Posts Tagged ‘di pietro

01
Jul
09

Aggiungi un posto a tavola

Luigi Mazzella invita a Cena Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, Angelino Alfano, ministro della giustizia, e Paolo Maria Napolitano.

Ma chi sono Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano? Sono i due giudici della Corte Costituzionale che devono pronunciarsi sul Lodo Alfano, accusato di essere incostituzionale.

Il ministro per le relazioni con il Parlamento Elio Vito rassicura affermando che la cena non ha avuto come tema il lodo Alfano ma era solo un invito tra amici di vecchia data.

La risposta di Di Pietro è dura; chiede le dimissioni di Alfano e in particolare dei due giudici. Secondo la sua opinione la credibilità della Corte è compromessa e non si potrà sapere se la decisione che prenderanno sul lodo sarà o meno dovuta alla “cena carbonara e piduista”.

Probabilmente faranno più scandalo le affermazioni di Di Pietro che i siparietti incresciosi che stanno mandando a bagno l’Italia. Che credibilità può avere ancora questo governo?

Martina

Fonti: corriere.it; lastampa.it

Luigi Mazzella invited Silvio Berlusconi, Prime Minister, Angelino Alfano, Justice Minister, and Paolo Maria Napolitano.

Who are Luigi Mazzella and Paolo Maria Napolitano? They are judges of the constitutional court, who have to pronounce in favour or against the Alfano award. This law has been accused of being unconstitutional.

Elio Vito, minister fot the relationship with Parliament, assures that it has been just a long-standing friends dinner.

Di Pietro answers harshly asking for Alfano resignation but he is mainly angry with the two judgers. Because of their actions the Court is more reliable. Moreover one will never know wether the decision they’ll make on Alfano award is due to the “carbonari and P2-like dinner”.

What Di piero said will probably more shocking than these unregrettable sketches which are ruining Italy. Can we still rely on such a government?

Martina

Sources: corriere.it; lastampa.it

10
Jul
08

Guzzanti scatta sulla fascia, scarta il buon senso…gol!!

Repubblica: Censurare no. Ma non era il caso di fermare la Guzzanti quando ha insultato la Carfagna e poi il Papa?
Antonio Di Pietro: In una democrazia ognuno può dire quel che vuole. Dopo di che, chi parla si assume le proprie responsabilità. Tanti hanno applaudito, altri come me hanno dissentito. Non mi piace che siano stati chiamati in causa la Chiesa e il Papa. Io sto con la Chiesa dei poveri, non con quella blasonata. Ma il Papa non c’azzeccava nulla.

Povero Di Pietro…in che brutta situazione ti hanno messo…

Nessuno si ricorderà che questa manifestazione era in ricordo dei diritti fondamentali della nostra democrazia, ma tutti la ricorderanno come quella delle sparate della Guzzanti.

Nessuno noterà che Di Pietro si è immediatamente dissociato da queste affermazioni, ma tutti lo ricorderanno come quello che ha permesso che tali sparate fossero dette.

Nessuno noterà le leggi vergogna già citate da Benny che in questa manifestazione sono state denunciate, ma tutti avranno una visione distorta del manifestare come un atto volgare, sboccato e fine a sè stesso.

Noi tutti dobbiamo quindi ringraziare Guzzanti per avere aggiunto una freccia all’arco della maggioranza e averne tolta una a quello di Di Pietro. Quante cose si potevano dire sul governo, sulle leggi, sulle intercettazioni, sul lodo Alfano…quante cose…

Noi tutti dobbiamo ringraziare Guzzanti per aver messo Di Pietro in una posizione scomodissima. Già è attaccato da destra e da sinistra…ora non ne parliamo…ora potranno in ogni modo minarne la credibilità.

Cerchiamo di non giocarci l’unico politico che sta cercando di fare qualcosa per il nostro paese.

Cerchiamo di fare satira intelligente. Di dire le cose giuste al momento giusto.

Cerchiamo di ricordarci che Di Pietro si è immediatamente dissociato da queste affermazioni.

Cerchiamo di ricordarci il vero senso della manifestazione. Andiamo a vedere cosa è stato detto.

Informiamoci.

Martina

Fonti: altri come me hanno dissentito

Repubblica: No censure. But wasn’t it right to stop Guzzanti when she insulted Carfagna and the Pope?

Antonio Di Pietro: In a democracy everyone can say what he wants. And after it, who spoke has to take his responsabilities. Some have applauded her, others like me have dissented. I don’t like the fact that the Church and the Pope have been taken into account. I party for the Church of the poor not the one. But the Pope has nothing to do with it.

Poor Di Pietro…what a pityful situation they threw you in…

Nobody will remember that this manifestation was not to forget the fundamental rights of our democracy, bur everyone will remember it as that of the slams of Guzzanti.

