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08
Sep
08

Magistratura

Non ci capivo più niente…

Uno dice:

Farò tutto quello che posso per garantire l´indipendenza della magistratura perché punto a una riforma che regga nel lungo periodo. I pm dovranno essere rigorosamente indipendenti perché il pm sotto l´esecutivo sarà bello in Francia, in Inghilterra e negli States, ma in Italia non mi piace

L’altro ribatte:

Se introduciamo la politica nel Csm (e mi pare evidente che si miri a questo) rischiamo di richiamarci ad un modello autoritario, ovverosia quello fascista, dove la magistratura non è indipendente dal potere politico e quindi non tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo

E nella mia ignoranza ho pensato: “Ma non stanno dicendo la stessa cosa? Ovvero che la magistratura non deve essere assoggettata alla politica?”

Ma evidentemente non era così! Allora sono andata a leggere dove stava lo scandalo nelle parole di Ghedini. E ho scoperto che è in atto una riforma costituzionale per creare due Csm, uno per i giudici e un altro per i pm…

Sarò sincera…quando l’ho letto non avevo ancora ben chiara la situazione! Ma mi sono bastate poche cose per capire meglio.

Prima cosa: ho cercato la definizione di Csm:

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è un Organo di rilievo costituzionale ed è l’organo di autogoverno della Magistratura. Ha lo scopo di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello stato, in particolare da quello esecutivo.

E già c’era qualcosa che non mi tornava. Che senso ha dividere il Csm in due se è un organo indipendente proprio per evitare ingerenze con la politica?!

Seconda cosa: ho cercato la definizione esatta di pm:

Il Pubblico Ministero è il magistrato che riveste, nell’ambito del procedimento penale, la parte pubblica, in quanto agisce nell’interesse dello Stato per un fine di diritto pubblico.

Dopo questa proprio non capivo….c’è qualcosa che stride:

I pm devono essere rigorosamente indipendenti

ma attualmente il Csm

ha lo scopo di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello stato

Scusate, ma allora il fatto che la magistratura non sia indipendente è una bugia bella e buona! La situazione è rovesciata…

Non è che la divisione in due in realtà voglia rendere la magistratura dipendente?! Il sospetto viene soprattutto perchè i pm lavorano a stretto contatto con le alte cariche dello stato.
Creare un secondo Csm può rivelare un tentativo di piegare la magistratura al potere dei politici.

Purtroppo sembra sempre più evidente che alla gente non gliene importi nulla di questa cose. Ci si stupisce se i criminali escono prima di galera…poi se fai notare che sono passate delle leggi che accorciano i tempi di prescrizione o che depenalizzano i reati, allora ti dicono che sei un “rosso”…

Martina

Fonti: wikipedia.it; corriere.it; repubblica.it

I didn’t understand quite nothing…

One says:

I’ll do all I can in order to guarantee the independence of the magistrate because my aim is a reform lasting in the long term. Public prosecutors should be rigorously independent as the public prosecutor under the control of the executive power works in France, England or in the Us but I don’t like in Italy

The other answers:

If we let politics in the Csm (and it seems clear to me that this is the aim) the risk is to recall an authoritarian model, i.e. the fascist one, where the magistrate isn’t independent from political power and therefore, not all citizens are safeguarded in the same way

In all my ignorance I thought: “But aren’t they saying the same thing? That the magistrate shouldn’t be under the politics’ control?”

It wasn’t clearly the case! So I read where it was the scandal in the words of Ghedini. And I found out the a constitutional reform in order to create two Csm (one for magistrates, the other for the public prosecutors) is planned…

I’ll be sincere…when I read it still I didn’t realise the situation! But a few things were enough in order to understand everything.

Firstly: I searched for the definition of the Csm:

The Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M.) is the constitutional self-governing body. Its aim is to guarantee the autonomy and the independence of the magistrature from the high powers of the country, particularly from the executive one.

Immediately something didn’t add up. Where’s the point in dividing the Csm in two if it’s an independent body as to avoid interferences with politics?!

Secondly: I searched the definition of public prosecutor:

The Public Prosecutor is a magistrate working, in the field of the penal proceedings, for the public side, as he acts in the interest of the State with a public law aim.

