered in the govern. He doesn’t represent anyone, only the narrow circle of politicians and link entrepreneurs of the red coop. They are also binging to the country crib and they are even more disgusting because they show themselves as different. No one trust you anymore.

We arrive next to the sewer when reaching the journalists. Feltri, Fede, Belpietro, Ferrara, Vespa. And all the others hushing scandals up and talking only about what is useful to those feeding them. The public opinion is dead, the hand are the politicians, the sword the journalists. These are weapons of mass distraction. Cogne, Perugia and Garlasco. Rapes and Rom before the elections. The security and garbage matter appearing haltingly. What one doesn’t now has never happened. So silence on the rifles in Padania and the phone calling between D’Alema Fassino and Consorte for the Bnl climb.

Even further down the television become a little theatre for the worst representatives of the Italian society. From Amici to Porta a Porta. Few people are out of this same old soup, really disgusting just in watching it. In the screen is all allowed and the first victims are discretion and culture. History in Italy is becoming those of the soap operas.

And here we are, at the bottom. The people. Divided, torn, pissed fooling itself into thinking it counts for something. We still think we are living in the post-war when Italy needed to be rebuilt and every person was feeling a participant of this country in rubbles. We pretend to live in a democracy but our governors are oligarchs passing their seat from father to son. Behind our brilliant discourses lies the truth of a people who doesn’t get shocked for nothing anymore (only for dead in Afghanistan, for the bomb of the terrorist and for the rape of the Rom) just if you don’t touch its money. Actually it isn’t shocked even there. They manage to make us believing that “flexibility” is useful for precarious people, that the phone tappings violate the privacy of the majority (but not that inside the Parliament!) and that the conflict of interest isn’t a priority but Tav and the bridge on the Straits of Messina are real priorities.

Those who were in Piazza Navona said no also for me and my thankfulness has no limits. The only opposition left to us is manifestation. In squares, on the web, with friends, at work. Never give in because we would play into the hands of the sharks governing us.

I end up quoting the grandpa of Pino Scotto (Italian singer):

But do those guys know they have to die?

22
Jun
08

Deus ex machina…

papa silvio I

Dal sole di Porto Rotondo arriva l’ombra del delirio di onnipotenza del nostro premier.

E’ evidente che al premier sta stretto il ruolo monopolistico nel campo dell’informazione e della politica italiana e ha necessità di far sentire la sua voce anche all’interno della Chiesa Cattolica.

In occasione della messa per l’inaugurazione del nuovo campanile della chiesa di San Lorenzo, il premier ha domandato al vescovo di Tempio Pausania quando la Chiesa permetterà anche ai divorziati di accedere al sacramento della Comunione.

Sorvoliamo sulla risposta del vescovo:

Presidente lei che ha potere può chiedere a chi è più in alto di me.

A chi scrive non pare nè ironica, nè servile, ma sembra proprio che il vescovo abbia preferito allontanarsi da ogni polemica con una risposta più generale possibile ( concediamo comunque come attenuante il fatto di essere stato colto alla sprovvista da una domanda così priva di senso…io sarei scoppiato a ridere).

La questione ha diverse sfaccettature e dà la possibilità di procedere in considerazioni di vario tipo.

1) Berlusconi dimostra, ancora una volta, allergia alle regole che lo limitano. Come un bambino viziato, non sopporta che non gli sia permesso di fare qualcosa che a lui sembra giusto. Le analogie tra le sue posizioni in ambito giudiziario e quelle religioso sono lampanti. “Sto infrangendo una regola? Allora non sono io che sbaglio, ma è la regola che è sbagliata e va cambiata”. Da anni siamo abituati alle sue invettive contro i giudici, probabilmente dovremo abituarci a sentir definire comunista anche papa Ratzinger.

2) Berlusconi dimostra di non sapere che non è permesso di fare la comunione non a chi è divorziato o separato, ma a chi da divorziato convive con un’altra persona. Non sa quindi che la Chiesa permette ai divorziati di fare la comunione, entro la limitazione precedentemente descritta.

3) Nel dubbio, se ne infischia della legge e prende la Comunione. Atteggiamento analogo con le leggi dello stato italiano.

4) Il difensore dei valori della famiglia (delle famiglie in realtà) e dei valori cattolici, ha dimostrato di non condivierli, di non conoscerli e di non rispettarli. Una garanzia per tutti i cattolici.

5) Come si comporteranno quei cattolici che hanno visto in lui una garanzia per i valori della Chiesa? Penso subito a Comunione e Liberazione. Si schiereranno contro alla proposta o anche in questo caso cederanno ai deliri di onnipotenza dell’unto di Arcore?

6) Con quale motivazioni si vogliono elimare le discriminazioni per i divorziati e non (per esempio) per gli omosessuali? Se si vuole che la Chiesa ammorbidisca le sue posizioni su certi ambiti, si deve prevedere che lo faccia a 360 gradi. Non si posso chiedere alla chiesa leggi “ad divinam personam”…

Sono realmente curioso di sentire il parere della CEI sull’ argomento e spero di poter leggere presto le dichiarazioni di Bagnasco o di qualche altro esponente (a proposito: oggi Bagnasco è in visita nella mia parrocchia e se ho l’occasione glielo chiedo di persona, così anticipo l’ansa e metto una notizia unica nel panorama italiano sul blog!). Spero che escano presto perchè a giorni Berlusconi dirà di essere stato frainteso e tutto finirà come sempre a tarallucci e vino.