Nobody will notice that Di Pietro has immediately dissented from these statements, but everyone will remember him as the one who allowed those slams.

Nobody will notice the shame laws, already quoted by Benny, that were denounced n this manifestation, but everyone will have a diverted vision of manifesting as a vulgar, foul-mouthed and useless.

We all have to thank Guzzanti for adding an arrow to the bow of the majority and taking one off the bow of Di Pietro. How many things could be siad about the government, the laws, the phone tapping, the Alfano arbitral award.

We all have to thank Guzzanti for putting Di Pietro in a really uncomfortable situation. He is already attacked by right and link…now they can in every way undermine his credibility.

Let’s not throw away the only politician trying to do something for our country.

Let’s do clever satire. Say the right things at the right moment.

Let’s remember that Di Pietro has immediately dissented from these statements.

Let’s remember the real sense of the manifestation. Let’s look what it has been said.

Let’s inquire ourselves.

09
Jul
08

Incredibile opposizione

Ieri in piazza Navona si è vista la vera opposizione a questo regime. Opposizione composta da politici, giornalisti, scrittori, comici, persone. Motivo della manifestazione: protestare contro le recenti leggi sulla giustizia. Il mio parere è che la manifestazione abbia dato l’opportunità ai partecipanti e ai simpatizzanti di esprimere la propria rabbia verso il sistema politico che, da oltre dieci anni, sta soffocando questo paese.

Non ha più senso parlare solo di Berlusconi. Sarebbe come guardare un’ unghia rotta, mentre il braccio sta andando in cancrena.

Il vero problema è il sistema politico.

A partire dal presidente della Repubblica Napolitano. Lui dovrebbe rappresentarci! E’ la più alta carica dello stato e dovrebbe essere la garanzia contro gli interessi dei partiti. Dovrebbe informare i cittadini se in parlamento si discute di qualcosa di deviato (rispetto al benessere comune). Dovrebbe opporsi, fino al limite delle proprie funzioni, alle leggi che non tutelano i cittadini e, ancora peggio, non li tutelano per favorire l’interessi dell’ oligarchia rappresentata dai partiti. Scalfaro nel 93 si rifiutò di firmare il decreto conso (il “colpo di spugna”, una sorta di amnistia in favore dei coinvolti nel caso mani pulite). Questo sarebbe dovuto succedere anche per l’indulto, per la legge sulle rogatorie, per la legge sul giusto processo, per la legge sul falso in bilancio… mi fermo, ma potrei andare avanti senza distinzioni di schieramento. Mi domando se mi sento rappresentato da Napolitano. La risposta è no. Voi vi sentite rappresentati? Chiudereste gli occhi, senza esprimere il minimo dissenso, limitandovi all’invito alla discussione civile tra le parti politiche? Se no, siete dalla mia parte.

Si parte dal presidente della Repubblica e si scende al presidente del consiglio. Berlusconi. Di lui si è detto tutto. Verità e menzogne. Sembra quasi che tragga forza e consenso dalle critiche. Basta per lui, l’appartenenza alla loggia massonica P2. E’ sufficiente leggere il “Piano di rinascita democratica del paese”. Oppure si potrebbe scorrere il documento redatto dalla casa bianca in occasione dell’ultimo G8.

Ma la colpa non è solo sua e si scende ai partiti del popolo della libertà. Si parte dalle dichiarazioni di Fini che ha definito Mussolini il più grande statista del 900 a quelle di Bossi che incita la rivolta armata per il federalismo.

E ancora giù, si arriva all’opposizione e a Veltroni. L’unico che ritiene possibile discutere con il Cavaliere, che non si indigna di niente, che chiude a Rifondazione Comunista e apre ai Radicali, che ha provato a proporsi come l’Obama italiano, che non ha il coraggio di denunciare le nefandezze di Berlusconi e dei suoi candidati, che si lamenta di Di Pietro perchè prova a opporsi a questo schifo. Non fa più parte dell’opposizione quest’uomo, è entrato di diritto nel governo. Non rappresenta più nessuno, se non la stretta cerchia di politici e imprenditori legati alla sinistra e alle coop rosse. Anche loro si abbuffanno alla mangiatoia dello stato e fanno ancora più schifo perchè si propongono come diversi. Non vi crede più nessuno ormai.

Si arriva quasi alla fogna, quando si toccano i giornalisti. Feltri, Fede, Belpietro, Ferrara, Vespa. E tutti gli altri che mettono a tacere gli scandali e parlano solo di quello che fa comodo a chi li foraggia. L’opinione pubblica è morta, la mano sono i politici, i giornali la spada. Sono armi di distrazione di massa. Cogne, Perugia e Garlasco. Gli stupri e i rom prima delle elezioni. La questione sicurezza e spazzatura che si fa viva a singhiozzo. Quello che non si sa non è mai accaduto. E allora silenzio sui fucili in padania e sulle telefonate tra D’Alema Fassino e Consorte per la scalata alla Bnl.