After this I was really puzzled…there was something awkward:

Public prosecutors should be rigorously independent

but actually the Csm

Its aim is to guarantee the autonomy and the independence of the magistrature from the high powers of the country

Sorry but then the fact that magistrature isn’t independent is a lie! The situation is now put upside down…

What if this division into two of the Csm was actually a way to make magistrature a dependent body?! The suspect arises mainly because the public prosecutors work side by side with the high offices of the country. The creation of a new Csm may reveal an attempt to subdue magistrature to politicians’ power.

Sadly it’s becoming clearer that people don’t care about these things. They get surprised when criminals get earlier out from prisons…but if you point out that laws shortening the limitations or decriminalizing crimes passed, they tell you are a “red” (Communist)

Martina

Sources: wikipedia; repubblica.it; corriere.it

13
May
08

Indulto (2) – la proposta

Ci siamo lasciati con l’arrivo delle elezioni del 2006. A questo proposito ho recuperato il programma dell’Unione (ricordiamo, il gruppo vincitore delle elezioni) e ho verificato se si parlava di indulto o amnistia e in quali termini.

Si fa riferimento ad amnistia e indulto in 2 occasioni:

-riduzione del quorum necessario:

Intendiamo poi riformare l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.

-riforma codice penale

Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto

Qualche piccola considerazione.

1) Molti (anche tra gli elettori) non lo sanno, ma il provvedimento previsto, in seguito, però, alla riforma del diritto penale.

2) Le due attività avrebbero dovuto andare di pari passo, non prima una e poi l’altra. Al massimo sarebbe stato utile fare prima la riforma penale e se mai l’indulto e l’amnistia.

3) Vale la pena verificare se i politici dell’Unione hanno lavorato per attuare il programma.

4) Ancora più interessante è scoprire se i giornalisti hanno ricordato ai politici il fatto di essere stati eletti per attuare il programma.

Il punto di partenza sembra essere una riforma e un’amnistia strettamente connesse. Una riforma del diritto penale indubbiamente trarrebbe benificio da un’amnistia. Un’amnistia senza riforma del diritto penale, al contrario, non avrebbe grandi benefici…se non politici.

Vediamo gli sviluppi dopo i risultati delle elezioni. Focalizziamo brevemente la situazione alle camere. Il governo Prodi ha una maggioranza risicata, soprattutto al senato, dove ottiene la maggioranza grazie al voto degli italiani all’estero. In sostanza l’unione si trova in una posizione di dipendenza nei confronti dei piccoli partiti, tra cui Italia dei Valori e Udeur. Proprio il leader dell’Udeur, Clemente Mastella verrà scelto come ministro della giustizia. La notizia è una di quelle che fa gelare il sangue nelle vene.

Il premier Prodi inizia da subito a parlare di indulto. Siamo nella metà del maggio 2006, Prodi ipotizza l’indulto in tempi brevi. Vediamo le dichiarazioni delle varie parti politiche.

Pecorella (FI) rivendica la paternità del provvedimento e proclama che Forza Italia non scenderà a patti e che il suo partito non voterà l’indulto senza amnistia. Provocatoriamente punta il dito sulla necessità di tagliare detenuti e processi, per far tirare il fiato a un sistema in collasso. Il pomo della discordia resta sempre la scissione tra indulto e amnistia.

Se si approva l’ indulto, e non l’ amnistia, si fanno inutilmente i processi per poi dichiarare la pena estinta.

Il verde Cento risponde in merito:

L’ indulto è un atto di clemenza che si applica ai soggetti, si può discutere se uno lo meriti o no, ma le esclusioni preventive non hanno senso. Per l’ amnistia è diverso perché lo Stato può avere interesse a verificare se un crimine è stato commesso.

Come dire: già vi scontiamo la pena, volete pure saltarvi il processo? Resta comunque aperta la porta a Forza Italia e si intravede la possibilità di un tavolo di discussione che metta d’accordo i due schieramenti. Nemmeno un accenno alla riforma del diritto penale presente nel programma dell’ Unione.

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della camera Bertinotti che dichiara pubblicamente la condivisione alla proposta, motivando la scelta in questo modo:

I detenuti subiscono, per la condizione in cui sono tenuti, un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura.

Anche qui nemmeno una parola sulla riforma citata nel programma.