Inserisco un link con una breve lista di tutti i politici divorziati, almeno per sapere chi ci prende in giro quando si parla di famiglia.

Per finire due precisazioni. Uno: rispetto le persone divorziate, in quanto non penso che si debba MAI giudicare le azioni di una persone e la sua storia personale. Due: In quanto cattolico ritengo seguo ( o meglio, ci provo) i dettami della Chiesa e le mie affermazioni devono essere lette in tal senso.

Benny

Fonti: articolo di repubblica, forum di cattoliciromani.com, answer yahoo: lista di politici divorziati.

From the sun of Porto Rotondo comes the shadow of the omnipotence delirium of our Prime Minister.

It’s clear that the monopolistic role in information and Italian politics field is small for him and he needs to assert himself also inside the Catholic Church.

During the Mass for the inauguration of the new bell tower in San Lorenzo, the Prime Minister has asked to the bishop of Tempio Pausania when the Church would allow divorced people to the sacrament of Communion.

We pass over the answer of the bishop:

President, as you have more power than me, you can ask to whom is higher than me.

To whom is writing this answer doesn’t seem ironic neither servile but it’s like the bishop had preferred to move away from any controversy by giving the most general of the answers (giving as extenuating circumstance the fact that the bishop was taken by surprise with such a senseless question…I would have burst out laughing).

The matter has several cuttings and allows to go on with various considerations:

1- Berlusconi proves, another time, to be allergic to the rules constraining him. Like a spoilt child, he doesn’t stand that he isn’t allowed to do something, which he reckons as right. Analogies between his position in the fields of justice and religion are extremely clear. “Am I breaking a rule? Then, I’m not the one mistaking, but it’s the rule which is false and therefore needs to be changed”. It’s been years we are used to his invectives against judgers, probably we should get used also to hear the Pope Ratzinger defined as Communist.

2- Berlusconi proves he doesn’t know that the Communion isn’t given not to divorced or separated people, but to those divorced who live with another person. So he doesn’t know that the Church allows the divorced people to Communion, within the above mentioned limitation.

3- In doubt, he takes the Communion not caring of the rule. Behaviour similar with the laws of the Italian country.

4- The defender of the family values (actually of the families) and of the Catholic values has proved he doesn’t share them, he doesn’t know them and he doesn’t respect them. A guarantee for all the Catholics.

5- How will those Catholics who saw in him a guarantee for the Church’s values behave? I think immediately to Comunione e Liberazione. Will they be against this suggest or will they surrender another time to the omnipotence delirium of the anoint of Arcore?

6- With what kind of motivations does he want to eliminate the discriminations for divorced people and not (for instance) for the homosexuals? If one wants the Church to soften his positions in certain fields, this has to be asked thoroughly. One can’t ask to the Church laws “ad divinam personam”…(for a divine person)

I’m really curious to hear the CEI opinion and I hope I will soon read the statements of Bagnasco or of another exponents (with regard to this: today Bagnasco comes to visit my church and if I have the occasion I will ask him, so I will anticipate the ansa and publish a unique piece of information in the blog!). I hope that these statements will be soon published because in a few days Berlusconi will say he has been misunderstood and as every time, all will end up the Italian way.

I have put a link with a short list of all the divorced politicians, just to kow who is poking fun on us when talking about family.

To end up just two thoughts. First: respect to the divorced people as I think one can NEVER judge the actions of a person or his personal story. Second: as a Catholic I follow (unless I try to) the dictates of the Church and my statements have to be read in this sense.

Benny

09
Jun
08

Il puzzle giustizia

Le dichiarazioni di Berlusconi a Santa Margherita vanno a inserire un nuovo tassello nel puzzle delle leggi, riguardanti la giustizia, proposte dai vari governi Berlusconi. Il rapporto del cavaliere con la giustizia, si sa, non è mai stato idilliaco e non si può negare che abbia cercato di aggiustare i processi a suo cariche con leggi, se non fatte a sua precisa misura, per lo meno applicabili ai procedimenti a suo carico.

Vale la pena fare un piccolo elenco delle leggi più contestate tra quelle che riguardano la giustizia:

