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22
May
08

Legge ‘ad personam’ evitata!

niccolo ghedini

La tentazione fa l’uomo ladro e (soprattutto) il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Il vizio sono le leggi ad personam per i guai giudiziari e il lupo…beh, lo sappiamo tutti…

Questa volta, però, il tentativo è stato individuato sul nascere, grazie alla tempestiva segnalazione dei deputati dell’Italia dei Valori. Cerchiamo di fare un breve riepilogo.

Nel decreto sicurezza è stato inserito un trafiletto ( 13 righe nell’articolo 2), che permetterebbe agli imputati per reati commessi entro il 31 Dicembre 2001 di sospendere il dibattimento per due mesi per valutare se patteggiare o meno.

Il pacchetto è stato affidato all’onorevole (?) Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e ex membro della giunta delle elezione e delle immunità parlamentari. Chi meglio di lui?

Il cavillo inserito, agli occhi più diffidenti, sembrerebbe tagliato su misura per il processo che vede imputato il capo del governo per: corruzione giudiziare del testimone Mills, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, nel processo Mediaset. Mica male!

In verità, il tempo concesso agli imputati per ragionare sull’ipotesi del patteggiamento era inizialmente di due anni. I due mesi previsti, in seguito, sono risultati sufficienti per far cadere il processo in prescrizione, beneficiando anche delle ferie. Una volta scoperto, però, il buon Niccolò è corso subito ai ripari dichiarando:

Non sta nè in cielo, nè in terra che l’onorevole Berlusconi pensi di accedere al patteggiamento

Ovvero: Berlusconi può trarre beneficio dal decreto, ma il suo avvocato, cioè colui che ha scritto il decreto stesso, assicura che non lo farà. Saremo degli ingrati sospettosi, ma non ci crediamo.

Sta di fatto che oggi Ghedini ha negato di aver inserito quelle righe nel decreto sicurezza e si è indignato quando gli è stato chiesto se non sarebbe meglio che l’avvocato del capo del governo (visti i processi che lo vedono coinvolto) evitasse di inserire norme giuridiche in testi riguardanti la sicurezza ( se non di essere in parlamento):

E allora sarebbe meglio evitare giornalisti in Parlamento, magistrati che ci arrivano dopo aver inquisito Berlusconi, e metterci solo casalinghe e metalmeccanici? Ma sì, facciamo del populismo.

Ma sì! Siamo noi che vediamo complotti da tutte le parti! E’ solo un caso il fatto che la norma inserita sia applicabile a Berlusconi e gli permetta di mandare in prescrizione un processo che lo coinvolge. E’ populismo denunciare il fatto che questa scappatoia sia stata inserita nel decreto sicurezza, che verrà approvato in fretta entro Luglio.

Volevo essere breve, ma non ce l’ho fatta. Chiudo, però, con una notizia buona: il decreto è stato ’stoppato’ soprattutto grazie alla pronta segnalazione di Di Pietro e dei depetutati dell Italia dei Valori.

Non bisogna mai chiudere gli occhi…

Fonti: corriere.it, repubblica.it, repubblica.it, Ghedini su wikipedia.it, Ghedini su senato.it, blog di Antonio di Pietro ( intervento del 20 maggio ), blog di Marco Travaglio “Voglio Scendere” ( intervento del 21 maggio )

Opportunity makes a thief and (especially) a leopard can’t change its spots.

The spots are the laws made ad hoc for a particular person, for his/ her judicial troubles and the leopard is…well, everyone knows…

But this time the attempt has been identified from the beginning thanks to the well-timed recommendation of the deputies of the Italia dei Valori (party of Antonio Di Pietro). Let’s try recapitulate a bit.

In the security decree has been inserted a paragraph (13 lines in the article 2) which would give the chance to defendants for crimes committed within the 31 December 2001 to suspend the hearing for two months in order to consider the negotiation or not.

The package has been put into the hands of the Honourable (?) Niccolò Ghedini, lawyer of Silvio Berlusconi and former member of the election and parliamentary privilege council. Who better than him?

To the eyes of the most distrustful people this inserted quibble seems really custom-made for the trial where the Prime Minister is accused of: judicial corruption of the witness Mills, accounting fraud, embezzlement and tax evasion in the Mediaset trial. Not bad!

Actually, at the beginning the time given to the defendants to decide on the negotiation hypothesis was of two years. Afterwards, the estimated two months were sufficient in order to set off the status limitations and it left also the possibility to benefit of the holidays. Once the guilty secrets were revealed the good old Niccolò immediately guard against it by stating:

It’s an utter nonsense that the Honourable Berlusconi is thinking to accept the negotiation

I.e.: Berlusconi can benefit from the decree but his lawyer, that is the same person who wrote this decree, ensures that he won’t do it. Maybe we are ungrateful suspicious but we don’t believe it.

Anyway today Ghedini has denied having inserted those lines inside the security decree and he has got angry when asked whether it wouldn’t be better if the lawyer of the Prime Minister (because of the trials in which he’s involved) would avoid to insert judicial norms inside texts concerning security:

So it would be better to avoid journalists in the Parliament, magistrates arriving after having investigated Berlusconi and putting only housewives and engineering workers? Mais oui, let’s do populism.

Mais oui! It’s our fault as we see intrigues everywhere! It’s only by chance that the inserted norm is applicable to Berlusconi and that it allows him to set off the status limitations for a trial where he’s involved. It’s populism denouncing that this cop out has been inserted in the security decree, which will be quickly approved within July.

I’d have wanted to be brief, but I couldn’t. I end up with a good news: the decree has been stopped mainly for the well-timed recommendation of Di Pietro and the deputies of Italia dei Valori.