Alleanza Nazionale e Lega Nord, invece, sono decisamente contrarie, come nella precedente legislatura. Gasparri definisice l’indulto e amnistia:

una scelta dissennata e criminogena perché dopo questi provvedimenti segue un aumento del numero dei reati.

Una critica costruttiva e soprattutto un chiodo su cui il martello della destra italiana batterà molto volentieri (come era prevedibilie, del resto).

L’unica voce fuori dal coro viene dall’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Lo stesso capogruppo dichiara:

Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni atto di clemenza verso i detenuti, se non dopo una vera riforma giudiziaria. Non è serio.

Notizie ulteriori si possono trovare in due articoli di repubblica ai segueni link: uno, due.

Una riforma del sistema giudiziario avrebbe necessità di una amnistia, almeno per evitare l’intasamento dei tribunali, impegnati in processi inutili. Sarebbe un prezzo sopportabile, se sull’altro piatto della bilancia si trovasse una giustizia veloce e certa, per tutti i reati (mafiosi, sessuali, amministrativi eccetera). Quel piatto, però, è desolatamente vuoto.

A questo proposito è interessante leggere un’intervista a Nello Rossi, segretario dell’ associazione nazionale magistrati. Riportiamo i punti chiave:

se prima non si rimette in discussione la legge Cirielli nella parte in cui, per i recidivi, prolunga la prescrizione e prevede forti aumenti di pena, anche dopo un gesto di clemenza le carceri torneranno sovraffollate.

L’ amnistia ha un senso se accompagna un mutamento del clima politico generale del Paese (…) oppure se sanziona un rinnovamento profondo della legislazione

Durante il governo Berlusconi è stato disegnato un sistema di giustizia composto di due tasselli: una magistratura ingessata, burocratizzata, intimidita grazie alla nuova legge sull’ ordinamento e un processo penale diseguale, potenzialmente eterno nei confronti dei delinquenti marginali e dei recidivi, e irrimediabilmente inceppato, anche per reati gravissimi come le bancarotte, commessi da soggetti culturalmente o economicamente forti e agguerriti.

aprire una discussione a tutto campo tra politici e tecnici, naturalmente anche con gli avvocati, sullo snellimento e la razionalizzazione del processo, sul nuovo codice penale e su un progetto condiviso di nuovo statuto della magistratura.

La vera necessità non è svuotare indistintamente le carceri, ma creare un sistema giudiziario moderno e snello, per: velocizzare i processi ( basti pensare che in quel periodo quasi il 40% dei carcerati erano in attesa di giudizio) e garantire la giusta pena ai reati più gravi. Il solo indulto sarebbe una soluzione temporanea, che non realmente risolutiva della situazione carceraria. Sul sito del corriere si può trovare una scheda sulla legge cirielli, mentre sul sito di repubblica l’intervista intera a Nello Rossi.

A questo punto però si inserisce prepotentemente la figura di Clemente Mastella. La situazione estramamente precaria al senato, permette al ministro della Giustizia di avanzare pretese a cui la maggioranza deve necessariamente piegarsi, per garantire la stabilità al governo.

Il 2 Giugno, in occasione della festa della Repubblica, il ministro visita il carcere Regina Coeli (dove Giovanni Paolo II aveva chiesto l’amnistia nel 2000), canta ‘O sole mio’ con i detenuti e dichiara il suo intento di portare avanti l’indulto. Un successone. Qualche dichiarazione per rendersi meglio conto del personaggio…

Sono più il ministro vostro che non dei magistrati

L’amnistia non è un atto solitario del ministro della Giustizia, se così fosse lo avrei già fatto

Un articolo su repubblica e uno su la stampa, ci danno maggiori informazioni sulla giornata.

La macchina si è irrimediabilmente messa in moto e si scivola velocemente verso le votazioni di fine luglio che sull’onda dell’entusiasmo approvano ufficialmente l’indulto.

Nella prossima puntata cercheremo di veder un po’ più a fondo cosa è successo nei giorni precedenti e seguenti le votazioni e vedremo il testo intero della legge.

P.S. anche in questo caso chiedo scusa se ho omesso informazioni mportanti e vi invito a correggermi in caso ci fossero imprecisioni.




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