  • Depenalizzazione del falso in bilancio: legge datata 16 aprile 2002, che contiene disposizioni particolari in materia di società attenuando o eliminando alcune figure di reato. Tra i tanti, il falso in bilancio, che viene di fatto depenalizzato. La mossa si rivela profetica, in quanto proprio l’attuale presidente del consiglio Berlusconi beneficia della legge nel gennaio 2008, salvandosi così dall’accusa di falso in bilancio, essendozzz il fatto non più reato. I commenti paiono superflui, mi chiedo solo quanto questa disposizione corrispondesse a una reale esigenza della comunità piuttosto che all’interesse di un singolo. Fonti: CittadinoLex, AgoraMagazine.
  • Legge sulle rogatorie internazionali: Riporto le dichiarazioni di Bernard Bertossa, procuratore generale di Ginevra: Questa legge è una catastrofe per la giustizia internazionale. In dodici anni di collaborazione giudiziaria con Paesi di tutto il mondo, non ho mai visto norme del genere. Prima d’ora, mai. Queste vostre nuove regole sulle rogatorie sono in contrasto con tutti gli accordi tra Stati sulla validità delle prove raccolte all’estero: si tratta chiaramente di disposizioni politiche dirette a far cadere le indagini e i processi più delicati. Ma anche per il futuro, per noi magistrati svizzeri diventerà molto più difficile, anzi praticamente impossibile, continuare a collaborare con l’Italia nelle indagini sulla corruzione, sul riciclaggio dei patrimoni mafiosi e sulle organizzazioni che finanziano il terrorismo. Non resta che sperare in un intervento di Bush sul vostro premier Berlusconi: Osama Bin Laden ha soldi in Italia? Quale il motivo di tutta questa indignazione? Con l’imprescindibile legge le prove provenienti in forma cartacea da stati esteri non saranno utilizzabili se, per esempio non sarà timbrata ogni pagina, oppure se mancheranno i numeri delle pagine. La questione era sorta, per pura coincidenza ovviamente, durante il processo Sme-Ariosto, in cui sono imputati Previti e Berlusconi. Gli avvocati difensori del cavaliere ( Ghedini e Pecorella ) chiesero di cestinare i documenti giunti per rogatoria dall’estero, in quanto semplici fotocopie senza certificazione di conformità. L’istanza è respinta. La soluzione è vincere le elezioni, infatti nel 2001viene modificata la legge che regolamente le rogatorie italo-svizzere. Per fortuna la Corte di Cassazione consente ai tribunali di disapplicare la nuova norme. Fonte: societacivile, “Se li conosci li eviti” Gomez-Travaglio.
  • legge cerami: La legge in questione consente, qualora esistano dubbi fondati sull’imparzialità del magistrato, di richiedere lo spostamente del processo ad altra sede. La legge, senza malizia, poteva essere utilizzata nel processo citato in precedenza, in cui erano coinvolti Previti e Berlusconi. Sfortunatamente la Cassazione stabilì che il processo di Milano era assolutamente regolamentare e il piano di trasferimento a Brescia fallì. Fonti: il testo della legge.
  • lodo maccanico: Secondo il testo del suddetto lodo, le 5 più alte cariche dello stato non sono processabili, per tutto il periodo per cui sono in carica. Il presidente della Repubblica, il presidente della Camera, il presidente del Senato, il presidente Corte Costituzionale e il presidente del Consiglio ( al momento dell’approvazione era Silvio Berlusconi ) non possono così essere processati, nemmeno per reati precedenti all’assunzione della carica. Vengono anche sospesi i processi a carico degli eventuali imputati (al momento dell’approvazione della legge si trovava imputato solamente il cavaliere). Il lodo, approvato nel Giugno 2003, viene comunque annullato nel gennaio 2004. Fonte: Intrage.it

Con queste premesse ( vale la pena puntualizzare il fatto che non sono state citate tutte le leggi applicabili direttamente alle questioni processuali/economiche di Silvio Berlusconi) le dichiarazioni del presidente del Consiglio assumono una forte valenza. Il premier ha dichiarato che chi eseguirà e propagherà le intercettazioni sarà punito con 5 anni di carcere. I reati per i quali restano valide le intercettazioni sono quelli relativi alla mafia, al terrorismo, alla camorra… Un colpo da maestro che permetterà a politici e faccendieri di poter parlare indisturbati di scalate a banche, giusto per fare un esempio. Immaginiamo che Fassino e D’Alema non si opporanno alla legge… per i più curiosi suggerisco di fare qualche ricerca sulle telefonate tra Consorte e i due diessini, durante la scalata di Unipol alla Bnl.

Se la storia ci insegnato qualcosa ci aspettiamo che gran parte dell’opposizione si schiererà con il cavaliere, basti pensare che il Maccanico che dà il nome al famoso lodo era un senatore della Margherita.

Il ministro della Giustizia Alfano ha difeso il premier grazie all’autorevole TG di rete 4:

Nessuno vuole comprimere le indagini, o togliere ai magistrati il potere di indagare. Vogliamo razionalizzare il sistema e contenere le spese, vi è una invasività nella vita dei cittadini, a causa delle intercettazioni, giunta a livelli intollerabili.

Penso che nessuno di voi sia mai stato intercettato, anche perchè parlano le cifre. 72 cittadini su 100.000 sono intercettati. Lo scrivo anche a parole per essere chiaro: settantadue su centomila.

Ma dov’è l’invasività nella vita dei cittadini? Dove sono i livelli intollerabili. Anche in questo caso non si è pensato all’utilità della legge nei confronti dei cittadini, ma solo alla tutela dei privilegi di quel centinaio di persone che si fa chiamare onorevole. Ormai questa parola ha cambiato il proprio significato.

Fonti: repubblica.it, corriere.it

Berlusconi’s statements in Santa Margherita work as a new plug into laws puzzle concerning justice,which were proposed by the several Berlusconi’s governments. It’s well known that the relationship between Berlusconi (aka il Cavaliere) and justice has never been a bed of roses and it cannot be denied he tried to adjust his proceedings with laws which, if not custom-made for him, were at least also applicable to the his proceedings.