Never close our eyes…

21
May
08

Super-pensioni!

Deposito di zio Paperone

Altro che ingegnere, dovevo fare il politico! Non guadagni solo ad essere eletto, ma anche quando (finalmente) ti stacchi dalla poltrona! E’ stato scoperto che le casse del senato sono state svuotate dalle liquidazioni principesche dei senatori non più eletti. Una breve classifica:

  • Armando Cossutta: legislature: 10, liquidazione: 345.000 €.
  • Clemente Mastella: legislature: 9, liquidazione: 307.000 €.
  • Alfredo Biondi: legislature: 8, liquidazione: 278.000€.
  • Francesco d’Onofrio: legislature: 7, liquidazione: 240.000€.

Liquida di qua, liquida di là…solo per coprire il buco di palazzo Madama, ci vorranno 8 milioni di euro!

Il buco è stato ulteriormente allargato, dai contributi, già versati, resi a tutti i senatori non più eletti. E giù altri euro (ma non spiccioli, eh…).

Stesso discorso per la Camera. Basta pensare che bisognerà sborsare la liquidazione ad altri “big” (Ciriaco De Mita (11 legislature) e Gerardo Bianco (9), Angelo Sanza (10) e Luciano Violante (8 ) ).

A tutto questo, va aggiunto il fatto che le spese sanitarie degli onorevoli, sono totalmente coperte. Sia per loro, che per i genitori. Qui la spesa è stata solo di 2 milioncini…

Sia chiaro, tutti soldi nostri…

Ragazzi, abbiamo sbagliato tutto! Dovevamo fare tutti i politici! Non solo avevamo la possibilità di mettere a posto gli eventuali processi ( e su questo vi invito a fare un salto sul blog di Di Pietro e leggere l’intervento del 20 Maggio), ma ci saremmo messi a posto anche economicamente! Quella si che è vita…

Fonte: articolo di Repubblica.it

I should have been a politician not an engineer! You earn money not only when you have been elected, but also when (finally) you pinch yourself from your seat! It has been found out that the cash desks of the Senate have been cleared up by the princely liquidations of the any-more-elected Senators. A short ranking:

· Armando Cossutta: legislatures: 10, liquidation: 345.000 €

· Clemente Mastella: legislatures: 9, liquidation: 307.000 €

· Alfredo Biondi: legislatures: 8, liquidations: 278.000 €

· Francesco D’Onofrio: legislatures: 7, liquidation: 240.000 €

Pat this, pay that…to fill the hole in Palazzo Madama it’ll need 8 million €!

The hole has been further enlarged because of contributions paid to all the any-more.elected Senators. More and more euros (but no coins….).

The situation is the same at the Camera (Chamber). Just think that we’ll have to fork out liquidations to other “big” (Ciriaco De Mita, 11 legislatures; Gerardo Bianco, 9 legislatures; Angelo Sanza, 10 legislatures; Luciano Violante, 8 legislatures).

Over and above this, remember that all the health costs of the Honourables are totally covered. But not only for them, also for their relatives!!! Here the costs amounted only to 2 little million…

Just to be clear, all our money…

Guys we’ve done all wrong! We should have become politicians! We would have had the opportunity to arrange all our proceedings (and with this regard I recommend you Di Pietro’s blog and his statement of the 20 May) but also we would have become rich men! That’s really life…

Source: articolo di Repubblica.it

20
May
08

La nuova Rai…

Nemmeno il tempo di capire da che parte si è girati, che già ci sono i primi cambiamenti in rai! Il caso più eclatante è quello di Travaglio, reo di aver informato gli italiani del passato del presidente del Senato Schifani e dei suoi rapporti lavorativi con persone legate alla mafia. Una persona seria se non avesse avuto la possibilità di smentire le gravissime accuse, si sarebbe dimessa per rispetto del popolo italiano (basti pensare che in Finlandia si è dimesso un ministro perchè corteggiava insistentemente una spogliarellista! articolo).

In Italia però ci sono usanze diverse e i rapporti di forza sono sempre invertiti. La politica monitora l’informazione, invece che il contrario. Il sottosegretario con delega alla comunicazioni Paolo Romani ha già espresso il proprio parere:

Marco Travaglio è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico

Ennesimo caso italiano di lesa maestà. Di certe cose non si può proprio parlare, pena la scomunica televisiva (il vero parlamento italiano). Lasciamo però da parte il caso Schifani e concentriamoci sulle dichiarazioni del consiglio di amministrazione Rai di qualche giorno.

Meno reality ( era ora), un nuovo talk show politico ( sarò curioso di vedere chi lo conduce… ), Vespa sempre al proprio posto (una garanzia di informazione trasparente, basta pensare alle intercettazioni telefoniche con Sottile, il portavoce di Fini, dove cuce Porta a Porta in base all’esigenze di Fini… video e testo) e, dulcis in fundo, la riablitazione di Saccà. Si proprio quel Saccà che ha detto a Berlusconi:

lei è amato nel paese, glielo dico senza nessuna piangeria

Diciamo la verità…qualcuno si aspettava il contrario? La RAI è uno strumento politico, non un servizio ai cittadini. Essendo in mano allo stato, dovrebbe essere una garanzia di pluralità. Invece è utilizzato come arma di distrazione e come strumento propagandistico.

Quello che fa ancora più male e rabbia è vedere che si prova a far passare scelte al limite del totalitarismo come garanzie di libertà e pluralità.