Ancora più in basso la televisione, ridotta a teatrino per i peggiori rappresentanti della società italiana. Da Amici a Porta a Porta. In pochi si salvano in questo minestrone sempre più riscaldato, che fa schifo solo a essere visto. Tutto è concesso nello schermo e i primi a rimetterci sono il senso del pudore e la cultura. La storia in Italia sta diventando quella delle fiction.

E in fondo ci siamo noi, il popolo. Diviso, lacerato e incazzato come se ancora contasse qualcosa. Crediamo ancora di vivere nel dopoguerra quando l’Italia era da fare e ognuno si sentiva partecipe di questo paese in macerie. Facciamo finta di vivere in una democrazia, ma i nostri governanti sono oligarchi, che si passano la poltrona di padre in figlio. Dietro ai nostri bei discorsi, sta la verità fatta di persone che non si scandalizzano più di niente (se non per il morto in Afghanistan, per la bomba del terrorista e per lo stupro del Rom), tranne quando gli si va a toccare le tasche. Anzi nemmeno lì ci si scandalizza, riescono a farci credere che la “flessibilità” sia di aiuto ai precari, che le intercettazioni violino la privacy della maggioranza (non quella in parlamento!) e che il conflitto di interessi non sia una priorità, ma la Tav e il ponte sullo stretto si.

Chi era in piazza Navona ha detto no anche per me e la mia gratitudine è illimitata. L’unica opposizione che ci rimane è la manifestazione. In piazza, sul web, tra gli amici, sul lavoro. Mai darsi per vinti, perchè faremmo il gioco degli squali che ci governano.

Chiudo citando il nonno di Pino Scotto:

ma quelli lì lo sanno che devono morire?

Fonti: Veltroni cerca di fare fuori di Pietro, Bush definisce Berlusconi “politico dilettante” e l’Italia “paese corrotto”, la coerenza di Fini sul fascismo, la pagina di google alla ricerca “bossi fucili” (a voi la scelta su una delle tanti dichiarazioni), Scalfaro rifiuta di firmare una legge vergognosa, sintesi del piano di rinascita democratica (P2).

Yesterday in Piazza Navona (Rome) there was the real opposition to this regime. An opposition made by politicians, journalists, comedians, people. Reason of the manifestation: to protest against the recent justice laws. I think that this manifestation gave the chance to the participants and to the sympathizers to express their rage against the political system which from ten years on is smothering our country.

It’s not only Berlusconi. It would be like watching a broken nail while the arm is becoming gangrenous.

The real problem is the political system.

Starting from the president of the Republic Napolitano. He should represent us! He’s the highest office of the country and he should work as a guaranty against the interests of the parties. He make the citizens aware whether in Parliament has been discussed something diverted (according to the common welfare). He should oppose till his functions limit to the laws which don’t safeguard the citizens and , what’s even worse, which don’t safeguard them all but in favour of the interests of the oligarchy represented by the parties. In 1993 Scalfaro refused to sign the conso decree (so called “sponge hit” a sort of amnesty in favour of those involved in the Clean Hands affair). This should have happened also for the indult, for the requests law, for the law about the right process, for the accounting fraud law…I stop here even though I could go on without any political deployment. I ask myself if I feel myself represented from Napolitano. The answer is no. And do you feel represented? Would you close your eyes without expressing disagreement, just limiting to the invite to civil discussion among the political parties? If not, you agree with me.

Starting from the president of Republic and going down to the Prime Minister. Berlusconi. All has been said about him. Truth and lies. It seems as if he draws strength and consensus out of critics. For him it’s enough reminding of his adherence to the Masonic lodge P2. It’s sufficient reading the “Plan of democratic rebirth of the country”. Or one can skim through the document published by the Whit House for the last G8.

But it’s not only his fault and so we go down to the parties of the Popolo delle Libertà. Starting from the statements of Fini, where he defined Mussolini the greatest statesman of the 1900, and those of Bossi who incited to the armed riot for the federalisms.

And down again we reach the opposition and Veltroni. The only one thinking it’s possible to talk with Berlusconi, never getting angry, refusing Rifondazione Comunista but accepting the Radicali, proposing himself as the Italian Obama, having no courage of denouncing the vileness of Berlusconi and of his candidates, complaining about Di Pietro because he tries to oppose to this disgusting situation. Veltroni is no longer part of the opposition, he is rightfully entered in the govern. He doesn’t represent anyone, only the narrow circle of politicians and link entrepreneurs of the red coop. They are also binging to the country crib and they are even more disgusting because they show themselves as different. No one trust you anymore.