It’s worth doing a little list of the more contested laws among those concerning justice:

  • Decriminalization of the accounting fraud: made on 16 April 2002. It contains particular arrays in the field of companies and it lessens or eliminates some crimes. For instance, the accounting fraud which is de facto decriminalized. This move comes out to be prophetic as in January 2008 the actual Prime Minister Berlusconi benefits from the law by rescuing from an accounting fraud charge. The fact was a crime anymore. Any comment seems superfluous. I only ask myself if this disposition really corresponded to a true need of the society or to the interest of one person. Source: CittadinoLex, AgoraMagazine
  • Laws about the international requests: I quote the statements of Bernard Bertossa, general prosecutor in Geneva: This law is a catastrophe for international justice. During 12 years of judicial collaboration with countries from all over he world, I’ve never seen such norms. Before this, never. Your requests new rules contrast with all the countries’ agreements about the validity of the abroad gathered proofs: it’s clearly about political arrays aimed at destroying investigations and more delicate proceedings. We have only to hope in a Bush intervention on your Prime Minister Berlusconi: Has Osama Bin Laden money in Italy? What was the reason of such a rage? With the inescapable law the papery proofs coming from abroad won’t be usable unless for instance each page is stamped or there aren’t pages numbers. The matter arose, obviously by coincidence, during the Sme-Ariosto proceeding where Previti and Berlusconi were suspects. The defendant attorneys of the Cavaliere (Ghedini and Pecorella) asked for discarding the documents coming, for request, from abroad as simply photocopies without any conformity certification. The instance is rejected. The solution is to win the elections and in 2001 the law regulating the Italian-Swiss requests is modified. Fortunately the Court of Cassation allows the tribunals not to enforce the new norm. Source: societàcivile, “Se li conosci li eviti” Gomez-Travaglio.
  • Cerami law: this law allows the request to move the proceedings in another site whether well-grounded doubts about the impartiality of the magistrate arise. Without malice, the law could be used in the above mentioned proceeding where Previti and Berlusconi were involved. Unfortunately the Cassation decided that the proceeding in Milan was regular with the subsequent failure of the plan of moving it to Brescia. Source: il testo della legge
  • Maccanico award: According to the text of the law, le 5 highest offices of the country can’t be put on trial for all the period they have this office. The president of the Republic, the president of the Chamber, the president of the Senate, the president of the Constitutional Court and the Prime Minister (at the moment of the approval this was Silvio Berlusconi) can’t be put on trial neither for crimes committed before the office was undertaken. The proceedings on charge of the eventual respondents (at the moment of the approval of the law only the Cavaliere was a respondent). The award, approved in June 2003 is cancelled in January 2004. Source: Intrage.it

With these premises (it’s worth stressing that not all the laws directly applicable to Silvio Berlusconi’s process/ economic matters have been listed) the statements of the Prima Minister assumes a strong meaning. Berlusconi claimed that those who will do and spread telephone tapping will be punished with 5 years of imprisonment. The crimes where the telephone tapping are still usable are those related to mafia, terrorism, camorra…a good shot which will allow politicians and wheeler-dealers talking undisturbed about rush to the control of a bank, just to give an example. We imagine that Fassino and D’Alema aren’t going to oppose to this law…for the most curious of you I suggest a look on the phone calls between Consorte and the two DS deputies (D’Alema and Fassino), during the UNIPOL rush to gain the total control on Bnl.

If history has taught us something, we expect a great part will part for Berlusconi, just think that Maccanico, who gives his name to the law, was a senator of the Margherita (party of the opposition, no longer existing.).

The justice minister Alfano has defended the Prime Minister thanks to the pre-eminent TG of Rete 4:

Nobody wants to compromise investigations neither to take away from the magistrates the power to investigate. We want to rationalize the system and restrain the expenses, because of telephone tapping there’s an invasive character into citizens’ life which is now intolerable.

I think no one of you has ever been tapped also because the numbers are clear. 72 citizens out of 100.000 are tapped. I write it also by words to be clearer: seventy-two out of one hundred thousand.

But where is the invasive character toward citizens? Where are the intolerable levels? Also in this case nobody has thought about the utility of this law for citizens but only about the safeguard of the privileges of that hundred people that wants to be called honourable. By now this word has changed its own meaning.

Sources: repubblica.it, corriere.it

26
May
08

Senza Parole…

alemanno croce celtica

Alemanno ha dichiarato che ha intenzione di intitolare una via a Craxi, una a Fanfani, una a Almirante e una a Berlinguer.

Si, avete letto bene…

Bettino Craxi: L’uomo con altissimo senso dello stato, che preferì scappare in Tunisia piuttosto che sottoporsi a un processo. Vale la pena ricordare che proprio l’MSI ( di cui Alemanno faceva parte), insieme alla Lega, era uno dei partiti che prendeva le distanze dalla cosidetta “prima repubblica”. Tanto da aggredire verbalmente ( ‘Ladri ladri’…che faccia!) i colleghi parlamentari, quando venne negata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi nel processo Mani Pulite.

Giorgio Almirante: Fasciste e razzista. Questo basterebbe, ma aggiungiamo due citazioni:

il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera

Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo

Questo paese ha ormai perso la memoria, non solo quella a lungo termine, ma ancor peggio quella a breve termine. Sono senza parole.

Chicca finale: la svolta totalitarista si è manifestata già al primo consiglio comunale, che si è chiuso senza dare l’opportunità all’opposizione di parlare.

Anche qui ogni commento mi pare superfluo.

Fonti: reppublica.it, craxi su wikipedia.it, almirante su wikipedia.it

Alemanno claimed he wanted to tribute a street to Craxi, one to Fanfani and one to Almirante and one to Berlinguer.

Yes, you read right…

Bettino Craxi: man with an incredibly high sense of state who preferred to fly away in Tunisia rather than going through a trial. It’s worth reminding that the MSI (Alemanno wa a member ofit)[see the post “” to understand was MSI is], together with the Lega Nord, was one of the parties holding off from the so-called “first republic” (Fascist regime). At an extent to insult (“Thieves, thieves”…what a cheek!) their colleagues, members of Parliament, when the authorization to proceed against Craxi in the Clean Hands trial was rejected.