La parte più assurda di tutta la storia è quella che riguarda il Tg3 e la trasmissione Primo Piano. I vertici della Rai hanno dichiarato che Primo Piano non sarà cancellato e che sarà addirittura aumentato lo spazio informativo del Tg3. Dichiarazioni sconvolgenti, dal momento che RAI3 è da anni vista come la rete più avversa al centro-destra. A sorpresa è stato anche annunciato che in seconda serata troverà spazio un programma di satira condotto dalla Dandini.

I programmi che fanno informazioni sono spostati in una fascia di ascolto bassissima, anche se il tempo a loro disposizione dovrebbe essere raddoppiato. Il contentino sarebbe un programma di satira.

Forse pensano che ci siamo dimenticati i veri programmi di satira, come l’Ottavo Nano, in prima serata su Rai2 o Raiot di Sabina Guzzanti, bloccato dopo solo una puntata. Con che condizioni si può fare satira in questo paese, senza rischiare di fare la fine di Grillo, Luttazzi o i Guzzanti, diffamati o messi al bando? Che informazione, cultura o satira ci volgiono proporre se tutte le voci fuori dal coro sono sistematicamente messe da parte?

C’era già stato un editto bulgaro, ma sembra che la destra abbia imparato la lezione e non faccia più proclami. Anzi, è successo anche di più, tutto il parlamento fa cerchio, quando si vanno a toccare gli interessi della casta e il coro di voci è sempre unanime e bi-partisan.

Da una parte Mediaset, di proprietà del capo del governo. Dall’altra una Rai ostaggio dei partiti. Relegata al web è rimasta l’informazione che, ormai, ognuno si deve fare per conto proprio.

Fonti: articolo, corriere.it, repubblica.it, ansa.it, ilgiornale.it, repubblica.it, intercettazioni Saccà

19
May
08

Nuova pagina – new page

E’ stata create una nuova pagina col nome di Italy Horror Picture Show. In questa pagina inseriremo le foto e le dichiarazioni incomprensibili, vergognose o semplicemente ridicole dei nostri politicanti.

Abbiamo già iniziato…

Il lavoro non è facile perchè il materiale è tanto e qualcosa potrebbe anche sfuggirci! Per questo motivo vi chiediamo un supporto, se avete foto o notizie che ci sono sfuggite, segnalatecelo!

A new page is been created, its name is Italy Horror Picture Show. In this page we’ll insert the incomprensible, shameful or simply ridicolous pictures and declaration of our politicians.

P.s. Ripetiamo che non abbiamo nessun tipo di pregiudizio verso nessuna parte politica!

We already began…

It’s not an easy work, because there is a lot of material and something may even pass up! For this reason, we ask your support: if you have picture or notices that passed up, inform us!

P.s As we already said, we have no prejudice on any political party!

13
May
08

Indulto (2) – la proposta

Ci siamo lasciati con l’arrivo delle elezioni del 2006. A questo proposito ho recuperato il programma dell’Unione (ricordiamo, il gruppo vincitore delle elezioni) e ho verificato se si parlava di indulto o amnistia e in quali termini.

Si fa riferimento ad amnistia e indulto in 2 occasioni:

-riduzione del quorum necessario:

Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.

-riforma codice penale

Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto

Qualche piccola considerazione.

1) Molti (anche tra gli elettori) non lo sanno, ma il provvedimento previsto, in seguito, però, alla riforma del diritto penale.

2) Le due attività avrebbero dovuto andare di pari passo, non prima una e poi l’altra. Al massimo sarebbe stato utile fare prima la riforma penale e se mai l’indulto e l’amnistia.

3) Vale la pena verificare se i politici dell’Unione hanno lavorato per attuare il programma.

4) Ancora più interessante è scoprire se i giornalisti hanno ricordato ai politici il fatto di essere stati eletti per attuare il programma.

Il punto di partenza sembra essere una riforma e un’amnistia strettamente connesse. Una riforma del diritto penale indubbiamente trarrebbe benificio da un’amnistia. Un’amnistia senza riforma del diritto penale, al contrario, non avrebbe grandi benefici…se non politici.

Vediamo gli sviluppi dopo i risultati delle elezioni. Focalizziamo brevemente la situazione alle camere. Il governo Prodi ha una maggioranza risicata, soprattutto al senato, dove ottiene la maggioranza grazie al voto degli italiani all’estero. In sostanza l’unione si trova in una posizione di dipendenza nei confronti dei piccoli partiti, tra cui Italia dei Valori e Udeur. Proprio il leader dell’Udeur, Clemente Mastella verrà scelto come ministro della giustizia. La notizia è una di quelle che fa gelare il sangue nelle vene.

Il premier Prodi inizia da subito a parlare di indulto. Siamo nella metà del maggio 2006, Prodi ipotizza l’indulto in tempi brevi. Vediamo le dichiarazioni delle varie parti politiche.

Pecorella (FI) rivendica la paternità del provvedimento e proclama che Forza Italia non scenderà a patti e che il suo partito non voterà l’indulto senza amnistia. Provocatoriamente punta il dito sulla necessità di tagliare detenuti e processi, per far tirare il fiato a un sistema in collasso. Il pomo della discordia resta sempre la scissione tra indulto e amnistia.

Se si approva l’ indulto, e non l’ amnistia, si fanno inutilmente i processi per poi dichiarare la pena estinta.

Il verde Cento risponde in merito:

L’ indulto è un atto di clemenza che si applica ai soggetti, si può discutere se uno lo meriti o no, ma le esclusioni preventive non hanno senso. Per l’ amnistia è diverso perché lo Stato può avere interesse a verificare se un crimine è stato commesso.

Come dire: già vi scontiamo la pena, volete pure saltarvi il processo? Resta comunque aperta la porta a Forza Italia e si intravede la possibilità di un tavolo di discussione che metta d’accordo i due schieramenti. Nemmeno un accenno alla riforma del diritto penale presente nel programma dell’ Unione.