We arrive next to the sewer when reaching the journalists. Feltri, Fede, Belpietro, Ferrara, Vespa. And all the others hushing scandals up and talking only about what is useful to those feeding them. The public opinion is dead, the hand are the politicians, the sword the journalists. These are weapons of mass distraction. Cogne, Perugia and Garlasco. Rapes and Rom before the elections. The security and garbage matter appearing haltingly. What one doesn’t now has never happened. So silence on the rifles in Padania and the phone calling between D’Alema Fassino and Consorte for the Bnl climb.

Even further down the television become a little theatre for the worst representatives of the Italian society. From Amici to Porta a Porta. Few people are out of this same old soup, really disgusting just in watching it. In the screen is all allowed and the first victims are discretion and culture. History in Italy is becoming those of the soap operas.

And here we are, at the bottom. The people. Divided, torn, pissed fooling itself into thinking it counts for something. We still think we are living in the post-war when Italy needed to be rebuilt and every person was feeling a participant of this country in rubbles. We pretend to live in a democracy but our governors are oligarchs passing their seat from father to son. Behind our brilliant discourses lies the truth of a people who doesn’t get shocked for nothing anymore (only for dead in Afghanistan, for the bomb of the terrorist and for the rape of the Rom) just if you don’t touch its money. Actually it isn’t shocked even there. They manage to make us believing that “flexibility” is useful for precarious people, that the phone tappings violate the privacy of the majority (but not that inside the Parliament!) and that the conflict of interest isn’t a priority but Tav and the bridge on the Straits of Messina are real priorities.

Those who were in Piazza Navona said no also for me and my thankfulness has no limits. The only opposition left to us is manifestation. In squares, on the web, with friends, at work. Never give in because we would play into the hands of the sharks governing us.

I end up quoting the grandpa of Pino Scotto (Italian singer):

But do those guys know they have to die?

06
Jul
08

I contenuti contano…

Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da statista.

Il nostro compito è quello di fare un’opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c’è dall’altra parte sa che se lo si lascia fare ci porterà a essere più sudditi e meno cittadini.

L’azione politica di questo governo mi sembra piduista e non so fino a che punto la volontà sia solo di Berlusconi. Il Parlamento è stato svuotato dalle sue funzioni, si fanno solo decreti legge.

Queste sono le affermazioni di Di Pietro sulla questione delle intercettazioni.

Ebbene, sono piovute da ogni dove urla di sdegno e vergogna. Tutti rimangono scioccati per il turpiloquio e per la parlantina giudicata terra terra. Ma come gli si sono spesso rivolti molti politici? Vediamo…

Io ho orrore di di Pietro e lo dico alto e forte. Berlusconi, 27 febbraio 2008

Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica. Casini, 7 febbraio 2006

La pazienza è finita, mi sono rotto i coglioni di Di Pietro. Mastella, 4 ottobre 2006

Mi piacerebbe dare ragione a Berlusconi quando disse che la sua laurea è falsa perchè concessa dai servizi. Ma sbagliava: Di Pietro ha falsa anche la licenza elementare. Da come parla si capisce che è un analfabeta. Gasparri, 28 giugno 2008

Se Di Pietro indagasse su Di Pietro, se cioè qualcuno indagasse su di lui con metodi alla Di Pietro, l’ex pm e il suo partito sarebbero politicamente travolti. Occorrerà fare maggiore chiarezza su questo campione delle mani pulite e i suoi metodi. Capezzone, 28 giugno 2008

Di Pietro (afferma in Parlamento dopo essere stato ripetutamente interrotto da alcuni deputati della maggioranza) : Presidente, mi interrompono.

Fini, presidente della Camera: Onorevole Di Pietro lei sa che e’ abbastanza naturale che ci siano interruzioni…e poi dipende da cosa si dice… 14 maggio 2008

Chi di insulto ferisce, di insulto perisce… Smettiamola di fingere orrore per il modo in cui ha parlato Di Pietro. Chi lo ha criticato ha dimostrato di poter essere oltremodo offensivo e maleducato.

Perché invece non ci concentriamo sui contenuti delle sue affermazioni? Allora sì che dovremmo arrossire di vergogna e di rabbia….

Martina

Fonti: http://www.lastampa.it; http://www.repubblica.it; http://it.wikiquote.org

Telephone tappings they want to limit reveal us a Prime Minister, who works more as a pimp, only committed in placing showgirls talking too much, than as a stasesman.

Our duty is to be a liable opposition with no blind eyes. Keeping in mind who is standing in front of us, we know that if we let him do, he will lead us to be more subjects and less citizens.

The potical action of this govern really reminds me of P2 and I don’t know to what extent the will is of Berlusconi alone. The Parliament is cleared out of its functions, only legislative decree.