Giorgo Almirante: Fascist and racist. This would be worth, but let’s add two statements:

Racism is widest and most courageous recognition of itself which Italy has never tried. Those who today fear that this is only a foreign imitation, don’t realize they are reasoning in an absurd way: because it’s really absurd to suspect the movement, which wants to give to Italy a racial conscience, can serve to an subservience to a foreign country. 

We want to be, and we boast about being, Catholics and good Catholics. But our intransigence doesn’t stand whatever confusions […]. In our actions as Italians, as citizens, as fighters – in our believing, obeying, fighting- we are exclusively and jealously fascists. Exclusively and jealously fascists are we in the theory and practice of racism.  

This country has by now lost its memory, not only the long-term one but, and it’s even worse, the short-term one. I’m speechless.

Icing on the cake: the totalitarian change turned out right during the first municipal council which was closed down without giving the chance to the opposition to speak.

Any comment is again superfluous.

Sources: repubblica.it, craxi in wikipedia.it, almirante in wikipedia.it

22
May
08

Legge ‘ad personam’ evitata!

niccolo ghedini

La tentazione fa l’uomo ladro e (soprattutto) il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Il vizio sono le leggi ad personam per i guai giudiziari e il lupo…beh, lo sappiamo tutti…

Questa volta, però, il tentativo è stato individuato sul nascere, grazie alla tempestiva segnalazione dei deputati dell’Italia dei Valori. Cerchiamo di fare un breve riepilogo.

Nel decreto sicurezza è stato inserito un trafiletto ( 13 righe nell’articolo 2), che permetterebbe agli imputati per reati commessi entro il 31 Dicembre 2001 di sospendere il dibattimento per due mesi per valutare se patteggiare o meno.

Il pacchetto è stato affidato all’onorevole (?) Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e ex membro della giunta delle elezione e delle immunità parlamentari. Chi meglio di lui?

Il cavillo inserito, agli occhi più diffidenti, sembrerebbe tagliato su misura per il processo che vede imputato il capo del governo per: corruzione giudiziare del testimone Mills, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, nel processo Mediaset. Mica male!

In verità, il tempo concesso agli imputati per ragionare sull’ipotesi del patteggiamento era inizialmente di due anni. I due mesi previsti, in seguito, sono risultati sufficienti per far cadere il processo in prescrizione, beneficiando anche delle ferie. Una volta scoperto, però, il buon Niccolò è corso subito ai ripari dichiarando:

Non sta nè in cielo, nè in terra che l’onorevole Berlusconi pensi di accedere al patteggiamento

Ovvero: Berlusconi può trarre beneficio dal decreto, ma il suo avvocato, cioè colui che ha scritto il decreto stesso, assicura che non lo farà. Saremo degli ingrati sospettosi, ma non ci crediamo.

Sta di fatto che oggi Ghedini ha negato di aver inserito quelle righe nel decreto sicurezza e si è indignato quando gli è stato chiesto se non sarebbe meglio che l’avvocato del capo del governo (visti i processi che lo vedono coinvolto) evitasse di inserire norme giuridiche in testi riguardanti la sicurezza ( se non di essere in parlamento):

E allora sarebbe meglio evitare giornalisti in Parlamento, magistrati che ci arrivano dopo aver inquisito Berlusconi, e metterci solo casalinghe e metalmeccanici? Ma sì, facciamo del populismo.

Ma sì! Siamo noi che vediamo complotti da tutte le parti! E’ solo un caso il fatto che la norma inserita sia applicabile a Berlusconi e gli permetta di mandare in prescrizione un processo che lo coinvolge. E’ populismo denunciare il fatto che questa scappatoia sia stata inserita nel decreto sicurezza, che verrà approvato in fretta entro Luglio.

Volevo essere breve, ma non ce l’ho fatta. Chiudo, però, con una notizia buona: il decreto è stato ’stoppato’ soprattutto grazie alla pronta segnalazione di Di Pietro e dei depetutati dell Italia dei Valori.

Non bisogna mai chiudere gli occhi…

Fonti: corriere.it, repubblica.it, repubblica.it, Ghedini su wikipedia.it, Ghedini su senato.it, blog di Antonio di Pietro ( intervento del 20 maggio ), blog di Marco Travaglio “Voglio Scendere” ( intervento del 21 maggio )

Opportunity makes a thief and (especially) a leopard can’t change its spots.

The spots are the laws made ad hoc for a particular person, for his/ her judicial troubles and the leopard is…well, everyone knows…

But this time the attempt has been identified from the beginning thanks to the well-timed recommendation of the deputies of the Italia dei Valori (party of Antonio Di Pietro). Let’s try recapitulate a bit.

In the security decree has been inserted a paragraph (13 lines in the article 2) which would give the chance to defendants for crimes committed within the 31 December 2001 to suspend the hearing for two months in order to consider the negotiation or not.

The package has been put into the hands of the Honourable (?) Niccolò Ghedini, lawyer of Silvio Berlusconi and former member of the election and parliamentary privilege council. Who better than him?

To the eyes of the most distrustful people this inserted quibble seems really custom-made for the trial where the Prime Minister is accused of: judicial corruption of the witness Mills, accounting fraud, embezzlement and tax evasion in the Mediaset trial. Not bad!