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della camera Bertinotti che dichiara pubblicamente la condivisione alla proposta, motivando la scelta in questo modo:

I detenuti subiscono, per la condizione in cui sono tenuti, un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura.

Anche qui nemmeno una parola sulla riforma citata nel programma.

Alleanza Nazionale e Lega Nord, invece, sono decisamente contrarie, come nella precedente legislatura. Gasparri definisice l’indulto e amnistia:

una scelta dissennata e criminogena perché dopo questi provvedimenti segue un aumento del numero dei reati.

Una critica costruttiva e soprattutto un chiodo su cui il martello della destra italiana batterà molto volentieri (come era prevedibilie, del resto).

L’unica voce fuori dal coro viene dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Lo stesso capogruppo dichiara:

Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni atto di clemenza verso i detenuti, se non dopo una vera riforma giudiziaria. Non è serio.

Notizie ulteriori si possono trovare in due articoli di repubblica ai segueni link: uno, due.

Una riforma del sistema giudiziario avrebbe necessità di una amnistia, almeno per evitare l’intasamento dei tribunali, impegnati in processi inutili. Sarebbe un prezzo sopportabile, se sull’altro piatto della bilancia si trovasse una giustizia veloce e certa, per tutti i reati (mafiosi, sessuali, amministrativi eccetera). Quel piatto, però, è desolatamente vuoto.

A questo proposito è interessante leggere un’intervista a Nello Rossi, segretario dell’ associazione nazionale magistrati. Riportiamo i punti chiave:

se prima non si rimette in discussione la legge Cirielli nella parte in cui, per i recidivi, prolunga la prescrizione e prevede forti aumenti di pena, anche dopo un gesto di clemenza le carceri torneranno sovraffollate.

L’ amnistia ha un senso se accompagna un mutamento del clima politico generale del Paese (…) oppure se sanziona un rinnovamento profondo della legislazione

Durante il governo Berlusconi è stato disegnato un sistema di giustizia composto di due tasselli: una magistratura ingessata, burocratizzata, intimidita grazie alla nuova legge sull’ ordinamento e un processo penale diseguale, potenzialmente eterno nei confronti dei delinquenti marginali e dei recidivi, e irrimediabilmente inceppato, anche per reati gravissimi come le bancarotte, commessi da soggetti culturalmente o economicamente forti e agguerriti.

aprire una discussione a tutto campo tra politici e tecnici, naturalmente anche con gli avvocati, sullo snellimento e la razionalizzazione del processo, sul nuovo codice penale e su un progetto condiviso di nuovo statuto della magistratura.

La vera necessità non è svuotare indistintamente le carceri, ma creare un sistema giudiziario moderno e snello, per: velocizzare i processi ( basti pensare che in quel periodo quasi il 40% dei carcerati erano in attesa di giudizio) e garantire la giusta pena ai reati più gravi. Il solo indulto sarebbe una soluzione temporanea, che non realmente risolutiva della situazione carceraria. Sul sito del corriere si può trovare una scheda sulla legge cirielli, mentre sul sito di repubblica l’intervista intera a Nello Rossi.

A questo punto però si inserisce prepotentemente la figura di Clemente Mastella. La situazione estramamente precaria al senato, permette al ministro della Giustizia di avanzare pretese a cui la maggioranza deve necessariamente piegarsi, per garantire la stabilità al governo.

Il 2 Giugno, in occasione della festa della Repubblica, il ministro visita il carcere Regina Coeli (dove Giovanni Paolo II aveva chiesto l’amnistia nel 2000), canta ‘O sole mio’ con i detenuti e dichiara il suo intento di portare avanti l’indulto. Un successone. Qualche dichiarazione per rendersi meglio conto del personaggio…

Sono più il ministro vostro che non dei magistrati

L’amnistia non è un atto solitario del ministro della Giustizia, se così fosse lo avrei già fatto

Un articolo su repubblica e uno su la stampa, ci danno maggiori informazioni sulla giornata.

La macchina si è irrimediabilmente messa in moto e si scivola velocemente verso le votazioni di fine luglio che sull’onda dell’entusiasmo approvano ufficialmente l’indulto.

Nella prossima puntata cercheremo di veder un po’ più a fondo cosa è successo nei giorni precedenti e seguenti le votazioni e vedremo il testo intero della legge.

P.S. anche in questo caso chiedo scusa se ho omesso informazioni mportanti e vi invito a correggermi in caso ci fossero imprecisioni.

08
May
08

I nostri ministri…

Aveva fatto sapere che sarebbero stati 12 ministri e che avrebbe voluto che 6 di questi fossero donne…

I ministri sono 21, di cui 4 donne…se il buon giorno si vede dal mattino…

Ministro degli Interni: Roberto Maroni. Inizia a fare politica nel ’79 nel movimento di estrema sinistra Democrazia Proletaria. Successivamente si avvicina ai movimenti seccessionisti e alla Lega. Già ministro degli interni e del lavoro (in verità sua la legge Biagi). Condannato in via definitva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale, a seguito di una perquisizione nella sede della lega. È stato indagato per reati legati al vilipendio dell’unità nazionale per le suo posizioni seccessioniste.

Ministero degli Esteri: Franco Frattini. Già ministro degli esteri dal 2002 al 2004. Dal 2004 presidente della commissione EU. Riportiamo una sua dichiarazione sulla questione sicurezza:

…quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede “tu di che vivi?”. Se quello risponde “non lo so”, lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo.