These are the statements of Di Pietro regarding telephone tappings.

Well, everyone is full of disdain and embarrassment. Everyone is schocked for his obscene language and his gab reckoned as churlish. But how have lots of politicians often adressed him? Have a look…

I fell horror against Di Pietro and I say this loud and clear. Berlusconi, 27 febbraio 2008

Antonio Di Pietro is a shame for magistrature and for politics. Casini, 7 febbraio 2006

Patience is ended up, Di Pietro gets on my tits. Mastella, 4 ottobre 2006

I would like to agree with Berlusconi when he said that his degree is false as given by services. But he was wrong: also his primary certificate is false. By hearing him talking you understand he is an illiterate. Gasparri, 28 giugno 2008

If Di Pietro would indagate on Di Pietro, actually if anyone would indagate on Di Pietro with his methods, the former pm (ndr. Di Pietro) and his party would be politically devastated. More clearness will be needed about this champion of clean hands and his methods. Capezzone, 28 June 2008

Di Pietro (claims in the Parliament after having been repeatedly interrupted from some deputees of the majority): Chairman, they interrupt me.

Fini, chairman of the Chamber: Hon. Di Pietro, you know it’s quite normal that some interruptions take place…and after all, it depends also on what you say… 14 May 2008

He who lived by the insult will die by the insult… Stop faking horror for the way Di Pietro talked. Who criticised him has demonstrated he can be extremely offensive and unfair.

Why then don’t we focus on the contents of his statements? So we would surely blush for shame and rage….
Martina

Sources: http://www.lastampa.it; http://www.repubblica.it; http://it.wikiquote.org

28
Jun
08

4 vs 59.536.507

Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge del cosiddetto “lodo Schifani bis“. Che cosa dice? E perchè è così scandaloso? Presto detto: per tutta la durata dell’incarico le prime quattro cariche dello stato (presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti del Senato e Camera) sono esonerate da tutti i reati extrafunzionali. Cosa vuol dire in parole povere? Che se io divento presidente della Repubblica e commetto un reato che non va a toccare i miei doveri di presidente della Repubblica ho l’immunità!!!

Salgono le accuse di provvedimento ad personam, fortemente rigettate dal ministro della giustizia Angelino Alfano:

Le alte cariche dello Stato devono poter svolgere serenamente il loro lavoro. Il premier non ha l’obbligo giuridico di dimettersi in caso di condanna, ha ribadito la propria innocenza più volte, ha da cittadino utilizzato la norma del codice che prevede la ricusabilità del giudice

e ancora:

La sospensione non impedisce al giudice l’assunzione delle prove non rinviabili.

La prescrizione è sospesa, l’imputato vi può rinunciare. La sospensione non è reiterabile e la parte civile può trasferire in sede civile la propria pretesa con una corsia preferenziale e termini ridotti alla metà.

Sì certo…vi ricordo solo i tempi della giustizia nostrana….ma ammettendo che ciò accada, un tale favoritismo è comunque inaccettabile!

Chi arriva alle più alte cariche dello stato non dovrebbe aver bisogno di queste leggi e sapete perchè? Perchè non dovrebbe neanche passargli per la testa di commettere un reato! Mi sembra che il nostro paese abbia problemi molto più importanti…e questa non mi sembra la priorità…anche perchè tocca 4 persone e non il muratore a Roma, l’insegnante ad Ancona, l’ingegnere a Pozzuoli, etc.

Di Pietro dell’Italia dei Valori ha infatti, affermato:

L’Idv proporrà un referendum perché vogliamo che i cittadini ci dicano se è giusto che chi governa non sia processato

Che dire?? Entriamo tutti in politica! Così in campagna elettorale facciamo un elenco completo dei problemi del paese e poi ci occupiamo di tutt’altro, e ci facciamo bellamente i c***i nostri!

Che bello!

Marty

Fonte: www.repubblica.it

The Council of Ministers approves the bill of the socalled  “lodo Schifani bis”. What does he say? And why is it so scandalous? Easy: for the entire period of the charge, the first four offices of the country (president of the Republic,prime minister, presidents of Senate and Chamber) are relieved from all the extra-functional crimes. What does this mean in a word? That if I become president of the Republic and I commit a crime, which doen’t concern my duties as a president, I have the immunity!!!

Raising accuses of this as an ad personam measure are strongly rejected from the Justice Minister, Angelino Alfano:

The high offices of the country need to do serenely their job. The Prime Minister have no juridicial duty to resign in case of sentence. He confirms more his innocence more than one time using as a citizen the regulation of the code, which concerns to the refusability of the judge.

and than:

The suspension doesn’t prevent the judge from the hiring of not postponable evidences.