Actually, at the beginning the time given to the defendants to decide on the negotiation hypothesis was of two years. Afterwards, the estimated two months were sufficient in order to set off the status limitations and it left also the possibility to benefit of the holidays. Once the guilty secrets were revealed the good old Niccolò immediately guard against it by stating:

It’s an utter nonsense that the Honourable Berlusconi is thinking to accept the negotiation

I.e.: Berlusconi can benefit from the decree but his lawyer, that is the same person who wrote this decree, ensures that he won’t do it. Maybe we are ungrateful suspicious but we don’t believe it.

Anyway today Ghedini has denied having inserted those lines inside the security decree and he has got angry when asked whether it wouldn’t be better if the lawyer of the Prime Minister (because of the trials in which he’s involved) would avoid to insert judicial norms inside texts concerning security:

So it would be better to avoid journalists in the Parliament, magistrates arriving after having investigated Berlusconi and putting only housewives and engineering workers? Mais oui, let’s do populism.

Mais oui! It’s our fault as we see intrigues everywhere! It’s only by chance that the inserted norm is applicable to Berlusconi and that it allows him to set off the status limitations for a trial where he’s involved. It’s populism denouncing that this cop out has been inserted in the security decree, which will be quickly approved within July.

I’d have wanted to be brief, but I couldn’t. I end up with a good news: the decree has been stopped mainly for the well-timed recommendation of Di Pietro and the deputies of Italia dei Valori.

Never close our eyes…

21
May
08

Super-pensioni!

Deposito di zio Paperone

Altro che ingegnere, dovevo fare il politico! Non guadagni solo ad essere eletto, ma anche quando (finalmente) ti stacchi dalla poltrona! E’ stato scoperto che le casse del senato sono state svuotate dalle liquidazioni principesche dei senatori non più eletti. Una breve classifica:

  • Armando Cossutta: legislature: 10, liquidazione: 345.000 €.
  • Clemente Mastella: legislature: 9, liquidazione: 307.000 €.
  • Alfredo Biondi: legislature: 8, liquidazione: 278.000€.
  • Francesco d’Onofrio: legislature: 7, liquidazione: 240.000€.

Liquida di qua, liquida di là…solo per coprire il buco di palazzo Madama, ci vorranno 8 milioni di euro!

Il buco è stato ulteriormente allargato, dai contributi, già versati, resi a tutti i senatori non più eletti. E giù altri euro (ma non spiccioli, eh…).

Stesso discorso per la Camera. Basta pensare che bisognerà sborsare la liquidazione ad altri “big” (Ciriaco De Mita (11 legislature) e Gerardo Bianco (9), Angelo Sanza (10) e Luciano Violante (8 ) ).

A tutto questo, va aggiunto il fatto che le spese sanitarie degli onorevoli, sono totalmente coperte. Sia per loro, che per i genitori. Qui la spesa è stata solo di 2 milioncini…

Sia chiaro, tutti soldi nostri…

Ragazzi, abbiamo sbagliato tutto! Dovevamo fare tutti i politici! Non solo avevamo la possibilità di mettere a posto gli eventuali processi ( e su questo vi invito a fare un salto sul blog di Di Pietro e leggere l’intervento del 20 Maggio), ma ci saremmo messi a posto anche economicamente! Quella si che è vita…

Fonte: articolo di Repubblica.it

I should have been a politician not an engineer! You earn money not only when you have been elected, but also when (finally) you pinch yourself from your seat! It has been found out that the cash desks of the Senate have been cleared up by the princely liquidations of the any-more-elected Senators. A short ranking:

· Armando Cossutta: legislatures: 10, liquidation: 345.000 €

· Clemente Mastella: legislatures: 9, liquidation: 307.000 €

· Alfredo Biondi: legislatures: 8, liquidations: 278.000 €

· Francesco D’Onofrio: legislatures: 7, liquidation: 240.000 €

Pat this, pay that…to fill the hole in Palazzo Madama it’ll need 8 million €!

The hole has been further enlarged because of contributions paid to all the any-more.elected Senators. More and more euros (but no coins….).

The situation is the same at the Camera (Chamber). Just think that we’ll have to fork out liquidations to other “big” (Ciriaco De Mita, 11 legislatures; Gerardo Bianco, 9 legislatures; Angelo Sanza, 10 legislatures; Luciano Violante, 8 legislatures).

Over and above this, remember that all the health costs of the Honourables are totally covered. But not only for them, also for their relatives!!! Here the costs amounted only to 2 little million…

Just to be clear, all our money…

Guys we’ve done all wrong! We should have become politicians! We would have had the opportunity to arrange all our proceedings (and with this regard I recommend you Di Pietro’s blog and his statement of the 20 May) but also we would have become rich men! That’s really life…

Source: articolo di Repubblica.it

20
May
08

La nuova Rai…

Nemmeno il tempo di capire da che parte si è girati, che già ci sono i primi cambiamenti in rai! Il caso più eclatante è quello di Travaglio, reo di aver informato gli italiani del passato del presidente del Senato Schifani e dei suoi rapporti lavorativi con persone legate alla mafia. Una persona seria se non avesse avuto la possibilità di smentire le gravissime accuse, si sarebbe dimessa per rispetto del popolo italiano (basti pensare che in Finlandia si è dimesso un ministro perchè corteggiava insistentemente una spogliarellista! articolo).