Pronta la smentita dell’UE che precisa che le affermazioni rilasciate alla stampa da Frattini «sono contrarie allo spirito della direttiva». Fonti: corriere.it

Ministro dell’economia: Giulio Tremonti: Laureato in Giurisprudenza. Si avvicina alla politica sul finire degli anni ’80 candidandosi per il PSI. Dal 1990 inizia una girandola di partiti: passa ad Alleanza Democratica e dopo poco al Patto Segni. Da lì si sposta alla federazione LiberalDemocratica, per approdare a Forza Italia. Viene considerato “un leghista con la tessera di Forza Italia”. Più volte ministro delle finanze, è stato costretto alle dimissioni nel 2004, a causa delle divergenze con Fini, che le accusava di aver presentato “conti truccati”. Viene richiamato sul finire del 2005 per stilare la Finanziaria del 2006. Interessante l’evoluzione della sua posizione in merito ai condoni fiscali.

In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe; in Italia prima delle elezioni; ma invertendo i fattori il prodotto non cambia: il condono fiscale è comunque una forma di prelievo fuori legge. (dal Corriere della sera del 25 settembre 1991)

Non sono favorevole a un ampliamento del meccanismo di perdono fiscale che abbiamo legato soltanto all’emersione del sommerso: un’estensione di questo concordato mi vedrebbe contrario. (citato in un’agenzia Ansa, 4 luglio 2001)

Nonostante ciò come ministro dell’economia ha varato più condoni.

Ministro della Giustizia: Antonino Alfano. New entry. Inizia la carriera politica nella Democrazia Cristiana, dopo l’indagine ‘Mani Pulite’ aderisce a Forza Italia. Deputato all’assemblea regionale Sicilia, dal 2001 al parlamento. Di lui si sa davvero poco, le poche notizie che si hanno di lui lo descrivono come figlio d’arte (suo padre era un fervente democristiano) e predestinato. Entra giovanissimo come deputato per la regione Sicilia e viene scelto come capogruppo di FI. Miccichè (un nome, una garanzia) spinge per la sua candidatura a presidente della regione Sicilia nel 2001. Gli viene, però, preferito Cuffaro. La sua nomina è sicuramente la più inattesa. Raccoglie il testimone da Clemente Mastella, ci auguriamo che non reisca a fare peggio. fonte: repubblica.it

Ministro dei Rapporti con il Parlamento: Elio Vito. Uno dei più accaniti sostenitori di Silvio Berlusconi. Inizia nel partito Radicale, aderisce da subito al partito Forza Italia. Le sue migliori apparizioni sono sicurmente quelle televisive.

Ministro per le Riforme: Umberto Bossi. Da sempre seccessionista, hanno destato scalpore le recenti dichiarazioni che invitavano alla rivolta armata.

Questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo… mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi.

Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili.

Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver.

Se siete interessati alla sua carriera politica, è già presente un post.

Ministro della Difesa: Ignazio Benito Maria La Russa. Laureato in Giurisprudenza, aderisce prima al Movimento Sociale Italiano e in seguito ad Alleanza Nazionale. È alla sua prima esperienza come ministro, sicuramente la sua presenza alla difesa ha un valore simbolico da non sottovalutare. Assiduo frequentatore di trasmissioni televisive, ha anche partecipato come doppiatore a una puntata dei Simpson. Competenze particolarmente utili riguardo al suo ministero.

Ministro per la Semplificazione: Roberto Calderoli. Laureato in medicina e chirurgia. A lui è stato assegnato un ministero, a dir poco, enigmatico. A prescindere dall’effettiva utilità del ministero, riesce difficile associare Roberto Calderoli al concetto di semplicità. Proprio lui, infatti, è l’autore dell’attuale legge elettorale, che lui stesso definisce “porcata” (suscitando tra l’altro lo stupore di Mentana, solitamente prono a ogni osservazione). Attualmente indagato per ricettazione nell’inchiesta sulla Banca Popolare di Lodi, viene salvato dalla prescrizio da reato di resistenza a pubblico ufficiale. Controversa anche la sua esclusione dal processo in corso a Verona, che vede imputate le camicie verdi per attentato alla Costituzione e all’unità dello stato e struttura paramilitare fuorilegge, grazie all’insindacabilità. Ugualmente controverse sono molto sue dichiarazioni sulla difesa di alcuni valori cattolici, in quanto proprio Calderoli si è sposato con rito celtico.

A tutti i manifestanti del gay pride faccio un appello: pentitevi e il buon Dio sacrificherà il vitello grasso.

Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio.

Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni…

Per dare un’ulteriore idea della statura morale del nuovo ministro, vale la pena ricordare quando mostrò in diretta televisiva un maglietta con una riproduzione di vignette ironiche su Maometto. Alla bravata del neo-ministro, seguì un attacco all’ambasciata italiana, durante il quale morirono 11 persone

Ministro per l’ambiente: Stefania Prestigiacomo. Già ministro per le pari opportunità nel 2001. Figlia di un imprenditore siracusano, non si trovano nè sue dichiarazioni, né particolari competenze su questioni riguardanti l’ambiente. Attendiamo con curiosità di venire a conoscenza dei provvedimenti in merito a T.A.V. e inceneritori.

Ministro per la Scuole e Univeristà: Mariastella Gelmini. Deputato dal 2006, in precedenza presidente del consiglio del comune di Desenzano. Pare che sia stata sfiduciata per inoperosità anche dai membri del suo stesso partito. Un ottimo biglietto da visita.

Ministro per i Beni Cultuali: Sandro Bondi. Laureato in filosofia e poeta. Autore di un certo numero di composizioni poetiche, pubblicate su vanity fair.