The limitation is suspended, the imputate can give it up. The suspension isn’t reiterable and the civil part can transfer its claim to the civil office with a preferential lane and half-reduced terms.

Sure…I just remind you of the long times of Italian justice…but even if athis could happen, such a partiality is beyond the pale.

Who gains the  highest  offices in the country wouldn ‘t  have to need this sort of measure. Why? Because it wouldn’t even have to cross thier minds!! I think that our country now has more important problems..and this isn’t one of them…also because it concerns only 4 people and not the bricklayer in Rome, the teacher in Ancona, the engineer in Pozzuoli.

Antonio Di Pietro of the party Italia dei Valori has stated:

L’Idv will suggest a referendum because we want that the citizens decide whether is right that who governs is not going to be put on trial.

What can say? Let’s work all as politicians! In elctoral campaign we do a long and accurate list of alll the problems of our country and then we work for thorougly different things and we mind our own business!

How nice!

Marty

Source: www.repubblica.it

22
May
08

Legge ‘ad personam’ evitata!

niccolo ghedini

La tentazione fa l’uomo ladro e (soprattutto) il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Il vizio sono le leggi ad personam per i guai giudiziari e il lupo…beh, lo sappiamo tutti…

Questa volta, però, il tentativo è stato individuato sul nascere, grazie alla tempestiva segnalazione dei deputati dell’Italia dei Valori. Cerchiamo di fare un breve riepilogo.

Nel decreto sicurezza è stato inserito un trafiletto ( 13 righe nell’articolo 2), che permetterebbe agli imputati per reati commessi entro il 31 Dicembre 2001 di sospendere il dibattimento per due mesi per valutare se patteggiare o meno.

Il pacchetto è stato affidato all’onorevole (?) Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e ex membro della giunta delle elezione e delle immunità parlamentari. Chi meglio di lui?

Il cavillo inserito, agli occhi più diffidenti, sembrerebbe tagliato su misura per il processo che vede imputato il capo del governo per: corruzione giudiziare del testimone Mills, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, nel processo Mediaset. Mica male!

In verità, il tempo concesso agli imputati per ragionare sull’ipotesi del patteggiamento era inizialmente di due anni. I due mesi previsti, in seguito, sono risultati sufficienti per far cadere il processo in prescrizione, beneficiando anche delle ferie. Una volta scoperto, però, il buon Niccolò è corso subito ai ripari dichiarando:

Non sta nè in cielo, nè in terra che l’onorevole Berlusconi pensi di accedere al patteggiamento

Ovvero: Berlusconi può trarre beneficio dal decreto, ma il suo avvocato, cioè colui che ha scritto il decreto stesso, assicura che non lo farà. Saremo degli ingrati sospettosi, ma non ci crediamo.

Sta di fatto che oggi Ghedini ha negato di aver inserito quelle righe nel decreto sicurezza e si è indignato quando gli è stato chiesto se non sarebbe meglio che l’avvocato del capo del governo (visti i processi che lo vedono coinvolto) evitasse di inserire norme giuridiche in testi riguardanti la sicurezza ( se non di essere in parlamento):

E allora sarebbe meglio evitare giornalisti in Parlamento, magistrati che ci arrivano dopo aver inquisito Berlusconi, e metterci solo casalinghe e metalmeccanici? Ma sì, facciamo del populismo.

Ma sì! Siamo noi che vediamo complotti da tutte le parti! E’ solo un caso il fatto che la norma inserita sia applicabile a Berlusconi e gli permetta di mandare in prescrizione un processo che lo coinvolge. E’ populismo denunciare il fatto che questa scappatoia sia stata inserita nel decreto sicurezza, che verrà approvato in fretta entro Luglio.

Volevo essere breve, ma non ce l’ho fatta. Chiudo, però, con una notizia buona: il decreto è stato ’stoppato’ soprattutto grazie alla pronta segnalazione di Di Pietro e dei depetutati dell Italia dei Valori.

Non bisogna mai chiudere gli occhi…

Fonti: corriere.it, repubblica.it, repubblica.it, Ghedini su wikipedia.it, Ghedini su senato.it, blog di Antonio di Pietro ( intervento del 20 maggio ), blog di Marco Travaglio “Voglio Scendere” ( intervento del 21 maggio )

Opportunity makes a thief and (especially) a leopard can’t change its spots.

The spots are the laws made ad hoc for a particular person, for his/ her judicial troubles and the leopard is…well, everyone knows…

But this time the attempt has been identified from the beginning thanks to the well-timed recommendation of the deputies of the Italia dei Valori (party of Antonio Di Pietro). Let’s try recapitulate a bit.

In the security decree has been inserted a paragraph (13 lines in the article 2) which would give the chance to defendants for crimes committed within the 31 December 2001 to suspend the hearing for two months in order to consider the negotiation or not.