In Italia però ci sono usanze diverse e i rapporti di forza sono sempre invertiti. La politica monitora l’informazione, invece che il contrario. Il sottosegretario con delega alla comunicazioni Paolo Romani ha già espresso il proprio parere:

Marco Travaglio è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico

Ennesimo caso italiano di lesa maestà. Di certe cose non si può proprio parlare, pena la scomunica televisiva (il vero parlamento italiano). Lasciamo però da parte il caso Schifani e concentriamoci sulle dichiarazioni del consiglio di amministrazione Rai di qualche giorno.

Meno reality ( era ora), un nuovo talk show politico ( sarò curioso di vedere chi lo conduce… ), Vespa sempre al proprio posto (una garanzia di informazione trasparente, basta pensare alle intercettazioni telefoniche con Sottile, il portavoce di Fini, dove cuce Porta a Porta in base all’esigenze di Fini… video e testo) e, dulcis in fundo, la riablitazione di Saccà. Si proprio quel Saccà che ha detto a Berlusconi:

lei è amato nel paese, glielo dico senza nessuna piangeria

Diciamo la verità…qualcuno si aspettava il contrario? La RAI è uno strumento politico, non un servizio ai cittadini. Essendo in mano allo stato, dovrebbe essere una garanzia di pluralità. Invece è utilizzato come arma di distrazione e come strumento propagandistico.

Quello che fa ancora più male e rabbia è vedere che si prova a far passare scelte al limite del totalitarismo come garanzie di libertà e pluralità.

La parte più assurda di tutta la storia è quella che riguarda il Tg3 e la trasmissione Primo Piano. I vertici della Rai hanno dichiarato che Primo Piano non sarà cancellato e che sarà addirittura aumentato lo spazio informativo del Tg3. Dichiarazioni sconvolgenti, dal momento che RAI3 è da anni vista come la rete più avversa al centro-destra. A sorpresa è stato anche annunciato che in seconda serata troverà spazio un programma di satira condotto dalla Dandini.

I programmi che fanno informazioni sono spostati in una fascia di ascolto bassissima, anche se il tempo a loro disposizione dovrebbe essere raddoppiato. Il contentino sarebbe un programma di satira.

Forse pensano che ci siamo dimenticati i veri programmi di satira, come l’Ottavo Nano, in prima serata su Rai2 o Raiot di Sabina Guzzanti, bloccato dopo solo una puntata. Con che condizioni si può fare satira in questo paese, senza rischiare di fare la fine di Grillo, Luttazzi o i Guzzanti, diffamati o messi al bando? Che informazione, cultura o satira ci volgiono proporre se tutte le voci fuori dal coro sono sistematicamente messe da parte?

C’era già stato un editto bulgaro, ma sembra che la destra abbia imparato la lezione e non faccia più proclami. Anzi, è successo anche di più, tutto il parlamento fa cerchio, quando si vanno a toccare gli interessi della casta e il coro di voci è sempre unanime e bi-partisan.

Da una parte Mediaset, di proprietà del capo del governo. Dall’altra una Rai ostaggio dei partiti. Relegata al web è rimasta l’informazione che, ormai, ognuno si deve fare per conto proprio.

Fonti: articolo, corriere.it, repubblica.it, ansa.it, ilgiornale.it, repubblica.it, intercettazioni Saccà

13
May
08

Indulto (2) – la proposta

Ci siamo lasciati con l’arrivo delle elezioni del 2006. A questo proposito ho recuperato il programma dell’Unione (ricordiamo, il gruppo vincitore delle elezioni) e ho verificato se si parlava di indulto o amnistia e in quali termini.

Si fa riferimento ad amnistia e indulto in 2 occasioni:

-riduzione del quorum necessario:

Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.

-riforma codice penale

Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto

Qualche piccola considerazione.

1) Molti (anche tra gli elettori) non lo sanno, ma il provvedimento previsto, in seguito, però, alla riforma del diritto penale.

2) Le due attività avrebbero dovuto andare di pari passo, non prima una e poi l’altra. Al massimo sarebbe stato utile fare prima la riforma penale e se mai l’indulto e l’amnistia.

3) Vale la pena verificare se i politici dell’Unione hanno lavorato per attuare il programma.

4) Ancora più interessante è scoprire se i giornalisti hanno ricordato ai politici il fatto di essere stati eletti per attuare il programma.

Il punto di partenza sembra essere una riforma e un’amnistia strettamente connesse. Una riforma del diritto penale indubbiamente trarrebbe benificio da un’amnistia. Un’amnistia senza riforma del diritto penale, al contrario, non avrebbe grandi benefici…se non politici.

Vediamo gli sviluppi dopo i risultati delle elezioni. Focalizziamo brevemente la situazione alle camere. Il governo Prodi ha una maggioranza risicata, soprattutto al senato, dove ottiene la maggioranza grazie al voto degli italiani all’estero. In sostanza l’unione si trova in una posizione di dipendenza nei confronti dei piccoli partiti, tra cui Italia dei Valori e Udeur. Proprio il leader dell’Udeur, Clemente Mastella verrà scelto come ministro della giustizia. La notizia è una di quelle che fa gelare il sangue nelle vene.

Il premier Prodi inizia da subito a parlare di indulto. Siamo nella metà del maggio 2006, Prodi ipotizza l’indulto in tempi brevi. Vediamo le dichiarazioni delle varie parti politiche.