A Silvio:

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

Sgarbi ha raccontato questo episodio riguardante Bondi: durante un discorso a un convegno di Forza Italia, entrò in sala Silvio Berlusconi. Bondi si interruppe immediatamente e disse: “Scusi presidente, se parlo in sua presenza”. fonti: le sue poesie.

Ministro per le politiche agricole: Luca Zaia Citiamo solo una elequente dichiarazione: come ministro mi sentirò servitore. Non abbiamo dubbi. fonte: Openpolis.it

Ministro per lo sviluppo economico: Claudio Scajola. Già ministro degli interni nell’ultimo governo Berlusconi, fu costretto alle dimissioni dopo la dichiarazione:” Marco Biagi? Un rompicoglioni!”. Sotto il suo ministero si svolse il G8 a Genova, durante il quale lui diede ordine di sparare a chi entrasse nella zona rossa. Gli è stato affidato un ministero particolare, che sa tanto di contentino.

Ministro per le politiche comunitarie: Andrea Ronchi. È una della menti ideatrici del partito Alleanza Nazionale. Viene considerato un finiano convinto.

Ministro per le infrastrutture: Altero Matteoli. Imputato a Livorno nel 2006 per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che sarebbe stato avvertito proprio da Altero di imminenti intercettazioni e indagini.

Ministro per il Welfare: Maurizio Sacconi. Deputato del Partito Socialista Italiano negli anni ’70 e ’80, aderisce subito a Forza Italia. Sottosegretario al ministero del lavoro nella precedente legislatura berlusconiana, è il destinatario di una lettera nella quale Marco Biagi esprime le preoccupazioni sull’eliminazione della propria scorta.

Caro Maurizio, consentimi di ricordarti di intervenire su quanti hanno revocato la mia tutela a Roma (confermata invece in altre parti in Italia):penso al Prefetto, ma sarebbe meglio agire sul Ministero dell’Interno e spiegare chi sono, cosa ho fatto e cosa sto facendo. Mia moglie (come me) allarmatissima e sarà difficile riprendere collaborazioni al Ministero senza adeguata. La mia richiesta precisa:trasformazione del servizio da tutela (una buffonata) in scorta vera e propria.
Ti prego di aiutarmi con la massima urgenza e determinazione.
A domattina alle 8 da te.
Grazie Marco

Ministro per i Rapporti con le Regioni: Raffaele Fitto. Indagato per corruzione, false e illecito finanziamento ai partiti a Bari, ha ricevuto una degna promozione. L’indagine risale al 2006, nel 2007 è stato chiesto dalla procura barese il suo rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento.

Ministro per PA e Innovazione: Renato Brunetta. Interessante una sua dichiarazione sulla giornalista di colore Rula Jebreal, definita dal neo-ministro una “gnocca senza testa”. Un campione di finezza. fonte: stampa.it

Ministro per l’Attuazione del Programma: Gianfranco Rotondi. Ha dichiarato di essere favorevole alla grazia per Bruno Contrada (dirigente dei servizi segreti), condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Sinceramente, questo ci basta. fonte: corriere.it

Ministro per le Politiche Giovanili: Giorgia Meloni. Inizia le sue attività giovanissima all’interno dei movimenti studenteschi di Alleanza Nazionale. Si è dichiarata favorevole all’aperture delle case chiuse. Un buon biglietto da visita per le nuove leve. http://www.openpolis.it/dichiarazione/333345

Ministro per le Pari Opportunità: Mara Carfagna. Politica e showgirl italiana. Nelle grazie del presidente Berlusconi, senza dubbio per le sue abilità politiche. Di lei il cavaliere ha detto

Se non fossi già sposato, la sposerei subito

Dimostrando memoria corta, ha dichiarato di aver rifiutato una proposta a recitare in un film di Tinto Brass e di credere nei valori della famiglia. Riportiamo una dichiarazione convinta e significativa:

Non mi spoglio. Sono timida, credo in certi valori

fonte: articolo su libero.it

Corrediamo la dichiarazione con due foto che danno evidenza della sua ineccepibile condotta morale.

La casta Carfagna 2

La casta carfagna 1

fonti: it.wikipedia.org, it.wikiquote.org, “Se li conosci li eviti” autori: Travaglio, Gomez.

23
Apr
08

Una lezione politica di 2500 anni fa…

Pericle

Ieri sera prima di addormentarmi ho letto un passo della “Guerra del Peloponneso”, nel quale Pericle commemora i caduti ateniesi nelle guerre passate. Fa uno strano effetto rendersi conto del senso dello stato dei politici e dei cittadini vissuti 2500 anni fa e confrontarlo con quello dei politici e dei cittadini contemporanei.

È un po’ lungo, ma ne vale davvero la pena:

“Noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei vicini, e non solo non imitiamo altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensí di una cerchia piú vasta: di fronte alle leggi, però, tutti, nelle private controversie, godono di uguale trattamento; e secondo la considerazione di cui uno gode, poiché in qualche campo si distingue, non tanto per il suo partito, quanto per il suo merito, viene preferito nelle cariche pubbliche; né, d’altra parte, la povertà, se uno è in grado di fare qualche cosa di utile alla città, gli è di impedimento per l’oscura sua posizione sociale.

Come in piena libertà viviamo nella vita pubblica cosí in quel vicendevole sorvegliarsi che si verifica nelle azioni di ogni giorno, noi non ci sentiamo urtati se uno si comporta a suo gradimento, né gli infliggiamo con il nostro corruccio una molestia che, se non è un castigo vero e proprio, è pur sempre qualche cosa di poco gradito.