The package has been put into the hands of the Honourable (?) Niccolò Ghedini, lawyer of Silvio Berlusconi and former member of the election and parliamentary privilege council. Who better than him?

To the eyes of the most distrustful people this inserted quibble seems really custom-made for the trial where the Prime Minister is accused of: judicial corruption of the witness Mills, accounting fraud, embezzlement and tax evasion in the Mediaset trial. Not bad!

Actually, at the beginning the time given to the defendants to decide on the negotiation hypothesis was of two years. Afterwards, the estimated two months were sufficient in order to set off the status limitations and it left also the possibility to benefit of the holidays. Once the guilty secrets were revealed the good old Niccolò immediately guard against it by stating:

It’s an utter nonsense that the Honourable Berlusconi is thinking to accept the negotiation

I.e.: Berlusconi can benefit from the decree but his lawyer, that is the same person who wrote this decree, ensures that he won’t do it. Maybe we are ungrateful suspicious but we don’t believe it.

Anyway today Ghedini has denied having inserted those lines inside the security decree and he has got angry when asked whether it wouldn’t be better if the lawyer of the Prime Minister (because of the trials in which he’s involved) would avoid to insert judicial norms inside texts concerning security:

So it would be better to avoid journalists in the Parliament, magistrates arriving after having investigated Berlusconi and putting only housewives and engineering workers? Mais oui, let’s do populism.

Mais oui! It’s our fault as we see intrigues everywhere! It’s only by chance that the inserted norm is applicable to Berlusconi and that it allows him to set off the status limitations for a trial where he’s involved. It’s populism denouncing that this cop out has been inserted in the security decree, which will be quickly approved within July.

I’d have wanted to be brief, but I couldn’t. I end up with a good news: the decree has been stopped mainly for the well-timed recommendation of Di Pietro and the deputies of Italia dei Valori.

Never close our eyes…

13
May
08

Indulto (2) – la proposta

Ci siamo lasciati con l’arrivo delle elezioni del 2006. A questo proposito ho recuperato il programma dell’Unione (ricordiamo, il gruppo vincitore delle elezioni) e ho verificato se si parlava di indulto o amnistia e in quali termini.

Si fa riferimento ad amnistia e indulto in 2 occasioni:

-riduzione del quorum necessario:

Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.

-riforma codice penale

Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto

Qualche piccola considerazione.

1) Molti (anche tra gli elettori) non lo sanno, ma il provvedimento previsto, in seguito, però, alla riforma del diritto penale.

2) Le due attività avrebbero dovuto andare di pari passo, non prima una e poi l’altra. Al massimo sarebbe stato utile fare prima la riforma penale e se mai l’indulto e l’amnistia.

3) Vale la pena verificare se i politici dell’Unione hanno lavorato per attuare il programma.

4) Ancora più interessante è scoprire se i giornalisti hanno ricordato ai politici il fatto di essere stati eletti per attuare il programma.

Il punto di partenza sembra essere una riforma e un’amnistia strettamente connesse. Una riforma del diritto penale indubbiamente trarrebbe benificio da un’amnistia. Un’amnistia senza riforma del diritto penale, al contrario, non avrebbe grandi benefici…se non politici.

Vediamo gli sviluppi dopo i risultati delle elezioni. Focalizziamo brevemente la situazione alle camere. Il governo Prodi ha una maggioranza risicata, soprattutto al senato, dove ottiene la maggioranza grazie al voto degli italiani all’estero. In sostanza l’unione si trova in una posizione di dipendenza nei confronti dei piccoli partiti, tra cui Italia dei Valori e Udeur. Proprio il leader dell’Udeur, Clemente Mastella verrà scelto come ministro della giustizia. La notizia è una di quelle che fa gelare il sangue nelle vene.

Il premier Prodi inizia da subito a parlare di indulto. Siamo nella metà del maggio 2006, Prodi ipotizza l’indulto in tempi brevi. Vediamo le dichiarazioni delle varie parti politiche.

Pecorella (FI) rivendica la paternità del provvedimento e proclama che Forza Italia non scenderà a patti e che il suo partito non voterà l’indulto senza amnistia. Provocatoriamente punta il dito sulla necessità di tagliare detenuti e processi, per far tirare il fiato a un sistema in collasso. Il pomo della discordia resta sempre la scissione tra indulto e amnistia.

Se si approva l’ indulto, e non l’ amnistia, si fanno inutilmente i processi per poi dichiarare la pena estinta.

Il verde Cento risponde in merito:

L’ indulto è un atto di clemenza che si applica ai soggetti, si può discutere se uno lo meriti o no, ma le esclusioni preventive non hanno senso. Per l’ amnistia è diverso perché lo Stato può avere interesse a verificare se un crimine è stato commesso.