Pecorella (FI) rivendica la paternità del provvedimento e proclama che Forza Italia non scenderà a patti e che il suo partito non voterà l’indulto senza amnistia. Provocatoriamente punta il dito sulla necessità di tagliare detenuti e processi, per far tirare il fiato a un sistema in collasso. Il pomo della discordia resta sempre la scissione tra indulto e amnistia.

Se si approva l’ indulto, e non l’ amnistia, si fanno inutilmente i processi per poi dichiarare la pena estinta.

Il verde Cento risponde in merito:

L’ indulto è un atto di clemenza che si applica ai soggetti, si può discutere se uno lo meriti o no, ma le esclusioni preventive non hanno senso. Per l’ amnistia è diverso perché lo Stato può avere interesse a verificare se un crimine è stato commesso.

Come dire: già vi scontiamo la pena, volete pure saltarvi il processo? Resta comunque aperta la porta a Forza Italia e si intravede la possibilità di un tavolo di discussione che metta d’accordo i due schieramenti. Nemmeno un accenno alla riforma del diritto penale presente nel programma dell’ Unione.

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della camera Bertinotti che dichiara pubblicamente la condivisione alla proposta, motivando la scelta in questo modo:

I detenuti subiscono, per la condizione in cui sono tenuti, un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura.

Anche qui nemmeno una parola sulla riforma citata nel programma.

Alleanza Nazionale e Lega Nord, invece, sono decisamente contrarie, come nella precedente legislatura. Gasparri definisice l’indulto e amnistia:

una scelta dissennata e criminogena perché dopo questi provvedimenti segue un aumento del numero dei reati.

Una critica costruttiva e soprattutto un chiodo su cui il martello della destra italiana batterà molto volentieri (come era prevedibilie, del resto).

L’unica voce fuori dal coro viene dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Lo stesso capogruppo dichiara:

Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni atto di clemenza verso i detenuti, se non dopo una vera riforma giudiziaria. Non è serio.

Notizie ulteriori si possono trovare in due articoli di repubblica ai segueni link: uno, due.

Una riforma del sistema giudiziario avrebbe necessità di una amnistia, almeno per evitare l’intasamento dei tribunali, impegnati in processi inutili. Sarebbe un prezzo sopportabile, se sull’altro piatto della bilancia si trovasse una giustizia veloce e certa, per tutti i reati (mafiosi, sessuali, amministrativi eccetera). Quel piatto, però, è desolatamente vuoto.

A questo proposito è interessante leggere un’intervista a Nello Rossi, segretario dell’ associazione nazionale magistrati. Riportiamo i punti chiave:

se prima non si rimette in discussione la legge Cirielli nella parte in cui, per i recidivi, prolunga la prescrizione e prevede forti aumenti di pena, anche dopo un gesto di clemenza le carceri torneranno sovraffollate.

L’ amnistia ha un senso se accompagna un mutamento del clima politico generale del Paese (…) oppure se sanziona un rinnovamento profondo della legislazione

Durante il governo Berlusconi è stato disegnato un sistema di giustizia composto di due tasselli: una magistratura ingessata, burocratizzata, intimidita grazie alla nuova legge sull’ ordinamento e un processo penale diseguale, potenzialmente eterno nei confronti dei delinquenti marginali e dei recidivi, e irrimediabilmente inceppato, anche per reati gravissimi come le bancarotte, commessi da soggetti culturalmente o economicamente forti e agguerriti.

aprire una discussione a tutto campo tra politici e tecnici, naturalmente anche con gli avvocati, sullo snellimento e la razionalizzazione del processo, sul nuovo codice penale e su un progetto condiviso di nuovo statuto della magistratura.

La vera necessità non è svuotare indistintamente le carceri, ma creare un sistema giudiziario moderno e snello, per: velocizzare i processi ( basti pensare che in quel periodo quasi il 40% dei carcerati erano in attesa di giudizio) e garantire la giusta pena ai reati più gravi. Il solo indulto sarebbe una soluzione temporanea, che non realmente risolutiva della situazione carceraria. Sul sito del corriere si può trovare una scheda sulla legge cirielli, mentre sul sito di repubblica l’intervista intera a Nello Rossi.

A questo punto però si inserisce prepotentemente la figura di Clemente Mastella. La situazione estramamente precaria al senato, permette al ministro della Giustizia di avanzare pretese a cui la maggioranza deve necessariamente piegarsi, per garantire la stabilità al governo.

Il 2 Giugno, in occasione della festa della Repubblica, il ministro visita il carcere Regina Coeli (dove Giovanni Paolo II aveva chiesto l’amnistia nel 2000), canta ‘O sole mio’ con i detenuti e dichiara il suo intento di portare avanti l’indulto. Un successone. Qualche dichiarazione per rendersi meglio conto del personaggio…

Sono più il ministro vostro che non dei magistrati

L’amnistia non è un atto solitario del ministro della Giustizia, se così fosse lo avrei già fatto

Un articolo su repubblica e uno su la stampa, ci danno maggiori informazioni sulla giornata.

La macchina si è irrimediabilmente messa in moto e si scivola velocemente verso le votazioni di fine luglio che sull’onda dell’entusiasmo approvano ufficialmente l’indulto.

Nella prossima puntata cercheremo di veder un po’ più a fondo cosa è successo nei giorni precedenti e seguenti le votazioni e vedremo il testo intero della legge.

P.S. anche in questo caso chiedo scusa se ho omesso informazioni mportanti e vi invito a correggermi in caso ci fossero imprecisioni.




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