Noi che serenamente trattiamo i nostri affari privati, quando si tratta degli interessi pubblici abbiamo un’incredibile paura di scendere nell’illegalità: siamo obbedienti a quanti si succedono al governo, ossequienti alle leggi e tra esse in modo speciale a quelle che sono a tutela di chi subisce ingiustizia e a quelle che, pur non trovandosi scritte in alcuna tavola, portano per universale consenso il disonore a chi non le rispetta.

(…)

Noi amiamo il bello, ma con misura; amiamo la cultura dello spirito, ma senza mollezza. Usiamo la ricchezza piú per l’opportunità che offre all’azione che per sciocco vanto di parola, e non il riconoscere la povertà è vergognoso tra noi, ma piú vergognoso non adoperarsi per fuggirla.

Le medesime persone da noi si curano nello stesso tempo e dei loro interessi privati e delle questioni pubbliche: gli altri poi che si dedicano ad attività particolari sono perfetti conoscitori dei problemi politici; poiché il cittadino che di essi assolutamente non si curi siamo i soli a considerarlo non già uomo pacifico, ma addirittura un inutile.

Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all’esecuzione di ciò che si deve fare.

Abbiamo infatti anche questa nostra dote particolare, di saper, cioè, osare quant’altri mai e nello stesso tempo fare i dovuti calcoli su ciò che intendiamo intraprendere: agli altri, invece, l’ignoranza provoca baldanza, la riflessione apporta esitazione. Ma fortissimi d’animo, a buon diritto, vanno considerati coloro che, conoscendo chiaramente le difficoltà della situazione e apprezzando le delizie della vita, tuttavia, proprio per questo, non si ritirano di fronte ai pericoli.

Anche nelle manifestazioni di nobiltà d’animo noi ci comportiamo in modo diverso dalla maggior parte: le amicizie ce le procuriamo non già ricevendo benefici, ma facendone agli altri. È amico piú sicuro colui che ha fatto un favore, in quanto vuol mettere in serbo la gratitudine dovutagli con la benevolenza dimostrata al beneficato. Chi invece tale beneficio ricambia è piú tiepido, poiché sa bene che ricambierà non per avere gratitudine, ma per adempiere un dovere. Noi siamo i soli che francamente portiamo soccorso ad altri non per calcolo d’utilità, ma per fiduciosa liberalità.

In una parola, io dico che non solo la città nostra, nel suo complesso, è la scuola dell’Ellade, ma mi pare che in particolare ciascun Ateniese, cresciuto a questa scuola, possa rendere la sua persona adatta alle piú svariate attività, con la maggior destrezza e con decoro, a se stesso bastante.

E che questo che io dico non sia vanto di parole per l’attuale circostanza, ma verità comprovata dai fatti, lo dimostra la potenza stessa di questa città che con tali norme di vita ci siamo procurata.

Sola infatti, tra le città del nostro tempo, si dimostra alla prova superiore alla sua stessa fama ed è pure la sola che al nemico che l’assale non è causa di irritazione, tale è l’avversario che lo domina; né ai sudditi motivo di rammarico, come sarebbe se i dominatori non fossero degni di avere il comando. Con grandi prove, dunque, non già senza testimoni, avendo noi conseguito tanta potenza, da contemporanei e da posteri saremo ammirati; non abbiamo bisogno di un Omero che ci lodi o di altro poeta epico che al momento ci lusinghi, mentre la verità toglierà il vanto alle presunte imprese, noi che abbiamo costretto ogni mare e ogni terra ad aprirsi al nostro coraggio; ovunque lasciando imperituri ricordi di disfatte e di trionfi.

Per una tale città, dunque, costoro nobilmente morirono, combattendo perché non volevano che fosse loro strappata, ed è naturale che per essa ognuno di quelli che sopravvivono ami affrontare ogni rischio.” Pericle

Ho pensato alla campagna elettorale di Berlusconi e Veltroni…fumo negli occhi.

Ho pensato all’incontro tra Berlusconi e Putin; il bagaglino, il mitra e Aeroflot.

Ho pensato alle dichiarazioni di Maroni sulle ronde.

Ho pensato a come reagiscono i politici alle indagini dei magistrati.

Ho pensato a Cuffaro, De Angelis, Previti, Taormina, Ciarrapico, De Gregorio, Dell’Utri, Strano, Borghezio, Bossi, Calderoli, Castelli, Cesa, De Mita, Ferrara, Crisafulli, D’Alema, Fassino, Craxi, De Michelis. Si, ho pensato a tutti loro insieme!

Ho pensato alle persone che credono alle facili promesse e si lasciano vincere dalla paura.

Ho pensato che siamo noi i primi ad avere la responsabilità del nostro paese e finchè ce ne stiamo con le mani in mano e non prendiamo un minimo di iniziativa, continueremo a vedere questo paese andare alla deriva.

Benny

fonti: http://www.filosofico.net/tucpeloponneso.htm

23
Apr
08

A political lesson of 2500 years ago…

Pericle

Yesterday, before going to bed, I read a piece of Thucydides’s “History of the Peloponnesian War”, in which Pericle commemorates the fallen soldiers in past wars. It’s strange to get an impression of senso of state of politicians and citiziens living 2500 years ago and compare it to the sense of state of contemporary politicians and citiziens.

It’s a bit long, but it really is worth to be read.

“Our constitution does not copy the laws of neighbouring states; we are rather a pattern to others than imitators ourselves. Its administration favours the many instead of the few; this is why it is called a democracy. If we look to the laws, they afford equal justice to all in their private differences; if no social standing, advancement in public life falls to reputation for capacity, class considerations not being allowed to interfere with merit; nor again does poverty bar the way, if a man is able to serve the state, he is not hindered by the obscurity of his condition.