Come dire: già vi scontiamo la pena, volete pure saltarvi il processo? Resta comunque aperta la porta a Forza Italia e si intravede la possibilità di un tavolo di discussione che metta d’accordo i due schieramenti. Nemmeno un accenno alla riforma del diritto penale presente nel programma dell’ Unione.

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della camera Bertinotti che dichiara pubblicamente la condivisione alla proposta, motivando la scelta in questo modo:

I detenuti subiscono, per la condizione in cui sono tenuti, un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura.

Anche qui nemmeno una parola sulla riforma citata nel programma.

Alleanza Nazionale e Lega Nord, invece, sono decisamente contrarie, come nella precedente legislatura. Gasparri definisice l’indulto e amnistia:

una scelta dissennata e criminogena perché dopo questi provvedimenti segue un aumento del numero dei reati.

Una critica costruttiva e soprattutto un chiodo su cui il martello della destra italiana batterà molto volentieri (come era prevedibilie, del resto).

L’unica voce fuori dal coro viene dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Lo stesso capogruppo dichiara:

Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni atto di clemenza verso i detenuti, se non dopo una vera riforma giudiziaria. Non è serio.

Notizie ulteriori si possono trovare in due articoli di repubblica ai segueni link: uno, due.

Una riforma del sistema giudiziario avrebbe necessità di una amnistia, almeno per evitare l’intasamento dei tribunali, impegnati in processi inutili. Sarebbe un prezzo sopportabile, se sull’altro piatto della bilancia si trovasse una giustizia veloce e certa, per tutti i reati (mafiosi, sessuali, amministrativi eccetera). Quel piatto, però, è desolatamente vuoto.

A questo proposito è interessante leggere un’intervista a Nello Rossi, segretario dell’ associazione nazionale magistrati. Riportiamo i punti chiave:

se prima non si rimette in discussione la legge Cirielli nella parte in cui, per i recidivi, prolunga la prescrizione e prevede forti aumenti di pena, anche dopo un gesto di clemenza le carceri torneranno sovraffollate.

L’ amnistia ha un senso se accompagna un mutamento del clima politico generale del Paese (…) oppure se sanziona un rinnovamento profondo della legislazione

Durante il governo Berlusconi è stato disegnato un sistema di giustizia composto di due tasselli: una magistratura ingessata, burocratizzata, intimidita grazie alla nuova legge sull’ ordinamento e un processo penale diseguale, potenzialmente eterno nei confronti dei delinquenti marginali e dei recidivi, e irrimediabilmente inceppato, anche per reati gravissimi come le bancarotte, commessi da soggetti culturalmente o economicamente forti e agguerriti.

aprire una discussione a tutto campo tra politici e tecnici, naturalmente anche con gli avvocati, sullo snellimento e la razionalizzazione del processo, sul nuovo codice penale e su un progetto condiviso di nuovo statuto della magistratura.

La vera necessità non è svuotare indistintamente le carceri, ma creare un sistema giudiziario moderno e snello, per: velocizzare i processi ( basti pensare che in quel periodo quasi il 40% dei carcerati erano in attesa di giudizio) e garantire la giusta pena ai reati più gravi. Il solo indulto sarebbe una soluzione temporanea, che non realmente risolutiva della situazione carceraria. Sul sito del corriere si può trovare una scheda sulla legge cirielli, mentre sul sito di repubblica l’intervista intera a Nello Rossi.

A questo punto però si inserisce prepotentemente la figura di Clemente Mastella. La situazione estramamente precaria al senato, permette al ministro della Giustizia di avanzare pretese a cui la maggioranza deve necessariamente piegarsi, per garantire la stabilità al governo.

Il 2 Giugno, in occasione della festa della Repubblica, il ministro visita il carcere Regina Coeli (dove Giovanni Paolo II aveva chiesto l’amnistia nel 2000), canta ‘O sole mio’ con i detenuti e dichiara il suo intento di portare avanti l’indulto. Un successone. Qualche dichiarazione per rendersi meglio conto del personaggio…

Sono più il ministro vostro che non dei magistrati

L’amnistia non è un atto solitario del ministro della Giustizia, se così fosse lo avrei già fatto

Un articolo su repubblica e uno su la stampa, ci danno maggiori informazioni sulla giornata.

La macchina si è irrimediabilmente messa in moto e si scivola velocemente verso le votazioni di fine luglio che sull’onda dell’entusiasmo approvano ufficialmente l’indulto.

Nella prossima puntata cercheremo di veder un po’ più a fondo cosa è successo nei giorni precedenti e seguenti le votazioni e vedremo il testo intero della legge.

P.S. anche in questo caso chiedo scusa se ho omesso informazioni mportanti e vi invito a correggermi in caso ci fossero imprecisioni.




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