The freedom which we enjoy in our government extends also to our ordinary life. There, far from exercising a jealous surveillance over each other, we do not feel called upon to be angry with our neighbour for doing what he likes, or even to indulge in those injurious looks which cannot fail to be offensive, although they inflict no positive penalty.

But all this ease in our private relations does not make us lawless as citizens. Against this fear is our chief safeguard, teaching us to obey the magistrates and the laws, particularly such as regard the protection of the injured, whether they are actually on the statute book, or belong to that code which, although unwritten, yet cannot be broken without acknowledged disgrace.
(…)
“Nor are these the only points in which our city is worthy of admiration. We cultivate refinement without extravagance and knowledge without effeminacy; wealth we employ more for use than for show, and place the real disgrace of poverty not in owning to the fact but in declining the struggle against it.

Our public men have, besides politics, their private affairs to attend to, and our ordinary citizens, though occupied with the pursuits of industry, are still fair judges of public matters; for, unlike any other nation, regarding him who takes no part in these duties not as unambitious but as useless, we Athenians are able to judge at all events if we cannot originate, and, instead of looking on discussion as a stumbling-block in the way of action, we think it an indispensable preliminary to any wise action at all.

Again, in our enterprises we present the singular spectacle of daring and deliberation, each carried to its highest point, and both united in the same persons; although usually decision is the fruit of ignorance, hesitation of reflection. But the palm of courage will surely be adjudged most justly to those, who best know the difference between hardship and pleasure and yet are never tempted to shrink from danger.

In generosity we are equally singular, acquiring our friends by conferring, not by receiving, favours. Yet, of course, the doer of the favour is the firmer friend of the two, in order by continued kindness to keep the recipient in his debt; while the debtor feels less keenly from the very consciousness that the return he makes will be a payment, not a free gift. And it is only the Athenians, who, fearless of consequences, confer their benefits not from calculations of expediency, but in the confidence of liberality.

“In short, I say that as a city we are the school of Hellas, while I doubt if the world can produce a man who, where he has only himself to depend upon, is equal to so many emergencies, and graced by so happy a versatility, as the Athenian.

And that this is no mere boast thrown out for the occasion, but plain matter of fact, the power of the state acquired by these habits proves.

For Athens alone of her contemporaries is found when tested to be greater than her reputation, and alone gives no occasion to her assailants to blush at the antagonist by whom they have been worsted, or to her subjects to question her title by merit to rule. Rather, the admiration of the present and succeeding ages will be ours, since we have not left our power without witness, but have shown it by mighty proofs; and far from needing a Homer for our panegyrist, or other of his craft whose verses might charm for the moment only for the impression which they gave to melt at the touch of fact, we have forced every sea and land to be the highway of our daring, and everywhere, whether for evil or for good, have left imperishable monuments behind us.

Such is the Athens for which these men, in the assertion of their resolve not to lose her, nobly fought and died; and well may every one of their survivors be ready to suffer in her cause.” Pericles

I thought about the political campain of Berlusconi and Veltroni… eyewash!

I thought about the meeting beetwen Berlusconi and Putin: the “bagaglino”, the machine gun and Aeroflot.

I thought about Maroni’s declaration about immigrates.

I thought about how politicians respond to the investigations of magistrates.

I thought about Cuffaro, De Angelis, Previti, Taormina, Ciarrapico, De Gregorio, Dell’Utri, Strano, Borghezio, Bossi, Calderoli, Castelli, Cesa, De Mita, Ferrara, Crisafulli, D’Alema, Fassino, Craxi, De Michelis. Yes, i thought about all of them at the same time!

I thought about people which believe in easy promises and let fear win them.

I thought that most of all we are responsible of our country and until we will do nothing and we will have no personal initiative, we will continue to see our country get worst day by day.

Benny

sources: http://classics.mit.edu/Thucydides/pelopwar.html

19
Apr
08

eyes upon Italy

Ciao!

Abbiamo pensato di aprire questo blog perchè riteniamo indispensabile fare un po’ di chiarezza in mezzo a questo marasma di informazioni che ogni giorno ci bombardano.

L’idea di creare un blog è nata il giorno dopo la vittoria (per la terza volta…) del Cavaliere. Troppe notizie sono passate e continuano a passare sotto silenzio. Troppe persone continuano a ragionare e a dare il loro voto senza avere una chiara idea di quello che succede all’interno del mondo politico. E quindi, distrutti da questa ignoranza dilagante e dalle mille persone che parlano senza cognizione di causa, abbiamo deciso di fare qualcosa: illuminare tutti i punti bui e poco chiari che i nostri “amati mezzi di informazione” ci propinano quotidianamente.

Speriamo che le cose che scriveremo potranno aiutare chi le leggerà a farsi un’idea spassionata di ciò che accade nel Bel Paese.

 

Martina-Valerio-Benny

 

Hi!

Hoping that this blog will be useful also for non-italian people,who want to know more about what it’s happening in Italy, wewill try to offer also an english translation……please don’ t look at all the mistakes…just catch the general meaning!!!!

We have decided to create this blog ’cause we want to help people to understand a little bit more about the enourmous amount of information bombarding us every day.

We got this idea after Berlusconi (il Cavaliere) won the elections for the third time….On too many information has been kept the lid and the situation is not changed. Too many people continue to give their vote, having no idea of what is happening in the politics’ world. Therefore, we resolved us to do something, as we are thourougly fed up of this widespread ignorance and of all the people talking and talking without being aware of what is really going on. We are here trying to light up all the unclear facts which our “beloved mediums of mass information” give us every day.

We really hope that what will here written, will help you to understand a little bit more of what is happening in our Bel Paese.

Martina




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